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Futuro MessinaServizi, Fp Cgil e Uiltrasporti chiedono il consiglio aperto

Futuro MessinaServizi, Fp Cgil e Uiltrasporti chiedono il consiglio aperto

sabato 05 Gennaio 2019 - 06:49
liquidazione?
Futuro MessinaServizi, Fp Cgil e Uiltrasporti chiedono il consiglio aperto

Nei giorni scorsi 12 consiglieri comunali hanno chiesto un consiglio comunale straordinario prima della messa in liquidazione di MessinaServizi. Il sindaco De Luca ha annunciato che il 10 gennaio la giunta di Palazzo Zanca esiterà la delibera per mandare in cantina anche la società rifiuti, visto il parere della Corte dei Conti dopo il fallimento di Messinambiente. Ma 12 consiglieri comunali vogliono prima vederci chiaro. E non sono i soli. Al coro si uniscono Fp Cgil e Uiltrasporti che condividono la necessità espressa da numerosi consiglieri comunali di aprire un confronto di merito all’interno del civico consesso ma ritengono opportuna, se non addirittura necessaria, che la convocazione di un Consiglio Comunale sia aperta alle parti sociali per discutere del futuro della MessinaServizi Bene Comune valutando ogni aspetto che le scelte politiche faranno scaturire per il servizio, i cittadini ed i lavoratori interessati.

Fp Cgil e Uiltrasporti chiedono quindi che la seduta straordinaria su MessinaServizi, se sarà convocata, possa essere aperta anche ai sindacati così da rendere il dibattito e l’analisi quanto più completi e approfonditi.

«Le vicende che negli ultimi anni hanno interessato l’intero settore dell’igiene ambientale hanno determinato gravi conseguenze per la gestione del servizio, per il rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla normativa e per il pieno soddisfacimento dell’utenza» scrivono i due segretari Francesco Fucile e Michele Barresi.

I due sindacati, alla luce del recente parere formulato dalla Corte dei Conti Sicilia e delle decisioni consequenziali che s intenderebbero assumere in merito all’applicazione della Legge Madia, manifestano forti perplessità e ritengono che solo un obbligatorio e doveroso approfondimento, con il massimo coinvolgimento delle istituzioni di specifico riferimento e competenza, possa evitare il rischio di errori che comprometterebbero il valore aggiunto del mantenimento, nelle mani del pubblico, della gestione del servizio di raccolta e spazzamento con aggravi economici per l’utenza ed inevitabili problematiche occupazionali.

«E’ grande il timore che la fretta con cui è in uso da tempo prendere decisioni che hanno già visto in Consiglio la liquidazione ed il proliferare di vecchie e nuove società partecipate sia, in maniera ingiustificata e pericolosa, anche in questa occasione foriera di atti non supportati da reali esigenze finanziarie o normative, ma unicamente scelte politiche che specialmente nel caso del servizio rifiuti, potrebbe non coincidere con gli interessi della cittadinanza».

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