Primo confronto tra i presunti pusher della jonica arrestati dai Carabinieri e il giudice che ha autorizzato il blitz anti droga
MESSINA – Prendono il via oggi gli interrogatori di garanzia delle 8 persone arrestate dai Carabinieri tra Furci e Santa Teresa per spaccio di droga. Il giudice per le indagini preliminari Fabio Pagana comincerà i faccia a faccia con le persone finite in carcere, ovvero Francesco Celi, Paolo Grasso, Carmelo Menoti ed Emanuele Impellizzeri di Santa Teresa.
Gli arrestati parleranno?
A seguire, sempre oggi, toccherà ad alcuni di quelli ai quali ha concesso i domiciliari. Nei giorni a seguire sono attesi a Palazzo di Giustizia le altre persone ai domiciliari e il ragazzo che ha soltanto l’obbligo di firma, anche se la Direzione distrettuale antimafia aveva chiesto l’arresto anche per lui. Tutti saranno accompagnati dai difensori, tra i quali gli avvocati Antonio Bongiorno e Tino Celi. In questa fase possono decidere se parlare, rispondendo alle domande del giudice per fornire la loro versione, confessando o discolpandosi, o avvalersi della facoltà di non rispondere
Cruda o cotta?

L’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Taormina, ai comandi del Capitano Giovanni Riacà, è partita nel 2021 dopo la segnalazione di una coppia, preoccupata per la figlia che era andata a convivere con uno degli spacciatori. I militari lo hanno messo sotto intercettazione, lo hanno pedinato e filmato, scoprendo il giro di spaccio h24 e i suoi complici.
L’operazione è stata battezzata “Cotto o crudo” perché queste erano le parole in codice utilizzate tra spacciatori e clienti per riferirsi alle dosi, cocaina e crack, chiamate anche “panini” o “birre”
