Interviene Freedom Flotilla. Diretta a Gaza, ha sfidato il blocco navale contro il genocidio. Da qui l'arresto del messinese Antonio Mazzeo e di altri 20 attivisti
“L’esercito israeliano ha attaccato Handala in acque internazionali e rapito 21 civili disarmati. La Freedom Flotilla Coalition conferma che la nave civile Handala, in navigazione per rompere l’illegale e genocida blocco imposto da Israele alla popolazione palestinese di Gaza, è stata violentemente intercettata dalle forze militari israeliane in acque internazionali, a circa quaranta miglia nautiche dalla costa. Alle ore 23:43 (ora palestinese), le forze di occupazione hanno disattivato le telecamere a bordo della Handala e ogni comunicazione con l’equipaggio è stata interrotta. La nave, disarmata e impegnata in una missione umanitaria, trasportava beni di prima necessità destinati alla popolazione civile: latte in polvere per neonati, pannolini, alimenti e medicinali. L’intero carico era di natura civile e non militare, destinato alla distribuzione diretta ad una popolazione stremata dalla fame indotta e dal collasso sanitario provocato dal blocco”. Così, in un comunicato, Freedom Flotilla.
A bordo della Handala si trovavano 21 civili provenienti da 12 Paesi, tra cui parlamentari, avvocatə, giornalistə, sindacalisti, ambientalisti e difensorə dei diritti umani. Due gli italiani: l’insegnante, attivista e giornalista messinese Antonio Mazzeo (nella foto) e lo skipper Tony La Piccirella.
Poco prima dell’arrembaggio, l’equipaggio della Handala aveva annunciato che, in caso di detenzione, avrebbe intrapreso uno sciopero della fame e “rifiutato ogni forma di cibo dalle forze di occupazione israeliane”.
“Israele continua a ignorare le ordinanze vincolanti della Corte internazionale di giustizia”
L’appello è ora alla mobilitazione civile. Scrive Freedom Flotilla: “L’attacco alla Handala rappresenta il terzo atto di aggressione israeliana contro missioni civili della Freedom Flotilla nel solo 2025. A maggio, un drone ha bombardato la nave civile Conscience in acque europee, ferendo quattro persone e mettendo fuori uso l’imbarcazione. A giugno, la nave Madleen è stata illegalmente sequestrata e dodici civili — tra cui un membro del Parlamento europeo — sono stati rapiti. Israele continua a ignorare le ordinanze vincolanti della Corte internazionale di giustizia, che obbligano lo Stato occupante a facilitare l’accesso umanitario alla Striscia di Gaza. Gli attacchi contro missioni civili e pacifiche rappresentano una gravissima violazione del diritto internazionale.
“Israele non ha alcuna autorità legale per detenere civili internazionali a bordo della Handala,” ha dichiarato Ann Wright, membro del comitato direttivo della Freedom Flotilla. “Non si tratta di una questione interna a Israele. Parliamo di cittadini stranieri che agivano nel rispetto del diritto internazionale e si trovavano in acque internazionali. La loro detenzione è arbitraria, illegittima, e deve cessare immediatamente”.
L’equipaggio comprende:
Stati Uniti:
Christian Smalls (fondatore dell’Amazon Labor Union),
Huwaida Arraf (avvocata per i diritti umani, Palestina/USA),
Jacob Berger (attivista ebreo-americano),
Bob Suberi (veterano di guerra ebreo statunitense),
Braedon Peluso (attivista e marinaio),
Frank Romano (avvocato internazionale e attore, Francia/USA).
Francia:
Emma Fourreau (eurodeputata e attivista, Francia/Svezia),
Gabrielle Cathala (parlamentare ed ex operatrice umanitaria),
Justine Kempf (infermiera di Médecins du Monde),
Ange Sahuquet (ingegnere e attivista per i diritti umani).
Italia:
Antonio Mazzeo (insegnante, ricercatore per la pace e giornalista),
Antonio “Tony” La Picirella (attivista per la giustizia climatica e sociale).
Spagna:
Santiago González Vallejo (economista e attivista),
Sergio Toribio (ingegnere e ambientalista).
Australia:
Robert Martin (attivista per i diritti umani),
Tania “Tan” Safi (giornalista e attivista di origini libanesi).
Norvegia:
Vigdis Bjorvand (attivista per la giustizia di 70 anni).
Regno Unito / Francia:
Chloé Fiona Ludden (ex funzionaria ONU e scienziata).
Tunisia:
Hatem Aouini (sindacalista e attivista internazionalista).
A bordo come giornalisti:
Marocco:
Mohamed El Bakkali (giornalista senior di Al Jazeera, con base a Parigi).
Iraq / Stati Uniti:
Waad Al Musa (cameraman e reporter di campo per Al Jazeera).
L’appello alla mobilitazione, “scriviamo ai ministri e alle ambasciate”
Continua Freedom Flotilla: “Chiediamo con forza ai ministri degli Esteri, alle ambasciate e alle autorità consolari dei Paesi coinvolti di attivarsi subito per la liberazione immediata delle persone rapite e per la condanna pubblica di questo atto vile, illegale e intimidatorio da parte delle forze di occupazione israeliane”.
“Invitiamo la cittadinanza a mobilitarsi ovunque:
• Scriviamo ai ministri e alle ambasciate
• Tempestiamo di email i rappresentanti politici
• Contattiamo la stampa, i giornalisti, le ONG
• Riempiamo i social di messaggi di denuncia
Ogni minuto di silenzio è complicità.
È il momento di agire, dal basso, con forza e dignità. La legalità non può essere sospesa ancora una volta quando si tratta di Palestina. La libertà di Gaza passa anche dal mare. Noi non ci fermeremo: continueremo a salpare fino a che la Palestina sarà libera”.

ma basta con questi titoli esagerati.
Anzi speriamo che gli attivisti prima di essere espulsi si fanno un mesetto di carcere così danno un senso alla gita in barca
No comment
Alcuni che commentano dvrebbero andare con una scodella per cercare un po’ di riso sotto il fuoco di mitraglia dei loro amici.
quindi portare degli aiuti Umanitari è equiparato ad una gita in barca? Umani senza senso !!
L’italia dovrebbe prendere esempio dagli israeliani su come si fa il blocco navale per chi entra illecitamente nella nostra acque territoriali, in quanto al precedente post concordo pienamente, qualche mese nelle prigioni israeliane gli farà bene.
E per quale reato dovrebbero scontare una pena detentiva? Esiste la lesione di un diritto? Il qualunquismo trabocca. Il volontariato infrange norme giuridiche? Ma si sa , l’ Italia è la culla del diritto, e ci sta così bene che si è addormentato.
Qui non si tratta di pensarla in modo diverso, qui si tratta di discriminazione di stampo fascista.
Questi signori ritorneranno da dove sono venuti.
Purtroppo la mamma degli imbecilli è sempre incinta.