Le capre di Alicudi e Stromboli sono state trasferite, le associazioni: "Ma dove?"

Le capre di Alicudi e Stromboli sono state trasferite, le associazioni: “Ma dove?”

Redazione

Le capre di Alicudi e Stromboli sono state trasferite, le associazioni: “Ma dove?”

mercoledì 17 Settembre 2025 - 08:30

LNDC Animal protection, LAV e Vita da cani ODV lamentano la mancata identificazione degli animali e la destinazione sconosciuta: chiesti chiarimenti

MESSINA – Che fine faranno le capre selvatiche che sono state portate vie da Alicudi dal corpo forestale della Regione Siciliana? Se lo chiedono le associazioni LNDC Animal Protection, LAV e Vita da Cani ODV, che hanno inviato una lettera alle autorità locali per avere chiarimenti. Gli attivisti hanno spiegato che non risulta sia stata rilasciata dalla Regione una deroga ufficiale alla movimentazione delle capre, che sono state caricate senza prelievi e senza essere state identificate. Operazioni che, sempre secondo fonti locali, dovrebbero essere fatte al loro arrivo.

In particolare, hanno ribadito le associazioni, le capre devono essere in prima istanza formalmente riconosciute come animali non DPA (non destinati alla produzione alimentare), per evitare qualsiasi rischio di sfruttamento o macellazione da parte delle aziende incaricate dell’accoglienza. Parallelamente, è stata formulata una richiesta di accesso agli atti riguardante autorizzazioni, protocolli sanitari, destinazioni e modalità di cattura e trasferimento, poiché solo la trasparenza può garantire il rispetto delle normative vigenti e la tutela degli animali coinvolti. Da quanto si apprende, infatti, le capre sarebbero prive dell’identificazione e delle prassi sanitarie previste dalle norme vigenti ai fini del trasporto.

Le associazioni si chiedono con forza a che titolo la Regione Sicilia possa favorire un soggetto privato nel fare business con animali selvatici, che – in quanto tali – costituiscono patrimonio indisponibile dello Stato e non possono essere trattati come merce di scambio. “Se fosse confermata, questa circostanza costituirebbe un’aggravante a un fatto già di per sé gravissimo”, dichiarano le associazioni. “Non solo si sottrarrebbero animali al loro habitat naturale, ma li si consegnerebbe a un circuito commerciale in palese contraddizione con la loro natura di fauna selvatica e con i principi fondamentali di legge. Pretendiamo risposte chiare e immediate”.

LNDC Animal Protection, LAV e Vita da Cani ODV ribadiscono infine che, secondo osservazioni etologiche, la popolazione di capre tende ad autoregolamentarsi e che interventi cruenti o trasferimenti forzati non sono giustificabili. Qualora si rendesse necessario un contenimento, la strada etica da percorrere resta quella di un piano di sterilizzazioni mirate e progressive sul territorio, accompagnato da percorsi di sensibilizzazione per la cittadinanza sulla coesistenza con questi animali.

In aggiunta preoccupa la denuncia, su base etologica, degli stessi etologi che stanno seguendo il caso e che hanno redatto una relazione tecnica basata sulla documentazione fotografica e video visionata, dove si evince, in testa, la mancanza delle misure minime di rispetto delle esigenze etologiche e non solo di questi animali nella fase detentiva, che ha preceduto il trasferimento odierno. Le associazioni attendono ora risposte ufficiali dalle istituzioni e si riservano ulteriori azioni nel caso in cui non venga garantita la tutela piena delle capre delle isole Eolie.

Un commento

  1. Le associazioni animalisti sono le prime che come associazione sono contro il territorio, sono associazioni che operano contro la natura, contro l’ambiente perché con i loro modi rovinano l’ambiente, l’ecosistema, hanno avuto la possibilità di andare loro a prendere le capre gratis, non lo hanno fatto??, e adesso facciano fare il loro lavoro a chi veramente tiene all’ambiente….

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