"L'impianto di Mili da spostare a S. Teresa? Scurria ha preso una cantonata"

“L’impianto di Mili da spostare a S. Teresa? Scurria ha preso una cantonata”

Redazione

“L’impianto di Mili da spostare a S. Teresa? Scurria ha preso una cantonata”

sabato 04 Aprile 2026 - 18:51

L'ex presidente della Srr Messina Lo Giudice dice "no agli allarmismi. Il progetto ha avuto il via libera ambientale ed è prioritario per la Regione"

MESSINA – “Basta mistificazioni e allarmismi”. Danilo Lo Giudice risponde a Marcello Scurria sull’impianto di Mili Marina. “Qui… Marcello, Marcello. Anche stavolta hai preso una cantonata. Non so in quale passeggiata solitaria ti sia venuta la visione di una Santa Teresa di Riva indicata come destinazione dell’impianto previsto a Mili. Dispiace constatare che, ancora una volta, tu scelga di citare in maniera offensiva la nostra comunità. Santa Teresa di Riva, al contrario, è da sempre una comunità accogliente, seria e operosa. Quando avrai finito con le tue passeggiate elettorali in solitudine, saremo pronti ad accoglierti per farti respirare un po’ di brezza marina vera. Magari sarà anche l’occasione per recuperare quella visita che hai ritenuto di saltare quando, insieme alla sottosegretaria Matilde Siracusano, sei venuto a visionare i danni del ciclone Harry, evitando però proprio la comunità più colpita: Santa Teresa di Riva”, sottolinea il sindaco, coordinatore regionale di Sud chiama Nord ed ex presidente della Srr Messina Area metropolitana, Società di regolamentazione del servizio di gestione rifiuti.

“Il progetto ha avuto il via libera ambientale ed è prioritario per la Regione”

Evidenzia Lo Giudice: “Va chiarito subito un punto. Limpianto di Mili è stato progettato dalla Srr Messina Area metropolitana. Un progetto che ha seguito un iter autorizzativo completo, rigoroso e trasparente. L’impianto ha ottenuto tutte le autorizzazioni previste dagli organi competenti, compresa la Via – Valutazione di impatto ambientale – oltre ai pareri del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione siciliana. Parliamo quindi di valutazioni regionali, non certo riconducibili alla Srr o al Comune di Messina. Non solo: la stessa Regione siciliana ha ritenuto l’intervento prioritario e ambientalmente compatibile, cofinanziandolo con circa 5 milioni di euro”.

“Il Tar Sicilia ha dichiarato irricevibile il ricorso del Comitato Amo il mio paese”

E ancora: “Il progetto è stato redatto secondo le più avanzate tecnologie di digestione anaerobica della frazione organica, con tutte le cautele necessarie a tutela dell’ambiente e del territorio. Anche sul tema delle distanze dai centri abitati si continua a fare disinformazione: l’area individuata è già urbanisticamente compatibile con la tipologia di impianto prevista e non necessita di alcun vincolo dei tre chilometri. Impianti analoghi sono presenti in contesti urbani simili, anche in città come Salerno, senza che si registrino emissioni odorifere percepite dalla popolazione. Parlare di “bomba ecologica” significa semplicemente distorcere la realtà. C’è poi un elemento che chi continua a fare polemica finge di ignorare. Il Tar Sicilia, Sezione seconda, con pronuncia dello scorso gennaio, ha dichiarato irricevibile il ricorso proposto dal Comitato ‘Amo il Mio Paese’ contro il provvedimento autorizzatorio unico regionale relativo alla realizzazione dell’impianto di Mili”.

“Colpisce l’ambientalismo a intermittenza del centrodestra: nel caso ponte si invoca invece il progresso a tutti i costi”

Prosegue Lo Giudice: “La sentenza ha evidenziato anche la carenza di legittimazione attiva del Comitato, non essendo stati dimostrati i requisiti di rappresentatività, stabilità e collegamento con il territorio richiesti dalla giurisprudenza amministrativa. Con tale pronuncia, il Tar ha quindi confermato la regolarità e la legittimità dell’iter autorizzativo, condannando la parte ricorrente alla rifusione delle spese di giudizio in favore delle amministrazioni costituite. Di questo progetto è stato già illustrato ogni aspetto, anche in Consiglio comunale, e chi oggi lo descrive come una minaccia ambientale lo fa solo per convenienza elettorale. Colpisce poi questo ambientalismo a intermittenza: per alcune opere tipo il Ponte sullo Stretto, di cui il centro destra è promotore, si invoca il progresso a tutti i costi, per altre si diventa improvvisamente ambientalisti militanti. E Marcello dovrebbe ricordare che la prima proposta di impianto a Mili nasce ai tempi dell’Ato 3, negli anni in cui lui supportava quella società come consulente legale. Scoprirsi oggi novello ambientalista fa davvero sorridere”.

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4 commenti

  1. Messina a totale servizio della zona ionica, acqua regaliamo e ora pure i loro rifiuti dobbiamo smaltire!
    Messina e la Sicilia libere e democratiche!

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  2. Adesso un comune di 4 mila anime conta piu di una città capoluogo, quindi che si faccia li l’impianto e anche altre cose, pensano di essere Milano, cose da matti.

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  3. Buongiorno, la solita cantilena copia e incolla di Basile caro Lo Giudice quando sarai in grado di dialogare con parole tue potremo riprendere l argomento non dimentico mai quando in un faccia a faccia alla trasmissione scirocco nel 2022 Buzzanca di disse di non guardare più il cellulare perché aspettavi i suggerimenti di De Luca per controbattere

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  4. Leggo dei commenti beceri,le persone non argomentano sul tema,ma come al solito la mettono in caciara alla Scurria.Ma ditemi,quando parlano quello del partito di De Luca,sono quelli che parlano dietro suggerimento dello stesso,quando parlano quelli degli altri partito,sono quelli intelligenti che parlano a nome proprio.Lo vediamo con Scurria che per prendere i voti di Germanà,si è dovuto adeguare alla campagna da ecologista che ha fatto fino ad oggi la lega ecologista solo a Messina.Scurria come detto si accorge solo oggi dell’ecomostro,quando a suo tempo,altro incarico,era consulente come detto dell’Ato 3,questo è il nuovo che avanza,l’uomo che con i suoi molteplici incarichi ha attraversato la politica Messinese in tutti i partiti negli ultimi,20/25 anni,adesso, viene presentato dal centrodestra,come un novello Antonello da Messina,che dipingerà insieme a loro,i soliti noti che hanno portato al fallimento il comune,una nuova città,come quella che hanno lasciato dieci anni fa,cioè quasi fallita.

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