Irccs Neurolesi, una nuova tecnologia per curare il Parkinson - Tempostretto

Irccs Neurolesi, una nuova tecnologia per curare il Parkinson

Francesca Cali

Irccs Neurolesi, una nuova tecnologia per curare il Parkinson

sabato 16 Febbraio 2019 - 12:56
Irccs Neurolesi, una nuova tecnologia per curare il Parkinson

Utile anche per i pazienti affetti da denervazione ossea dei tumori benigni e dall’osteoma osteoide e per le donne con fibromi uterini e endometriosi

Una tecnologia innovativa per la cura dei tremori del Parkinson. Sarà a breve disponibile presso l’Irccs Centro Neurolesi Bonino Pulejo ed è stata presentata durante il congresso regionale della Società Italiana di Neurologia.

La “Mrgfus, Magnetic resonance guided focused ultrasound”, risonanza magnetica guidata a ultrasuoni, è stata presentata dal dottor Giuseppe Di Lorenzo, neurologo e dirigente medico del Centro.

Grazie a due tecnologie integrate, ultrasuoni e risonanza magnetica, permetterà di praticare cure non invasive sui pazienti affetti da Parkinson. Ma a beneficiare della nuova tecnologia saranno anche i pazienti affetti da denervazione ossea dei tumori benigni e per l’osteoma osteoide, e le donne con fibromi uterini e adenomiosi, la forma dell’endometriosi che infiltra la parete muscolare dell’utero.

L’Irccs Centro Neurolesi Bonino Pulejo di Messina sarà il secondo centro nel Sud Italia in grado effettuare tale tipologia di trattamento in regime di ricovero ordinario, presso i reparti di competenza. Il primo è il Policlinico Universitario ‘Giaccone’ di Palermo.

La presentazione della nuova tecnologia si inserisce all’interno dell’edizione 2019 del Congresso Sin che si sta svolgendo in questi giorni a Catania sul tema delle “Cure palliative in neurologia”. Al Congresso ha preso parte anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che ha sottolineato come la rete ospedaliera in Sicilia non prevede la chiusura di nessuna struttura ma al contrario la riqualifica di alcune.

“Da questa settimana-ha ricordato l’assessore Razza– è partita la negoziazione con il governo nazionale per il nuovo patto per la salute. Abbiamo sottoscritto insieme ai presidenti di Regione e a tutti gli assessori alla Sanità d’Italia un documento inviato al ministro della Salute: speriamo di arrivare nei prossimi mesi a un patto che metta in campo anche delle novità significative perché, nel 2020 e nel 2021, il fondo sanitario nazionale aumenterà di quasi tre miliardi e mezzo e questo consentirà alla nostra Regione di provare a risolvere alcune ataviche questioni, a cominciare da quella del personale”.

Presente ai lavori anche il professore Placido Bramanti, ordinario dell’Università di Messina e direttore scientifico del Centro Neurolesi, che lascia la guida della segreteria regionale della Sin. Bramanti ha ricordato i progressi tecnologici e scientifici avvenuti nel corso degli ultimi quattro anni soprattutto nell’ambito delle neuroscienze e in oncologia. L’ambito in cui secondo Bramanti è necessario fare di più è l’aspetto socio sanitario territoriale e l’accesso alle cure che solo attraverso il dialogo con l’Assessorato Regionale alla Sanità e con il Ministero della Salute potrà migliorare.

I lavori del congresso sono stati aperti da Antonella Agodi, direttrice del dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania e dalla dirigente generale dell’assessorato regionale alla Salute, Maria Letizia Di Liberti. L’assessore Razza ha consegnato una targa al valore dei tanti anni professionali al professore Angelo Pellicanò, ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania. La Società italiana di Neurologia siciliana ha omaggiato l’assessore Razza di una targa dell’evento.

Infine durante i lavori è stato nominato Michele Vecchio (nella foto), responsabile del’Unità operativa Neurologia complessa dell’Asp di Caltanissetta come nuovo segretario regionale della Società italiana di Neurologia per il biennio 2019/2021.

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Un commento

  1. Prof. Gerardo Iacopino 17 Febbraio 2019 00:09

    Veramente questa tecnologia è presente a Palermo dal 2015, sono gia stati trattati decine di pazienti. Palermo è stato il primo centro in Italia, Felice che questa tecnologia dopo Palermo, Verona L’ Aquila e Milano arrivi a Messina, ma vi prego non date notizie false e fuorvianti, palesemente false e tendenziose. Non è servizio utile alla comunità e ai pazienti che soffrono oltre che poco dignitoso per chi da anni lavoro con grandi
    sacrifici su questo fronte.

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