Il disagio di Carlo Talio riguarda una decina di pazienti del taorminese: "Lo stop comunicato dall'associazione che eseguiva il servizio a domicilio. Per l'asp un problema di comunicazione risolvibile..."
TAORMINA – “Da un giorno all’altro siamo stati privati di una attività per noi indispensabile, la fisioterapia a domicilio. Ci sentiamo abbandonati a noi stessi”. Carlo Talio è tetraplegico da oltre 30 anni a causa di un incidente. Dallo scorso 13 marzo, vale a dire dall’inizio del lockdown, non usufruisce più del servizio riabilitativo, per lui fondamentale. Rientra tra le prestazioni sospese dall’assessorato regionale alla Salute. Che nel caso specifico venivano eseguite dagli operatori di “Villa Sandra”, associazione di S. Giovanni La Punta, in provincia di Catania. Il servizio, riguarda una decina di pazienti del taorminese, da Giardini a Gallodoro, affetti da svariate patologie. Tutti assistiti a domicilio.
“La direzione sanitaria della struttura riabilitativa di S. Giovanni la Punta – spiega Talio – ha inviato una lettera all’Asp di Messina, al distretto di Taormina e a noi assistiti, nella quale viene evidenziata l’impossibilità di continuare a garantire l’erogazione dei trattamenti riabilitativi a domicilio fuori provincia. Ciò, a causa dell’inevitabile rimodulazione dei servizi”. La presa in carico degli assistiti viene demandata all’Asp competente per territorio, nel caso in argomento quella di Messina.
“A tutt’oggi – sottolinea il paziente taorminese – noi siamo in sospeso e non riceviamo la terapia domiciliare. Per il servizio sanitario – chiosa Talio – siamo dei numeri. Ma dietro ognuno di noi c’è una storia. Ci sono problemi e disagi con i quali convivere quotidianamente. Rimanere senza fisioterapia comporta ulteriori gravi difficoltà. Per lo più se tale sospensione si protrae da oltre quattro mesi. Per l’Asp – dice ancora Talio – si sarebbe trattato di un problema di comunicazione. Ci è stato detto che potremo risolvere rivolgendoci al centro autorizzativo più vicino. Vedremo. Intanto dobbiamo rivolgerci al nostro medico di famiglia per avviare la procedura. Con la speranza – conclude Talio – che la questione possa essere risolta nel più breve tempo possibile”.
