Il segretario della Cgil ribadisce il no alla grande opera. "Abbiamo un'altra idea di sviluppo". Il senatore leghista pretende le scuse
Ancora polemica sul tema ponte sullo Stretto. In occasione dell’iniziativa “Una e indivisibile: l’Italia riparte dal Mezzogiorno”, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha ribadito il proprio no al ponte a favore di “un altro modello di sviluppo”. E, citando una vecchia dichiarazione di don Luigi Ciotti, ha affermato che “l’unica cosa che è in grado di unire sono le mafie se lo attraverseranno” (fonte Adnkronos).
“Riportare il Sud al centro dell’agenda politica”
Il sindacato ha prodotto un documento per evidenziare che “il Sud non è una questione settoriale. Ma il terreno decisivo su cui si misurano la qualità dello sviluppo del Paese, la tenuta della democrazia costituzionale, l’universalità dei diritti sociali e la possibilità di costruire un modello economico più giusto, sostenibile e fondato sul lavoro. In questa prospettiva, la Cgil assume il Mezzogiorno come priorità politica nazionale e come asse strategico di una più generale proposta di cambiamento del Paese. Obiettivo dell’Assemblea: unire l’analisi dei dati di realtà con l’ascolto e il coinvolgimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati per stimolare il dibattito pubblico, avanzare proposte e riportare il Sud al centro dell’agenda politica e istituzionale del Paese.”.
Germanà risponde a Landini
Sul tema ponte è arrivata la replica del vicepresidente dei senatori della Lega al Senato. e responsabile del partito in Sicilia Nino Germanà: “Si chiama ‘Una e indivisibile, l’Italia che riparte dal Mezzogiorno’. Il titolo sembrerebbe perfetto per raccontare il Ponte sullo Stretto di Messina, che unisce e rilancia il Mezzogiorno. Invece Landini, inspiegabilmente contrario a un’opera che tra l’altro darà lavoro a tanti dei suoi iscritti, pensa che serva solo a unire le mafie di Sicilia e Calabria. Un’affermazione becera, che offende siciliani e calabresi e minaccia il futuro dei giovani della nostra terra, che invece vogliono lavorare e rifiutano la criminalità organizzata. Eppure le mafie si combattono anche modernizzando le infrastrutture e sviluppando il tessuto produttivo. Il segretario della Cgil ha capito di aver esagerato: inutile attribuire questa affermazione a Don Ciotti, che è un gigante al quale vanno riconosciuti tutti i meriti per lo straordinario lavoro che ha fatto e continua a fare, Landini dovrebbe invece chiedere scusa ai cittadini del Sud, compresi i suoi iscritti”.
Così Nino Germanà,
L’immagine è di repertorio: Landini a Messina con il segretario generale della Cgil di Messina Pietro Patti.
