Città a misura di bambino e non solo. «Caro Renato, cosa è rimasto della rivoluzione promessa?»

Città a misura di bambino e non solo. «Caro Renato, cosa è rimasto della rivoluzione promessa?»

Città a misura di bambino e non solo. «Caro Renato, cosa è rimasto della rivoluzione promessa?»

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domenica 01 Maggio 2016 - 22:33

Gianni Neri, elettore del sindaco Accorinti e cittadino deluso, ha inviato una lettera in redazione , in cui si lascia andare ad « alcune riflessioni più generali sulla "rivoluzione dal basso" che avrebbe dovuto cambiare, in meglio, la città»

Caro Renato,

sono tra coloro che ha sostenuto la tua candidatura a sindaco e che ha creduto, con la tua elezione, che finalmente quesa città potesse imboccare la via del cambiamento ed essere un posto migliore in cui vivere.

Ricordo, in particolare, le tue parole su come Messina sarebbe finalmente diventata una città a misura di bambino, una città che avrebbe puntato sui più giovani per il definitivo riscatto di una terra piegata dal disinteresse e, se non peggio, dagli appetiti della precedente classe dirigente.

Eppure, in un caldo sabato primaverile, dopo qualche tempo, porto nuovamente mio figlio di quattro anni a giocare alla Villa Mazzini, uno dei pochissimi luoghi a misura di bambino presenti in città. Ma c'è qualcosa che immediatamente mi lascia perplesso.

Entro dall'ingresso lato Marina di Nettuno e mi accorgo che gli scivoli, quelli pubblici, non ci sono più, eliminati alla buona con dei tavoloni inchiodati alle vecchie strutture, in compenso la villa è un fiorire di giganteschi gabbioni colorati, privati, dove è possibile rinchiudere i propri bambini alla modica cifra di due euro l'ora!! Ma dico, possibile che la villa comunale si sia tasformata in villa privata? E i proprietari di questi gabbioni pagano per il suolo pubblico che occupano (non dico le tasse perché di ricevute neanche l'ombra)? E se la risposta è si, pagano (ma ho qualche dubbio), perchè non si usano quei soldi per attrezzare la villa con giochi "pubblici", fruibili anche da chi magari non vuole o non può spendere qualche decina di euro per portare i propri bimbi a giocare alla villa?

A questo punto mi sorgono alcune riflessioni più generali sulla "rivoluzione dal basso" che avrebbe dovuto cambiare, in meglio, la città.

Il giorno della tua elezione io ero a Piazza "Municipio" (perchè è con questo nome che tutti i messinesi la conoscono) a festeggiare quella che ci appariva come una data storica, a credere che fosse finalmente arrivato il "25 aprile" della città, che fosse il giorno in cui tutto sarebbe cambiato, in meglio. E con me c'era, allora ancora seduto sul passeggino, mio figlio, che batteva anch'egli le piccole manine al ritmo della musica che risuonava nella piazza e sembrava avesse capito che quella festa, quella gioia collettiva, era anche per lui…

E oggi, invece, cosa è rimasto di quella rivoluzione promessa? Cosa è rimasto di quella "città a misura di bambino" che doveva costruirsi?

Preso dalle mille difficoltà di sfornare bilanci sempre più gravosi, schiacciato dal peso di partecipate sempre più allo sbando, ti sei dimenticato dello spirito che animava quei giorni. Non può ridursi tutto a una mera gestione contabile, il tuo mandato non può esaurirsi in un banale esercizio finanziario, si può e si deve fare di più. Lascia che i tanti tecnici che hai intorno si occupino delle beghe burocratiche e tu occupati dei cittadini, soprattutto di quelli più giovani, come hai sempre fatto quando ancora non eri sindaco. Non permettere che il malumore che si sta diffondendo in città cancelli le speranze che la tua elezione ha generato, che vanifichi il sogno di lasciare ai nostri figli un posto migliore in cui vivere.

Io e tanti altri ci crediamo ancora.

Con fiducia,

Gianni Neri

8 commenti

  1. A MESSINA L’UNICA PROMESSA E’ LA CANZONE DI EROS RAMAZZOTTI TERRA PROMESSA

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  2. A MESSINA L’UNICA PROMESSA E’ LA CANZONE DI EROS RAMAZZOTTI TERRA PROMESSA

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  3. io ci ho creduto e lei ci crede ancora,io NOOOOOOOOOOOOOOOOO!sunnu tutti a stissa.

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  4. io ci ho creduto e lei ci crede ancora,io NOOOOOOOOOOOOOOOOO!sunnu tutti a stissa.

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  5. purtroppo si è rivelato un povero burattino

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  6. purtroppo si è rivelato un povero burattino

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  7. Caro GIANNI NERI condivido pienamente la tua riflessione, anche mariedit e tantissimi altri ci credono ancora, non consegneranno Messina a #QUELLIDISEMPRE#. Governare U MUNICIPIO, così piace anche a me chiamarlo, come quello di Roma o Catania o Napoli è missione quasi impossibile, ma una volta varati i bilanci e ricevuto il via libera al piano di riequilibrio, cioè trovare il modo di pagare i nostri debiti senza lasciarlo fare a tre sconosciuti commissari, ci avvieremo in un percorso duro ma virtuoso. Concordo con il fallimento dell’assessore IALACQUA, scelta politica sbagliata di RENATO, si doveva occupare di arredo urbano, con scelte a costo zero, come quella da te proposta, di differenziata ed ha DELUSO, la sua sostituzione è necessaria.

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  8. Caro GIANNI NERI condivido pienamente la tua riflessione, anche mariedit e tantissimi altri ci credono ancora, non consegneranno Messina a #QUELLIDISEMPRE#. Governare U MUNICIPIO, così piace anche a me chiamarlo, come quello di Roma o Catania o Napoli è missione quasi impossibile, ma una volta varati i bilanci e ricevuto il via libera al piano di riequilibrio, cioè trovare il modo di pagare i nostri debiti senza lasciarlo fare a tre sconosciuti commissari, ci avvieremo in un percorso duro ma virtuoso. Concordo con il fallimento dell’assessore IALACQUA, scelta politica sbagliata di RENATO, si doveva occupare di arredo urbano, con scelte a costo zero, come quella da te proposta, di differenziata ed ha DELUSO, la sua sostituzione è necessaria.

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