La Festa dell'Unità tra Costituzione, diritti e la sfida industriale della transizione energetica

La Festa dell’Unità tra Costituzione, diritti e la sfida industriale della transizione energetica

Rossana Giannetto

La Festa dell’Unità tra Costituzione, diritti e la sfida industriale della transizione energetica

domenica 11 Ottobre 2026 - 17:09

Messina. Tra gli interventi, a Villa Dante, quelli del costituzionalista D'Andrea e dell'eurodeputata Corrado

Messina – La Festa dell’Unità della Federazione provinciale del Partito democratico di Messina, ospitata negli spazi di Villa Dante sotto il filo conduttore “Tra due mari, il nostro futuro: pace, lavoro, ambiente”, ha offerto ieri due momenti di confronto denso e partecipato. Il tutto intrecciando la riflessione sull’assetto costituzionale con le vertenze industriali e ambientali del territorio siciliano.

Ottant’anni dopo: la Repubblica e la Carta costituzionale alla prova

Il primo panel, intitolato “Ottant’anni dopo. La Repubblica alla prova”, è stato introdotto dalla giornalista Barbara Turati, che ha presentato i relatori: il professor Luigi D’Andrea, il senatore Alessandro Alfieri, il presidente della Commissione regionale antimafia Antonello Cracolici e il capogruppo del Pd all’Ars Michele Catanzaro. Rievocando il referendum del 2 giugno 1946 e i lavori dell’Assemblea Costituente, Turati ha definito la Carta fondamentale un testo rivoluzionario nato dalla rottura netta con il ventennio fascista, rilanciando una riflessione condivisa con Alfieri: prima ancora di ipotizzare revisioni, la priorità deve essere la sua integrale e concreta attuazione.

Luigi D’Andrea

Nel suo intervento, il costituzionalista Luigi D’Andrea (ordinario a UniMe) ha sviluppato il tema del rapporto tra continuità storica e rottura democratica. Se il ’46 ha impresso una svolta repubblicana irrevocabile, nella Carta sono confluite le voci migliori della storia unitaria (da Mazzini a Cavour, come ricordava Piero Calamandrei), tradotte dai costituenti in un modello fondato sul lavoro, sulla partecipazione democratica e su una dignità intangibile («che non si acquista per meriti e non si perde per demeriti», richiamando il professor Gaetano Silvestri). D’Andrea ha poi articolato tre moniti per il presente:

  • L’eguaglianza sostanziale (artt. 2 e 3): la preoccupazione per le crescenti insofferenze verso i modelli egualitari e la condanna delle retoriche che distinguono tra studenti italiani e non italiani nelle aule scolastiche, ricordando che nessuno deve essere lasciato «nell’angolo».
  • L’equilibrio dei poteri: i rischi derivanti dai tentativi di indebolire il sistema dei contrappesi costituzionali attraverso modifiche elettorali, attacchi alla magistratura e riforme degli organi di controllo, respingendo le derive su presunte «Terze Repubbliche».
  • L’orizzonte europeo: l’esigenza di proiettare la tutela dei diritti e della sicurezza entro una dimensione sovranazionale europea, unica scala adeguata a gestire sfide globali ingestibili dai singoli Stati nazionali.

Transizione energetica, filiere e lavoro: il dibattito a Villa Dante

A seguire si è aperta la tavola rotonda “Industria, lavoro, ambiente. La transizione energetica come opportunità”, moderata da Domenico Siracusano. L’avvio dei lavori è stato segnato da un gesto simbolico: un caschetto protettivo per denunciare la piaga continua delle morti sul lavoro, resa drammaticamente attuale dalla notizia della scomparsa di un operaio in un cantiere autostradale giunta proprio durante la mattinata. Siracusano ha quindi richiamato l’esigenza di riempire di contenuti reali il concetto di transizione, evitando che la provincia di Messina e poli industriali come Milazzo scivolino verso una progressiva desertificazione produttiva.

Il quadro sindacale è stato delineato con forza da Gabriella Messina (segreteria regionale Cgil), che ha contestato un modello di sviluppo che negli anni ha delegato le scelte al mercato, producendo profitti privati e lasciando al territorio costi sociali e vertenze occupazionali: la Sicilia non può essere ridotta a semplice «piattaforma di passaggio» o «batteria d’Italia» attraversata da cavi ed elettrodotti, ma deve pretendere filiere industriali complete (dalle turbine agli accumulatori) e la riconversione sostenibile dei propri presidi strategici.

A tirare le fila del confronto è stata l’eurodeputata Annalisa Corrado, responsabile Ambiente ed Energia nella segreteria nazionale del Pd. Corrado ha sottolineato come la transizione ecologica non rappresenti affatto un nemico dell’economia, bensì la principale leva di politica industriale per rilanciare la competitività e garantire occupazione qualificata nel Mezzogiorno.

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