La Procura chiede l'archiviazione per tre medici, aperto un fascicolo sulla posizione di De Vivo

La Procura chiede l’archiviazione per tre medici, aperto un fascicolo sulla posizione di De Vivo

La Procura chiede l’archiviazione per tre medici, aperto un fascicolo sulla posizione di De Vivo

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lunedì 07 Novembre 2011 - 13:56

Nuovi sviluppi nell'inchiesta sulla lite fra due medici esplosa nell'agosto scorso nel reparto di Ostetricia del Policlinico mentre una puerpera si apprestava a partorire. La Procura ha chiesto l'archiviazione per tre medici ed ha aperto un fascicolo per la presenza del dottor Antonio De Vivo in sala parto. Due gli indagati per abuso d'ufficio in questo nuovo filone.

La stampa la bollò come “la lite in sala parto” e con questa definizione, nell’agosto dell’anno scorso, finì su tutti i giornali anche stranieri e sulle principali emittenti televisive. L’inchiesta sul violento litigio esploso fra due medici nel reparto di Ostetrica e Ginecologia del Policlinico adesso offre nuovi importanti sviluppi.
Il Procuratore aggiunto Ada Merrino ed il sostituto Federica Rende hanno chiesto al gip l’archiviazione per tre delle sei persone indagate con l’ipotesi di reato di lesioni colpose ed omissione d’atti d’ufficio. Il provvedimento riguarda l’ex primario del reparto, il professor Domenico Granese ed i medici Alfredo Mancuso e Vittorio Palmara. La richiesta di archiviazione è conseguenza delle conclusioni a cui sono giunti gli esperti nominati dalla Procura. I titolari dell’inchiesta, infatti, avevano disposto ben due perizie per far luce su eventuali responsabilità dei sanitari ed in particolare sulla decisione di sottoporre la signora Laura Salpietro a parto cesareo e sulle lesioni riportate dal neonato al momento della nascita.
Secondo i consulenti nominati dalla Procura l’emorragia, subita dalla puerpera, non poteva essere tamponata se non con l’asportazione dell’utero ed il ricorso al parto cesareo era necessario perché si era manifestata una forte sofferenza fetale. Sono questi due dei punti cardine della perizia che hanno portato alla richiesta di archiviazione sulla quale ora dovrà decidere il gip. Nella denuncia presentata da Matteo Molonia, marito della signora Salpietro, si puntava l’indice contro i medici responsabili della lite che, a suo dire, avrebbe ritardato il parto e provocato le gravi conseguenze alla moglie ed al neonato. Il litigio, infatti, scoppiò fra il dottor Vincenzo Benedetto, ginecologo di guardia quel giorno, ed il dottor Antonio De Vivo titolare di un assegno di ricerca. Il filone principale dell’inchiesta va avanti per gli altri tre indagati, i medici Antonio De Vivo e Vincenzo Benedetto e per l’ostetrica Franca Grisafi.
Ma ci sono altre novità. Il Procuratore aggiunto Ada Merrino ed il sostituto Federica Rende hanno aperto un nuovo fascicolo e riguarda la presenza del dottor De Vivo nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Nel nuovo filone sono indagati, per abuso d’ufficio, l’ex primario del reparto, il professor Domenico Granese e lo stesso De Vivo. Come si ricorderà la lite scoppiò quando il dottor Benedetto si accorse che De Vivo, pur non avendone i requisiti, si stava accingendo ad accudire la signora Salpietro durante il parto. Benedetto in quel momento era il responsabile del reparto, in quanto medico di guardia, e non era stato avvertito della presenza del collega. Quando Benedetto invitò De Vivo a lasciare la sala parto esplose la lite. Dopo l’apertura dell’inchiesta i Carabinieri accertarono che De Vivo, negli ultimi mesi del 2009 e nei primi quattro del 2010, in almeno tre casi era entrato da solo in sala operatoria senza l’assistenza di un medico interno al Policlinico. In altre circostanze avrebbe perfino fatto da tutor a degli specializzandi. L’inchiesta della Procura si propone proprio di far luce su questi aspetti poco chiari ma che molti al Policlinico conoscevano perfettamente.

Un commento

  1. il Dottore De Vivo, nemmeno lo vede a xxxxxxxxx…uno dei migliori ecografisti e ginecologi di Messina (chi l’ha conociuto lo sa)…l’unico errore che ha fatto è stato di reagire alla richiesta di allontanamento del suo responsabile…sperando che possa ritornare presto ad operare al policlinico, che è carente di medici come lui…

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