Legambiente boccia il Pudm del Comune di Messina

Legambiente boccia il Pudm del Comune di Messina

Marco Olivieri

Legambiente boccia il Pudm del Comune di Messina

mercoledì 08 Luglio 2026 - 14:30

In primo piano oggi i "tanti punti critici e le violazioni di legge secondo la Valutazione ambientale strategica"

MESSINA – Dall’erosione costiera al rischio idraulico “non ci siamo”. Osservazioni delle associazioni ambientaliste sul Pudm, Piano di utilizzo del demanio marittimo del Comune di Messina. In primo piano la Valutazione ambientale strategica (Vas). Le associazioni hanno scritto all’autorità procedente, il Comune, e all’autorità competente, la Regione siciliana. Diversi i punti critici individuati dalle organizzazioni e che stamattina sono stati messi in evidenza in un’iniziativa a Palazzo Zanca promossa da Legambiente e Goletta verde 2026.

Per le associazioni, “il Piano non corrisponde allo stato attuale dei luoghi e non descrive lo stato attuale del demanio marittimo e le caratteristiche ambientali, culturali e paesaggistiche delle aree che potrebbero essere significativamente interessate. La scelta del Comune di Messina crea inammissibili vuoti nella pianificazione costiera. Il Comune decide di non pianificare le aree definite incerte, rinviando la disciplina a una futura revisione. Una Vas che lascia alcuni interi porzioni di territorio fuori dalla valutazione risulta incompleta. E la non corretta rappresentazione dei luoghi determina la violazione del principio in forza del quale la Vas ha carattere preventivo e il gravissimo difetto d’istruttoria vizia in modo insanabile il Pudm presentato “.

Osservazioni al Pudm dalle associazioni ambientaliste

“Manca un piano di monitoraggio ambientale da parte del Comune di Messina”

Tra i punti critici, un “omesso monitoraggio ambientale, legato a condizioni incerte e future, e in materia di “concessioni e disturbo acustico agli uccelli marini e migratori si registra “il doppio vizio di violazione di legge e di carenza d’istruttoria”. In più, non si procede alla verifica di “compatibilità idraulica”. In sostanza, sia sul fronte del rischio idraulico, sia sull’erosione costiera, non ci sono passi in avanti. “Si rimane fermi agli Ottanta e Novanta”, nonostante il ciclone Harry e tutti i pericoli, secondo le associazioni ambientaliste.

“Manca un approfondimento delle componenti ambientali” e le associazioni rilevano tante criticità a Capo Peloro, Mortelle, Tono, Capo Rasocolmo, Capo Sparteà, la spiaggia di Ganzirri e diverse altre zone. Il tutto “con gravi lacune sul piano geomorfologico e delle potenzialità archeologiche del territorio”.

Associazioni ambientaliste sul Pudm 3 Ialacqua
Associazioni ambientaliste sul Pudm 2

7 commenti

  1. I soliti negazionisti!!!!…aprescidere@no.it

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  2. I signori del no, queste persone nn vedono il futuro, ma ostacolono il progresso.

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  3. Si è visto il progresso questo inverno a santa Teresa….

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  4. Le leggi vanno rispettate e le regole vanno seguite.
    Poi discutiamo di tutto.
    Poi….e con ke carte in regola senza nessun dubbio.

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  5. Perché non esprimono le stesse criticità per il ponte?

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  6. Invece di negare l’evidenza che la maggiore situazione delle ns.Coste sono disastrose e che l”erosione costiera ha cancellato tutte le spiagge che vanno da Orto Liuzzo a Casa Bianca, passando dalle famose montagne di sabbia, le spiagge di Caporosocolmo,di Sparta’ sono solo ricordi,il mare si e’ preso tutto e i ns. cari amministratori avevono gli occhi da altra parte, ed ora invece di intervenire fanno peggio,e poi la colpa e’ di chi vuole preservare la natura.

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  7. Marcella Millimaggi 9 Luglio 2026 07:21

    E che dire della spiaggia negata ai bagnanti ormai da tempo immemorabile e per la quale ogni anno si fa bla-bla ma non viene riaperta? quella che va da un noto locale, ma parliamo solo del tirreno, alle ex colonie? i cancelli lì sono ancra chiusi con i lucchetti!

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