In una dura lettera la Cooperativa chiede alla proprietà di andare oltre "i buoni propositi", l'invito anche al sindaco Basile per un incontro con l'amministrazione
MESSINA – La Società Cooperativa Calcio Messina torna a farsi sentire e prova a mettere in fila tutto quanto successo negli ultimi mesi e pur riconoscendo i buoni propositi dell’attuale proprietà chiede cambiamenti e indica tre punti fondamentali su cui invertire la rotta.
La lettera della Scc Messina
“È trascorso più di un mese dall’evento più umiliante dell’ultracentenaria storia del Messina – inizia così la lettera – una retrocessione sul campo in Eccellenza. Un mese di silenzio interrotto soltanto da qualche storia social e da un comunicato, firmato dal presidente Justin Davis, in cui si parla di “ferita ancora aperta”, di “ritiro già fissato per il 20 luglio” e di “budget adeguato per costruire una corazzata sia in caso di Serie D che di Eccellenza” da consegnare a un direttore sportivo “già individuato”. Per carità, buoni propositi, auspici di grande rilancio. Parole che accogliamo positivamente, ma che riteniamo non siano sufficienti per determinare un cambio di rotta”.
La lettera prosegue: “Ad oggi abbiamo una certezza: il diritto di partecipare al campionato di Eccellenza. In qualsiasi altro club ci sarebbe stato un autentico “repulisti”. A quanto apprendiamo, invece, nulla è cambiato rispetto a poco più di un mese fa. Anzi, il dirigente che ha contribuito in maniera determinante alla retrocessione, che ha gestito, con più mansioni, la parte conclusiva della passata stagione, sta proseguendo nel suo lavoro come se nulla fosse”.
La necessità di invertire la tendenza: “Abbiamo apprezzato parecchio, invece, la volontà della proprietà di investire nella città di Messina e nello sport peloritano. E l’ingresso nel calcio a 5, con la trasformazione del Messina Futsal in ACR Messina Futsal 1900, è un segnale molto positivo. Un segnale di speranza e di visione integrata con gli altri sport (a proposito, il basket necessiterebbe di un supporto, ma qui l’appello va rivolto anche ad altre forze imprenditoriali del territorio)”.
I tre punti su cui cambiare
Arrivano le note dolenti su cui cambiare rotta: “Noi, come Società Cooperativa Calcio Messina, che tanto abbiamo fatto in quest’ultimo anno per il nostro amato Messina, ci teniamo a esprimere pubblicamente le nostre opinioni sull’attuale situazione della nostra squadra del cuore e ad esporre in modo costruttivo, come sempre abbiamo fatto in questi mesi, quelle che sono le nostre idee per permettere finalmente al Messina di cambiare rotta, a prescindere dalla categoria in cui giocherà la prossima stagione”.
1. Riteniamo che la mancanza di un organigramma chiaro e ricco di professionisti di comprovate qualità nei loro specifici settori (a più riprese annunciato ma mai ufficializzato) sia stata una delle motivazioni principali del caos gestionale degli ultimi mesi, nonché la primissima azione che la nuova proprietà avrebbe dovuto espletare all’indomani dell’insediamento. Pertanto, pensiamo che sia doveroso nominare un Direttore Generale di livello, stabilmente presente a Messina 24 ore su 24. Siamo convinti, quindi, che senza figure di questa portata in seno alla società tutto il resto passerà in secondo piano.
2. Crediamo che la tifoseria del Messina meriti, da parte della proprietà e di tutte le figure dirigenziali, una comunicazione chiara, costante e pubblica. Non aver convocato una conferenza stampa il giorno successivo alla tragica retrocessione in Eccellenza non è accettabile per chi ama alla follia questi colori. Chiediamo, quindi, che anche da questo punto di vista ci sia un netto cambio di passo. Il silenzio aumenta il sospetto e la disaffezione, in una piazza che negli ultimi vent’anni ha vissuto solo disfatte e umiliazioni.
3. Chiediamo che venga permesso un dialogo strutturato e regolamentato tra la dirigenza del Messina e i suoi tifosi. La SCC Messina, a gennaio 2026, aveva inviato una proposta di partnership alla nuova proprietà dell’ACR Messina, allo scopo di creare un sistema tramite il quale i tifosi, con specifiche regole e un sistema di rappresentanza democraticamente eletto, avrebbero potuto dar voce alla propria passione e alle proprie innumerevoli competenze professionali per il bene del Messina. Questa nostra proposta non solo è stata bruscamente rifiutata, ma non ci è stata neanche data la possibilità di spiegarla in un incontro con i proprietari.
La richiesta anche al sindaco
I tifosi non sono semplici “clienti”, ma l’unico e vero motivo per cui il Messina esiste ed ha senso che esista; crediamo quindi che un modo per permettere loro di partecipare attivamente alle sorti della propria squadra del cuore non sia solo possibile, ma necessario. Speriamo che queste parole vengano ascoltate e prese in considerazione dalla proprietà dell’ACR Messina, da tutta la tifoseria, dalla cittadinanza messinese e anche dall’Amministrazione Comunale. Il sindaco Federico Basile ha più volte dichiarato di essere in contatto con la società. Gradiremmo, come associazione che rappresenta diverse centinaia di tifosi del Messina, partecipare a un incontro con l’Amministrazione per valutare insieme il piano di rilancio della Biancoscudata.
Il Messina non può essere considerato come un bene privato, perché una squadra di calcio è, di fatto, un bene comune, e solamente se tutti noi iniziamo a prendercene cura potrà regalarci grandi soddisfazioni e grandi momenti di gioia collettiva.
Noi della Cooperativa rimaniamo sempre a disposizione per dialogare in modo costruttivo con chiunque abbia a cuore il Messina, e facciamo un appello ai tanti tifosi del Messina delusi e disaffezionati: iscrivetevi alla Cooperativa! Più siamo, più contiamo!

