Mafia e superbonus, altro imprenditore arrestato a Barcellona

Mafia e superbonus, altro imprenditore arrestato a Barcellona

Alessandra Serio

Mafia e superbonus, altro imprenditore arrestato a Barcellona

sabato 31 Maggio 2025 - 10:14

Scatta l'arresto anche per Tindaro Ilaqua dopo quello di Salvatore Foti, figlio del boss Mariano, e del costruttore Pantè

Messina – C’è un altro arresto per il tentativo di Cosa nostra barcellonese di accaparrarsi il business del 110% -superbonus. Dopo Salvatore Foti, figlio del boss Mariano Foti, e l’imprenditore Tindaro Pantè, i provvedimenti della Direzione distrettuale antimafia raggiungono anche il costruttore Tindaro Ilaqua, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Contro il 46enne di Santa Lucia del Mela ci sono le intercettazioni e le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo, ai comandi del maggiore Falcone. L’imprenditore è andato ai domiciliari dopo che il Tribunale del Riesame prima e la Corte di Cassazione dopo hanno detto sì al suo arresto, precedentemente negato dal giudice per le indagini preliminari,

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Fabrizio Monaco, Francesco Massara e Antonella Fradà e conta altri 6 indagati oltre Pantè e Ilaqua: Mariano Calderone (Milazzo), Fabio Gaipa (Furnari), Giuseppe Impallomeni (Barcellona), Fortunato Micalizzi (Nizza); Giovanni Pantè, figlio di Tindaro Pantè, di Barcellona.

Il triumvirato della mafia e l’ecobonus

Il provvedimento parte dalla maxi inchiesta dei Carabinieri e la Dda sulla ricostruzione del direttorio di Cosa Nostra di Barcellona sul triumvirato formato da Carmelo Vito Foti, Mariano Foti e Ottavio Imbesi ( deceduto nel 2021). Usciti di prigione, i tre hanno cercato di ricostruire la cupola e riappropriarsi dei proventi del business criminale. L’inchiesta, sfociata in 86 arresti nel 2022 aveva già documentato come la mala bacellonese si volesse appropriare dei proventi destinati ai bonus edilizi.

Il ruolo di Ilaqua

L’accordo tra gli esponenti mafiosi e gli imprenditori, secondo l’Accusa, era stato siglato per favorire la ditta “pulita” ed economicamente attrezzata per rilevare il “credito fiscale” connesso al Superbonus edilizio. Ilacqua, in cambio della protezione, del sostegno e della “sponsorizzazione” del sodalizio mafioso nel reperimento degli immobili, collocati tra Barcellona e nei comuni vicini, sui quali eseguire lavori di efficientamento energetico, corrispondeva somme di denaro ai componenti dell’organizzazione mafiosa, che per il “servizio” reso ottenevano anche l’affidamento di subappalti in favore di ditte riconducibili al gruppo o comunque contigue.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED