Filarmonica Laudamo chiude la stagione con un omaggio ai musicisti figli dei migranti in America. - Tempostretto

Filarmonica Laudamo chiude la stagione con un omaggio ai musicisti figli dei migranti in America.

Giovanni Franciò

Filarmonica Laudamo chiude la stagione con un omaggio ai musicisti figli dei migranti in America.

lunedì 13 Maggio 2019 - 22:46
Filarmonica Laudamo chiude la stagione con un omaggio ai musicisti figli dei  migranti in America.

Domenica u.s., a conclusine della stagione musicale della Filarmonica Laudamo, si è esibita al Palacultura l’Orchestra di fiati del Conservatorio Corelli, alla cui direzione si sono alternati due eccellenti direttori specialisti in tale ambito, l’americano Eugene Migliaro Corporon, e Lorenzo Della Fonte. Il concerto, dal titolo “La musica sull’oceano.Quando gli emigranti eravamo noi: compositori di origine italiana in America”, si è sviluppato secondo un tema ben preciso: la musica dei compositori americani di origini italiane, i figli cioè, o i nipoti, degli italiani emigrati negli States i primi del 900, musicisti che hanno portato la musica europea in America, ma che hanno anche assimilato i ritmi propri della cultura musicale americana, come dimostrano soprattutto i primi due brani eseguiti nella serata. Il direttore artistico, Luciano Troja, dopo i ringraziamenti di rito, ha ricordato tre componenti dell’Associazione musicale che purtroppo sono venuti recentemente a mancare, Manlio Nicosia (già presidente della Filarmonica Laudamo), il prof. Cotroneo e Giovanni Molonia, ai quali il concerto è stato dedicato. Protagonista, in qualità di clarinetto solista, Vincenzo Paci, primo clarinetto del Teatro La Fenice di Venezia, che ha fornito una straordinaria performance, esibendo eccezionali qualità virtuosistiche nel concerto per clarinetto e ensemble di fiati del musicista contemporaneo Frank Ticheli, ove il primo movimento, “Rapsodia per George” un evidente omaggio a George Gershwin, il cui incipit richiama quello della celeberrima “Rapsodia in blue” del grande compositore americano, riserva al solista passaggi di difficoltà trascendentale, eseguiti alla perfezione e con grande sicurezza e disinvoltura da Pace. Il Concerto è iniziato con l’esecuzione, da parte dell’Orchestra di fiati del Conservatorio “Corelli”, del “Divertimento per Banda op. 42” di Vincent Persichetti, autore morto nel 1987, in sei movimenti (Prologo, Canzone, Danza, Burlesca, Soliloquio, Marcia). Entrambi i brani, diretti da Lorenzo Della Fonte, si possono collocare nell’ambito della musica americana del 900, che vede fra i maggiori interpreti, Ives, Bernstein, Copland e, naturalmente, Gershwin. Musica potente, esuberante, molto ritmata, ma anche con momenti sognanti e di carattere più melodico, come ad es. il “Soliloquio”. Nella seconda parte Eugene Migliaro Corporon ha diretto dapprima un brano di Michael Gandolfi, contemporaneo, “Flourishes and Meditations on a Renaissance Theme” (Fioriture e meditazioni su un tema rinascimentale), una sorta di variazioni su un tema rinascimentale, che richiamano la musica di tipo minimalista sviluppatasi di recente in America (da Philip Glass a Nyman), con frasi musicali ripetute quasi ossessivamente, in coinvolgenti crescendo. Dopo la “Canzona” di Peter Mennin, altro compositore contemporaneo, è stata la volta del brano forse più interessante, “Gazebo Dances” (Danze al Gazebo) di John Corigliano, forse il più popolare fra questi compositori viventi. Articolato in quattro movimenti – Overture, Walzer, Adagio e Tarantella – la composizione, brillante e finemente elaborata, raggiunge il suo apice nella Tarantella finale, un brano trascinante, che avanza irresistibile al ritmo della popolare danza. Ottima la prova dell’Orchestra dei fiati, in continuo miglioramento, una prova davvero convincente, grazie anche alla direzione di due veri specialisti nel campo delle orchestre di fiati. Appuntamento alla prossima stagione.

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