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L’ultimo saluto a Giulia. Sei persone vivranno grazie al suo dono

Redazione

L’ultimo saluto a Giulia. Sei persone vivranno grazie al suo dono

giovedì 10 Dicembre 2020 - 18:06

Tra loro anche una neonata. Il dono più grande della 26enne di Giammoro, che oggi ha ricevuto il saluto di quanti le hanno voluto bene

Sei persone, alcune in condizioni gravissime come una neonata a Roma, avranno una speranza di vita grazie a Giulia. La 26enne di Giammoro non ce l’ha fatta dopo l’incidente di sabato a San Filippo del Mela e oggi ha ricevuto l’ultima saluto dai tanti che le hanno voluto bene.

In mezzo a tanto dolore, è l’unica notizia che può dare un minimo di consolazione. La messa è stata celebrata da don Michele Chiofalo, nella chiesa di Giammoro dove c’era, in sedia a rotelle, anche Giovanni, il fidanzato che era con lei nel momento in cui sono stati investiti da un’auto che arrivava dal senso opposto. E c’era anche la madre di Giulia, che ha detto sì alla donazione degli organi.

A lei i ringraziamenti del Policlinico di Messina. “La donazione, che è andata a buon fine, assume per noi un significato ancora più profondo – dice il direttore sanitario, Antonino Levita -. Non solo perché rinnova un gesto d’amore verso il prossimo, ma anche perché tutto ciò avviene in un momento particolare dovuto alla pandemia, grazie all’impegno del personale. Auspico che questo grande gesto di altruismo dal quale è dipesa la sopravvivenza di almeno altri sei pazienti, alcuni dei quali ormai in condizioni disperate, possa ispirare in tutti anche  il senso della ripresa e della rinascita. Ci auguriamo inoltre che possa rappresentare, oggi più che mai, un esempio da seguire”.

“Si tratta di una scelta – aggiunge il dott. Francesco Puliatti, coordinatore della donazione e trapianto d’organi e tessuti del Policlinico – che ha consentito di salvare, in più parti d’Italia, diverse vite umane, tra cui quella di una neonata in condizioni gravissime. Purtroppo la pandemia ha rischiato di fare passare in secondo piano altri temi irrinunciabili quale quello della donazione e del trapianto. Il gesto di questa famiglia riaccende così la speranza non solo in chi attende un gesto di enorme altruismo, ma in tutti  noi di  potere tornare presto a godere di una vita più serena”.

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