"InStradaMe" contro alcol e droga alla guida: un'app per chiamare autisti se non si è lucidi - Tempostretto

“InStradaMe” contro alcol e droga alla guida: un’app per chiamare autisti se non si è lucidi

Giuseppe Fontana

“InStradaMe” contro alcol e droga alla guida: un’app per chiamare autisti se non si è lucidi

venerdì 12 Agosto 2022 - 13:05

Progetto per prevenire incidenti dovuti ad abuso di alcol e sostanze. Test in realtà aumentata per far comprendere cos'accade quando si perde lucidità

MESSINA – Si chiama “InStradaMe – scegli la strada giusta”. Ed è un progetto messo in atto dal Comune di Messina e diversi enti pubblici, tra cui Prefettura e Università di Messina, per contrastare e prevenire gli incidenti stradali, soprattutto tra i giovani. La “strada giusta” è quella verso la sicurezza, lontano da un abuso di alcol o dall’utilizzo di sostanze che possano far perdere lucidità, tanto quanto basta a perdere il controllo e causare danni a sé stessi o a chi c’è intorno. Si coinvolgeranno i giovani e i gestori dei locali. Saranno fatti dei test con visori di realtà aumentata, per far comprendere cosa significa perdere lucidità, ma sarà anche messa a disposizione un’app con cui chiamare degli autisti, in caso si comprenda che non si può guidare.

Gli enti coinvolti

Il progetto è partito nel 2020, ma dopo vari step burocratici ha preso vita soltanto adesso. A spiegarlo è stata l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore, al fianco del sindaco Federico Basile e del vicesindaco Francesco Gallo. Si parla di 350mila euro finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga, con risorse a carico del “Fondo per l’incidentalità notturna”. E saranno utilizzati per varie iniziative, in collaborazione con la Prefettura di Messina, l’Università degli Studi di Messina, il Ministero della Giustizia – Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni di Messina, il Ministero della Giustizia – Ufficio locale esecuzione penale esterna, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina ed il Ministero dell’Istruzione – Ufficio Scolastico Regionale ambito territoriale di Messina.

Basile: “Non solo uno slogan”

“InStradaMe non è solo uno slogan – ha spiegato Basile – o un simbolo con il triangolo, ma deve essere un modo per sensibilizzare i temi importanti della consapevolezza, della responsabilità, del valore della vita e del senso di comunità che guarda alla condizione di tutti. Dopo la pandemia c’è voglia di riprendersi la vita, ma ci vuole consapevolezza e rispetto di tutti. Non serve la repressione delle attività o dei momenti di svago, la famosa movida, ma serve rispettare tutti. InStradaMe parte nel 2020. Siamo consapevoli che le attività di svago si devono svolgere. C’è chi ha criticato L’ordinanza che regolamenta la Movida. Non è repressione, ma regole per far stare bene tutti. E questo progetto si inserisce in un contesto identico: non è necessario bere troppo o utilizzare sostanze per divertirsi”.

Calafiore: “Inizieremo a fine mese”

Poi l’assessora Calafiore, “il progetto nasce nel 2020, finanziato poi nel luglio 2021 e avviato a fine giugno 2022. Ci sono stati dei tempi tecnici da rispettare per un finanziamento da 350mila euro. Le azioni serviranno a formare gli operatori e sensibilizzare i giovani a tenere comportamenti adeguati. Bisogna essere prudenti e oculati nell’uso dell’alcol. La prima azione ufficiale arriverà a fine mese: saranno coinvolti i cittadini, in autunno anche gli esercenti. Metteremo a disposizione dei ragazzi nei lidi dei kit per capire se il limite di alcol è stato superato, ci saranno dei testimonial con loro. La maggior parte delle vittime di incidenti stradali sono i giovani. Noi vogliamo intervenire, lo faremo anche con la polizia stradale, ma anche con l’università per l’aspetto tecnologico. Ma ci saranno unità di strada, una app per chiamare autisti: sono varie le componenti di questo progetto”.

L’Unime spiega i tre aspetti tecnici

Della parte tecnica si è occupata l’Università di Messina. Presente il professore Massimo Villari, che ha illustrato il progetto innovativo: “Ci siamo immaginati cosa possa interessare ai giovani, ai nativi digitali. Compreremo dispositivi con cui simulare in realtà virtuale queste condizioni, il non essere lucido. Permetteremo loro di fare questa esperienza per capire cosa può succedere. E poi l’idea dell’app: non puoi guidare? Ti mandiamo un autista. E infine il terzo aspetto: bisogna anche monitorare tutto. Lo faremo con sondaggi anonimi, per avere dati su chi è coinvolto o meno. Non ci interessano i nomi o chi è la persona ma i numeri, per capire come muoversi e rispettare la privacy”.

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