Si prosegue con l'allenatore promosso dalla Primavera, il girone I è il meno competitivo dei nove. La proprietà pensa possa bastare un lieve cambiamento
MESSINA – La decisione è presa. In realtà il Messina non ha deciso, anzi è rimasto esattamente a quanto comunicato con l’esonero di mister Pippo Romano. “La squadra è affidata momentaneamente a mister Parisi e mister Bombara” e di fatto domenica in panchina ci sarà Alessandro Parisi. Sicuramente una scelta suggestiva per la piazza e carica di significato, d’altro canto è un allenatore senza passate esperienze nel calcio dei grandi, ha allenato solo la Primavera, e sembra un po’ la soluzione casalinga come fu qualche anno fa per Andrea Pirlo alla Juventus, l’allenatore del futuro indicato per la Primavera che però passò direttamente alla prima squadra.
Le interlocuzioni Morris Pagniello, vice presidente e direttore generale, le ha avuto con Feola soprattutto. Poi sentitosi anche con il presidente Justin Davis sembra che il club abbia voluto temporeggiare, caldeggiando la soluzione anche più affascinante per i tifosi. È stato sempre il presidente a confermare di fatto la scelta con delle storie che auguravano buon lavoro all’ex terzino sinistro biancoscudato. Non s’è forse voluto “rompere il giocattolo” difatti anche lo staff di Romano non è stato toccato come si pensava inizialmente. Peppe Savanarola infatti è confermato vice e ciò lo dimostra anche il fatto che fosse presente all’allenamento di martedì con Parisi e senza Romano.
La scelta semplice in un girone “facile”
La (non) decisione scaturisce anche dal fatto che con nuovi rinforzi già arrivati e a pochi punti da quello che è l’obiettivo stagionale non c’era bisogno di stravolgere ma solo di cambiare leggermente indirizzo alla squadra. Romano, come avevamo raccontato, ha fatto un miracolo per portare il Messina in zona salvezza dalla pesante penalizzazione, ma il suo Messina e il suo gruppo erano votati al sacrificio e sofferenza, ora inizia un nuovo campionato, come ha ripetuto Pagniello parlando del girone di ritorno. Serve fare punti, serve probabilmente fare un calcio diverso e serve ricucire un gap non impossibile perché di impossibile c’è la promozione quest’anno.
Così in quello che è il girone più equilibrato dei nove della Serie D, appena 26 punti tra la prima e l’ultima in classifica, mentre la media con gli altri gironi è di 33 punti (e nel girone C il meno equilibrato la differenza è di 39 lunghezze), non servono particolari miracoli per salvarsi. Il Messina attualmente è a due punti dai playout ma a soli cinque dalla salvezza diretta. Non sono un’eternità se si pensa che tutti gli scontri diretti, a parte quello con la Sancataldese, sono da giocare. Serve certamente giocarli bene e con spirito diverso. Così in quest’ottica il Messina attende di scoprire se la sostituzione Romano-Parisi darà i suoi frutti, unita ad un mercato che ha portato giocatori diversi che possono far adottare schemi diversi.
