L'ormai ex sub commissario considera responsabile della revoca il sindaco di Messina: "Protagonista della vicenda con Schifani"
MESSINA – Marcello Scurria esprime il suo risentimento nei confronti di Federico Basile. Da giorni, sulla sua pagina Facebook, l’avvocato rivela la propria amarezza per la revoca come sub commissario al Risanamento. E non nasconde di considerare il sindaco il responsabile, o uno dei principali responsabili (“protagonisti Schifani e Basile”), della rimozione a partire dalla nota al presidente della Regione siciliana sulla vicenda dell‘asta per le case di Contesse. “Ho più volte precisato che l’accusa di danno erariale è diffamatoria. Valuterò la richiesta di risarcimento in ambito civile. Se mi fossi messo d’accordo col Comune avrei commesso il reato di turbativa degli incanti e aste pubbliche”, ha più volte precisato.
Scrive ora Scurria, mentre arriva al suo posto l’ingegnere capo del Genio civile Santi Trovato: “Non ti presti a commettere un reato? Ti revocano. Stamattina mi limiterò a raccogliere le poche cose personali dall’ufficio. Basile, ben informato, dichiara: “Il risanamento a Messina sopra ogni cosa”. Parole surreali che contrastano con le sue azioni strumentali e diffamatorie (ogni cosa a suo tempo)”.
L’ex sub commisssario si riserva anche di difendersi sul piano legale dalle “criticità” al suo operato messe nero su bianco nell’atto di revoca. O almeno così ha fatto capire durante la conferenza stampa di commiato pochi giorni fa.
Le polemiche politiche e gli equilibri in Forza Italia
Nel frattempo, il primo cittadino ha preferito mantenere un profilo basso: “Aspettiamo l’esito della procedura in corso. Il tema del risanamento è centenario, c’è qualcuno (De Luca, n.d.r.) che lo ha acceso ed è nata Arisme (primo presidente Scurria, n.d.r.). L’importante è proseguire nel portare avanti questo processo fondamentale. Il risanamento è un interesse primario. La procedura è aperta e, al di là delle esternazioni dell’avvocato Scurria, preferisco non commentare”.
Di certo, le polemiche (“diritti e non favori e ai casermoni e i ghetti io ho sempre detto no”) sono destinate a continuare. E, al di là dell’attacco diretto di Basile a dicembre, vedono coinvolto in primis il centrodestra. Nulla avrebbe impedito al presidente Schifani, nonostante la nuova santa alleanza con De Luca, di tendere alla pacificazione ma così non è stato. E la scelta avrà ripercussioni su Forza Italia. Di sicuro, si indebolisce la posizione della sottosegretaria Matilde Siracusano, sponsor politico dell’operazione Scurria.

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