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L’arte che cura in mostra permanente al Gom

Elisabetta Marcianò

L’arte che cura in mostra permanente al Gom

lunedì 19 Ottobre 2020 - 15:36
L’arte che cura in mostra permanente al Gom

Inserita nel Progetto EPOCAL – “Arte in Ospedale", la mostra è frutto della generosità degli artisti.

Pensando all’arte sale, immediato considerare il piacere che si cela davanti la visione di un’opera d’arte. Spesso, questa visione sposta in noi emozioni diverse, ma sempre molto profonde. Va a toccare quei sentimenti radicati, muovendo reazioni e moti dell’animo. Senza scomodare Freud o Jung, è facile comprendere quanto benessere possa portare, in chiunque, la possibilità di fruirne la bellezza e la potenza. In ambito medico a partire dagli anni ‘40 l’arte è utilizzata come strumento di guarigione. Il termine arte terapia entra a far parte dello stesso linguaggio medico. Senza arrivare, però a praticarla, anche solo ammirarla, poterla vedere ogni giorno diventa nutrimento e motore positivo per ognuno di noi, soprattutto per chi è costretto a vivere situazioni particolari. Con questo spirito, la direzione del Presidio Ospedaliero “Morelli” di Viale Europa ha promosso e accolto un progetto di esposizione permanente. La mostra, nata nell’ambito del Progetto EPOCAL – “Arte in Ospedale”,curata da Carmelo Cotroneo, raccoglie opere frutto di donazione degli stessi artisti. Generosità, bellezza, arte e cura sono le parole chiave di questo progetto che verrà inaugurato martedì 20 ottobre dalle ore 16:00. “Nato dall’espressa volontà, manifestata da numerosi artisti nel corso dell’estate, di donare la propria arte al G.O.M. di Reggio Calabria alla stregua di quelle associazioni e di quei privati cittadini che si erano spesi nei mesi precedenti caratterizzandosi, gli uni e gli altri, per la grande solidarietà.” inoltre, “Il progetto è finalizzato all’umanizzazione dei luoghi di cura (secondo il protocollo per gli Istituti di Ricerca – IRCCS) ed al miglioramento della qualità della vita dei degenti consci degli influssi mitigatori e catartici di cui è portatrice la bellezza sull’animo umano, e nella convinzione che l’arte e la cultura rivestano un ruolo centrale sia per la crescita individuale sia per il successo stesso dei percorsi clinici.”

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