Votazione “liscia” sul provvedimento illustrato in aula dall’assessore al ramo Elvira Amara. Qualche battibecco sull’ordine del giorno presentato da 8 consiglieri in cui si chiede di dare seguito a quanto previsto dalla sentenza del Cga per la delibera relativa al Palagiustizia. Calabrò (Pd): «Dal sindaco nessuna certezza»
Quella di domani, in consiglio comunale, si preannuncia una “doppia” seduta decisamente calda. Il popolo del No al ponte, presente per la convocazione sulla straordinaria sul Ponte (vedi correlati), si è infatti detto pronto a supportare i lavoratori della Triscele. Ce lo conferma uno dei dipendenti dello stabilimento, Domenico Sorrenti, che trascorrerà la nottata a Palazzo Zanca: “Questi ragazzi sono pronti a rimanere anche per dormire, ma non so se glielo permetteranno. In ogni caso attendiamo con pazienza il nostro “turno”, ma se domani non si dovesse votare siamo pronti a farci sentire”. Domandiamo se il sindaco si sia fatto vivo: “L’ultima volta che ho incontrato Buzzanca è stato due settimane fa – spiega Sorrenti – ci aveva garantito che avrebbe chiamato a raccolta la sua maggioranza per far votare la delibera e invece sono stati proprio loro, oggi, i più assenti. A questo punto non crediamo a nulla”. La tribuna dell’aula consiliare sarà probabilmente insufficiente a contenere tutti i “protestanti”. Occhi aperti e tanto lavoro, dunque, per gli agenti della municipale, già “allertati” per registrare nomi e cognomi di chi salirà al piano di sopra.
Tornando ai lavori d’aula, tra proteste e polemiche, il consiglio comunale, dopo aver votato, con esito positivo (20 favorevoli, 5 astenuti, nessun contrario), l’inversione dell’ordine del giorno – Melazzo (Udc) aveva invece richiesto di partire dalla trattazione delle delibere “in cima” (Stu Tirone) – il civico consesso, ha approvato, il piano regolatore cimiteriale e i piani particolareggiati esecutivi di ampliamento del cimitero di Faro Superiore – art. 55 del D.P.R. n. 285/1990 e successive modifiche ed integrazioni”. Presente in Aula l’assessore competente Elvira Amata, che, prima della votazione, ha esposto i contenuti del provvedimento.
Accolto positivamente anche l’Ordine del giorno presentato da otto consiglieri, primo firmatario Gaetano Gennaro con col quale si invita il sindaco, la Giunta e gli uffici competenti a “porre in essere tutti gli atti necessari per ottemperare alla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa n. 651 dell’11 ottobre 2011”. Si tratta cioè della sentenza riguardante la realizzazione del Palagiustizia, “costata” a ciascun componente del civico consesso la notifica di un atto extragiudiziale da parte dell’Arcidiocesi.
Su tale documento però, prima della votazione, non mancano i battibecchi tra il presidente Previti e il capogruppo del Pdl Pippo Capurro: quest’ultimo, infatti, constatata l’assenza del primo firmatario Gaetano Gennaro (causa lavoro), pur dichiarando di appoggiare il provvedimento, chiede di rinviarne la trattazione. Di diverso avviso Previti deciso invece al voto immediato. Immancabile sospensione, con il Pdl che minaccia di abbandonare l’aula. Si decide dunque di “stemperare” la polemica votando prima la delibera sul cimitero di Faro Superiore, per poi ritornare al Palagiustizia: l’odg viene alla fine accolto con il voto unanime dell’aula. Il presidente Previti evidenzia, tuttavia, di aver richiesto di prendere visione del parere legale del collegio di difesa.
Sulla questione affonda il capogruppo del Pd Felice Calabrò: «Purtroppo, le numerose ed ennesime rassicurazioni da parte dell’ On. Le Buzzanca, relative all’ormai annosa vicenda in merito alla questione Palagiustizia cozzano con le risultanze di questi giorni. Ad onor del vero, infatti, stiamo assistendo all’ennesima non scelta del sig. Sindaco, che, in fin dei conti, si trasforma in una scelta deficitaria per l’interesse della città. Ed allora, stando così le cose, è legittimo chiedersi: come risponderemo, nell’immediatezza, alle esigenze logistiche proprie della Giustizia messinese? Quali certezze intende garantire il sig. Sindaco, posto che ad oggi nulla di tutto ciò è dato sapere? Non ci si può esimere, altresì, dall’evidenziare che non siamo solo noi opposizione a ribadire l’inadeguatezza dell’operato dell’Aamministrazione. Non occorre dimenticare, infatti, che il CGA dapprima e il Collegio di difesa del Comune da ultimo, hanno sollevato, a seconda delle proprie competenze, non pochi dubbi in merito all’iter intrapreso. Il predetto organo giudicante, infatti, ha detto chiaramente che il comune di Messina, nell’ambito della procedura di scelta del nuovo palazzo di giustizia, si è discostato dalle stesse regole che si era autoimposte, dando luogo ad un procedura affetta da diffuse e plurime illegittimità». (ELENA DE PASQUALE)
