"Le baracche un tumore che stiamo estirpando", il bilancio di Arisme

“Le baracche un tumore che stiamo estirpando”, il bilancio di Arisme

Giuseppe Fontana

“Le baracche un tumore che stiamo estirpando”, il bilancio di Arisme

martedì 27 Gennaio 2026 - 11:15

ScN in conferenza per il "solito" martedì: "Percorso nato dalla visione del 2017". E De Luca attacca tutti

MESSINA – I risultati di Arisme, i meriti di una “visione” nata nel 2017, il percorso attuale e quello futuro. Sono stati i questi i temi centrali della conferenza stampa del “solito” martedì di Sud chiama Nord. Presenti il sindaco Basile, il vicesindaco Mondello, il leader di Sud chiama Nord De Luca e il presidente di Arisme Gemelli.

Il sindaco Federico Basile ha aperto i lavori: “Il Risanamento è un argomento di cui si parla e si è detto di tutto e di più. Ma è un argomento che è stato riesumato e di cui prima del 2018 non si parlava più. Nel 2017 è stato lui da deputato a risolvere il tilt anormale tra le competenze e chi doveva fare cosa. Allora si è arrivati alla nascita di un soggetto autonomo terzo, indipendente, per superare questa burocrazia e tutto grazie a un emendamento di Cateno De Luca. Oggi si parla, si disquisisce, ma oggi ci sono anche i risultati. Ci sono state risorse che erano perse e sono state recuperate. Dal 2018 è partita una nuova stagione in cui, per la prima volta, abbiamo buttato giù tante baracche. Stanno nascendo nuovi plessi edilizi, abbiamo riattivato un mercato importante legato alle abitazioni sfitte, abbiamo avviato un percorso importante”.

La cronistoria del risanamento

Poi il video in cui si sottolinea soprattutto il patto tra De Luca e Silvio Berlusconi del 2019. Ripercorsa tutta la storia di questi anni, la parola è andata al vicesindaco Salvatore Mondello: “Parlare di Risanamento è molto complicato e ripercorrendo la storia mi permetto di dire che spesso ci si concentra su ciò che si vede ma non comprendendo ciò che non si vede. Penso a quanta attività è stata fatta in silenzio per costruire le condizioni di oggi. Tutto è partito nel 2017 e noi ci siamo insediati nel 2018, a testimonianza di quanto fosse chiara la nostra idea. Sorrido quando ci dicono che non abbiamo visione. Noi abbiamo iniziato a programmare questa attività già prima delle elezioni. Questo tema era stato trattato sempre in maniera emergenziale e mai strutturale. Dalla nascita di Arisme nel 2018 si è partiti poi nel 2019. In primis è nato il censimento, il primo dagli anni ’40, da cui è emerso che le aree sono aumentate e i nuclei familiari nelle baracche pure. Siamo riusciti ad avere lo stato di emergenza regionale ma a livello nazionale abbiamo ricevuto le pernacchie. Ci hanno detto che non era un tema importante. Così abbiamo provato con l’aspetto ambientale. La politica nazionale però non ci ha dato subito risposta positiva. Lo snodo cruciale è poi arrivato con il commissariamento. Ma tra il 2019 e il 2020 sono stati consegnati 114 immobili, un’accelerazione importante rispetto ai 500 degli ultimi 30 anni precedenti. Il commissariamento ha poi aggiunto uno step in più nel velocizzare alcune procedure. Il braccio operativo nel tempo è rimasto Arisme, come lo è tuttora. In quel periodo è uscito il famoso bando Pinqua e solo una persona ci ha creduto con me, Cateno De Luca. Abbiamo partecipato e siamo arrivati primi in Italia con la quantità di risorse più alta tra le città metropolitane. Ci ha permesso di lavorare su Bisconte, Fondo Fucile, Camaro e Annunziata. Sono tutte attività in itinere e si lavora a gran ritmo. Avere questi fondi significa moltissimo, perché aggiunti ai 100 milioni della dotazione del commissario e ai soldi regionali e ai residui della legge 10/1990 è tantissimo. La legge 10 aveva 500 miliardi di lire di dotazione, mai spesi o spesi parzialmente. Riuscimmo a sbloccare una parte con le interlocuzioni con Falcone”. E poi Mondello è tornato alla strategia: “Chiuderemo la fase legata alla parola emergenza attraverso gli interventi che sono ancora attivi sul territorio. Completata questa fase rivedremo la strategia per non perdere le risorse che ci sono”.

Un tumore da estirpare

Il presidente di Arisme, Fabrizio Gemelli, ha poi affermato: “Oggi ci vuole obiettività nel dire che se oggi Arisme cammina, funziona e opera in settore così delicato, si deve a una visione. In maniera troppo limitata si guarda solo ai soldi. Bisogna sempre capire come destinare questi soldi e noi oggi abbiamo una macchina organizzata in maniera tale da camminare quasi da sola. La visione del 2017 non si limitava al dateci i soldi per demolire le case e basta. Si è pensato a una riqualificazione delle aree, a vantaggio dell’intera collettività. La città sta cambiando ed è migliorata. Questo era un neo troppo grosso, un tumore per Messina che stiamo estirpando”.

Il cambio di approccio e la firma sulle ordinanze

Basile poi ha introdotto De Luca, che ha ribadito: “Sottolineo un aspetto. In questo palazzo abbiamo avuto uomini importanti e potenti. Ci sono stati momenti di coincidenza di governo comunale, regionale e nazionale. Cos’è cambiato in questa fase? Semplice. I soggetti per 30 anni sono stati sempre quelli, chi davanti e chi dietro le quinte. Sono gli stessi esperti che affermano che ora ci sono i soldi e nel 2009 no. Sono stronzate. Mi ricordo quando stavamo preparando gli emendamenti per la legge di stabilità del 2018. Allora si fece sentire Marcello Scurria che mi disse che con Buzzanca avevano tentato senza riuscirci di sbloccare la legge 10 del 1990 e la burocrazia. Ma non è solo una questione di numero, il nostro è stato un cambio di approccio. Il nostro è stato diverso in termini culturali e sociali, perché c’era da sradicare quel concetto di lebbrosario che la città rivolgeva a queste persone e viceversa. Prima si era tentato di farlo e non ci sono riusciti, noi abbiamo tentato e ci siamo riusciti. Scurria c’era prima e dopo, cos’è cambiato? Che c’era Cateno De Luca. Lo diciamo a tutti questi che oggi vogliono mostrare i muscoli. Rischiamo di fare questa campagna elettorale, quando sarà, con un sindaco uscente contro gli scarti della politica. Ma dove siamo arrivati? Quando sarà, ci divertiremo”. E ancora: “Cosa ci dice Berlusconi nel 2019? Che nessuno gliene aveva parlato durante i suoi governi. Significa che probabilmente i suoi rappresentanti, che c’erano anche prima, non voleva porre e farsi carico di questa questione rinunciando ad altro. Tutto il resto sono storie inutili, teatrini, passeggiatine con borse e occhiali di varie marche. Ma non consento a nessuno di scherzare su questo argomento o di fare sciacallaggio su questo argomento. Se Messina non vuole più essere la città delle baracche i nomi sono i nostri. Ho rischiato la decadenza su questo tema. Marcello Scurria mi preparò le due ordinanze all’epoca. Io ho rischiato, con la mia firma. A Basile allora chiedo: ma perché quando c’era il buon Buzzanca, che cito senza politica, con gli stessi consulenti nessuno ha firmato queste ordinanze? Queste sono le vere riflessioni che si devono fare. Oggi stiamo raccontando solo dei fatti ben precisi. Con noi è nato un caso nazionale. Si è fatto il Patto della Madonnina e si è portato avanti il nostro lavoro. Oggi parliamo di quasi 400milioni. Di questi lo Stato ne ha messi 100milioni. Con Pinqua siamo arrivati primi perché siamo stati bravi. Anche qui, tutta questa grande caciara per 100 milioni su 400.. È vero, abbiamo dato i meriti. I rapporti però si sono rotto quando è stata fatta un’azione di repulisti per prendersi i meriti e cancellare la storia. Il ruolo di Scurria e quello di Matilde Siracusano è chiaro e anche la storia lo è. Ora dovremo completare questo lavoro in questi anni. Abbiamo vinto contro l’ignavia sicula”.

Le scadenze dei fondi Pinqua

Sulle scadenze dei Pinqua, Basile ha spiegato che “mercoledì scorso a Roma il vice ministro Fitto era lì per parlare di questo. Quindi da un lato resta legittimo spendere quanto abbiamo ricevuto. Dall’altro il governo lavora con l’Europa sul tema dei fondi per l’emergenza abitativa. Noi stiamo correndo mentre a livello nazionale sono in corso le interlocuzioni per rispondere a questa scadenza in chiave recupero”.

Il futuro politico e la sfida agli avversari

De Luca ha poi parlato di politica: “Non sento odore di elezioni neanche oggi. Non è detto che non possano esserci domani. In questi 8 anni abbiamo mai perso soldi a Messina? De Luca o Basile, li hanno persi? Ci dicono sempre che stiamo perdendo soldi, ma me lo portate un esempio? Sono sempre gli stessi, ogni anno. A Basile diranno che dovrà togliersi il neo perché è troppo attrattivo. A oggi né la mia amministrazione né quella di Basile ha perso soldi. Parliamo di ritardi: contestualizzare con le altre città chi è più avanti? Tutti siamo in ritardo, ma per chi? Perché i programmi sono sforati per tutti. Messina non perderà soldi, perché prima di lei dovrebbero perderli città più potenti già citate. Apriamo la banca dati e guardiamo le performance. Sono cose normali che ci sono state sempre”. E parlando di La Vardera e La Cava: “Spiegheranno loro perché erano candidati in un progetto ben preciso e oggi hanno deciso, eventualmente, di contrastare o sostenere Basile? Bisogna avere argomenti di merito. Se ci sono e hanno portato a un cambio di merito dibatteremo. Sarà la città a stabilire se hanno ragione o torto. Con grande serenità dico che quando vedo che hanno imparato bene il mestiere sono felice. Consiglio sempre di stare al mio fianco per qualcosa da imparare. Imparano e lo usano contro di me? Anche questo per me è un modo di diventare eterno”.

Un commento

  1. Lo state estirpando coi soldi di chi paga le tasse, E poi ai cittadini onesti che non riescono a pagare magari per un anno l’Imu o altre incombenze comunali li martoriate con pignoramenti o altro.

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