Le categorie professionali di Messina: osservatorio che accomuni gli ordini

Le categorie professionali di Messina: osservatorio che accomuni gli ordini

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giovedì 01 Marzo 2012 - 20:50

A confronto sul centralissimo tema della riforma del sistema ordinistico che, ad oggi, garantisce al Paese il 15% del Pil e fornisce occupazione a più di 4 milioni di lavoratori

Presenti all’appello nazionale lanciato dal “Professional Day” anche i dottori commercialisti ed esperti contabili di Messina, insieme agli altri ordini professionali della città, che questa mattina si sono riuniti presso il Tribunale, nella sede dell’Ordine degli avvocati. Tema centrale dell’incontro è stata la riforma del sistema ordinistico che, ad oggi, garantisce al Paese il 15% del Pil e fornisce occupazione a più di 4 milioni di lavoratori.

Per gli Ordini della città dello Stretto si è trattata di un’occasione di confronto e crescita, in un’ottica di maggiore coesione tra tutti i liberi professionisti i quali, seppur con le diversità di ciascun ambito, hanno manifestato problematiche analoghe. Coesione, trasparenza e chiarezza tra gli Ordini sono le parole-chiave su cui i rappresentanti dei delle categorie, indistintamente, si sono soffermati, segno evidente dell’esigenza di condividere e operare col comune intento di tutelare le attività intellettuali e i giovani che si affacciano al mondo del lavoro con la speranza di un futuro economico migliore.
L’obiettivo comune emerso è quello di realizzare un osservatorio interprofessionale che accomuni tutti gli Ordini e che diventi un fondamentale momento di incontro e di scambio tra i professionisti. Un “organismo” cioè che permetta ai rappresentanti delle categorie di discutere e risolvere insieme le problematiche legate alle professioni.

Secondo il presidente dell’Ordine messinese dei Commercialisti Santi Cutugno: «Oggi i professionisti devono avere un atteggiamento critico nei confronti di certe tendenze e laddove sia possibile proporre delle alternative. L’apporto che i Commercialisti di Messina daranno alla Consulta interprofessionale e all’attività dei vari Ordini sarà totale e costante – ha spiegato Cutugno – crediamo infatti che la condivisione delle problematiche attorno ad un unico organismo sia non solo necessaria ma propedeutica allo sviluppo del Paese e del nostro territorio, che soffre maggiormente la crisi in questo difficile momento storico».

Per il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina Francesco Celona «il Professional Day è un’ulteriore occasione per manifestare la volontà degli ordini professionali e dei liberi professionisti di mettersi al servizio della città. Per questo motivo grande importanza ha il ruolo della Consulta, che non deve essere visto come un organismo di difesa di categoria ma deve fungere da organismo politico, ovviamente apartitico, che abbia l’intento di tutelare l’intera città. Gli Ordini devono concorrere insieme al benessere della collettività e cooperare al fine di offrire alla città la speranza di un futuro migliore».

Anche per il presidente dei Consulenti del Lavoro Carlo Maletta «bisogna riattivare al più presto la Consulta provinciale interprofessionale. L’augurio è che sulla spinta emotiva del professional day questa possa trovare un nuovo impulso». Per Santi Trovato, presidente dell’Ordine Ingegneri, la città di Messina può diventare una vera fucina di idee e farsi promotrice a livello nazionale: «A tal proposito – ha dichiarato – il nostro Ordine si sta facendo promotore, insieme ad altri professionisti della città, di una proposta secondo cui le legge sulla riforma delle professioni torni di competenza della Commissione Giustizia di Camera e Senato, e non più della Commissione Industria». All’incontro era presente anche Antonino Abate, presidente dell’Ordine messinese dei Farmacisti, secondo cui «oggi stiamo assistendo ad una lotta tra capitale e professionisti. Le vere lobby sono quelle che riguardano il capitale, ragion per cui più si sta insieme e si collabora, maggiore sarà la massa critica».

Alla conferenza sono inoltre intervenuti i presidenti della Consulta interprofessionale Francesco Restuccia, dell’Ordine Architetti Pino Falzea, dell’Ordine dei Medici Veterinari Andrea Ravidà, e dell’Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali Felice Genovese.

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