E' morta la professoressa Antonella Cocchiara: una vita dedicata alla difesa dei diritti delle donne - Tempo Stretto

E’ morta la professoressa Antonella Cocchiara: una vita dedicata alla difesa dei diritti delle donne

Rosaria Brancato

E’ morta la professoressa Antonella Cocchiara: una vita dedicata alla difesa dei diritti delle donne

domenica 09 Ottobre 2016 - 09:18
E’ morta la professoressa Antonella Cocchiara: una vita dedicata alla difesa dei diritti delle donne

La professoressa delle tante battaglie per le donne si è spenta a soli 65 anni, stroncata da un tumore. I funerali domani alle 16 alla Chiesa di Santa Caterina

Antonella Cocchiara era una guerriera. Non nel senso militaresco del termine. Ma era una combattente dell’anima. Docente di Storia delle istituzioni all’Università di Messina, un curriculum scandito da anni di passione e dedizione alle battaglie delle donne, è morta stamattina, a soli 65 anni, stroncata da un tumore che negli ultimi anni ha provato a farla star ferma,senza riuscirci, perché fino all’ultimo momento Antonella è stata in trincea. Era una guerriera che non amava gli slogan, non alzava mai i toni, non saliva in cattedra ma tutta la vita l’ha dedicata alla difesa dei diritti delle donne. Soprattutto amava parlare e ascoltare le giovani generazioni, sulle quali poneva una straordinaria fiducia. Quel suo sorriso, quelle riflessioni concrete anche quando amare, lasciavano trapelare una forza interiore incrollabile, un’energia che ha dedicato non solo allo studio ed all’insegnamento ma a creare giorno per giorno la linea di frontiera delle nuove battaglie delle donne, quelle legate alla violenza di genere, al femminicidio e che spaziano dal linguaggio alle aggressioni fisiche.

Negli ultimi anni il suo impegno lo ha profuso nei corsi dedicati a queste tematiche: “Donne e Pubblica amministrazione” “Donne e Politica”, violenza sulle donne, linguaggio di genere, pari opportunità. Puntualmente ogni anno promuoveva e portava avanti in modo instancabile una serie di corsi di livello nazionale che appassionavano per la profondità delle tematiche e coinvolgevano i giovani spingendoli, e spingendole, ad un impegno in prima persona, fatto di azioni concrete qui, nella nostra terra, nel nostro angolo di casa.

Per le sue allieve faceva venire i migliori relatori da ogni parte d’Italia, portava studi e report di grande attualità, restava in piedi fino a notte per organizzare ogni cosa nei minimi particolari, promuoveva convegni, seminari, manifestazioni, giornate di studio. E poi scriveva. Scriveva. Non c’era battaglia alla quale lei si sottraesse. Non appena Maria Andaloro di Posto Occupato piuttosto che Concetta Restuccia di Penelope o altre donne impegnate in prima linea la chiamavano per qualsiasi iniziativa o idea che richiedesse il contributo di tutti, lei diceva sì. Con un sorriso, con la voce resa dolce dall’ascoltare e dal riflettere.

Farei torto alla professoressa Cocchiara se provassi a ricordare il suo curriculum perché qualcosa finirei con il dimenticarla. Cito alcuni dei suoi incarichi, da presidente del CPO dell’Ateneo (che anche grazie a lei si è costituito), autrice di decine di saggi, curatrice di volumi sulla famiglia e sulle pari opportunità, esperta in pari opportunità e gender mainstreaming, è stata assessore alle politiche di genere ed alla cultura delle differenze, ha fondato e diretto la collana editoriale “Passaggi di genere”, è stata Presidente del Corelli, componente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio, componente del comitato tecnico del master Donne imprenditrici, ha fatto parte del Senato accademico, componente del collegio dei probiviri del comitato provincial Arcigay.

Ma più di ogni altra cosa mi piace ricordarla nella “sua frontiera”, in un’Aula, mentre parla e si confronta con le nostre figlie, con noi, con le donne messinesi.

Io Antonella la ricordo così, attenta ad ogni intervento, pronta a stare al fianco di qualsiasi battaglia, ed a dare, grazie alla sua straordinaria preparazione e competenza, “corpo e concretezza” a quelle battaglie stesse.

Lei credeva in noi. Credeva nelle donne e sapeva che prima o poi ce la faremo a vedere riconosciuti tutti i nostri diritti, credeva nonostante tutto alla concretezza delle pari opportunità. Voglio ricordarla quando agli orari più improbabili ci ritrovavamo a casa di Gisella Cicciò, un gruppo di “ragazze” e lei era in prima fila, entusiasta e sollecita su ogni iniziativa. Purtroppo non abbiamo fatto tutto quello che avevamo in programma. Purtroppo molti sono rimasti solo sogni e impegni.

Messina e le donne messinesi perdono una grande donna, una grande combattente.

Ciao Antonella, ci mancherai.

I funerali saranno domani alle 16 nella Chiesa di Santa Caterina.

Alla famiglia vanno le condoglianze della redazione e della società editrice di Tempostretto.

Rosaria Brancato

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