L’Udc non ha gradito le “indicazioni romane” per la giunta Ricevuto e medita un ribaltone, con il Pd e gli altri del Terzo Polo che incitano. Le amministrative inducono tutti a riflettere: terremoto rivoluzionario o ennesima scossa lieve?
La settimana che sta per chiudersi ha mostrato quanto sia delicato l’equilibrio che tiene in piedi le maggioranze politiche al Comune così come alla Provincia di Messina. A mettere “a repentaglio” questa stabilità è ancora l’Udc, partito che per missione prefissata del suo leader Pierferdinando Casini, in Italia così come negli enti locali, mira a rappresentare il vero ago della bilancia nelle competizioni elettorali così come negli assetti delle varie giunte.
Il quadro mantenuto dal 2008, seppur con frequenti segnali di insofferenza, ci consegna oggi i centristi in maggioranza sia a palazzo Zanca che a palazzo dei Leoni. Una condizione che ancora una volta rischia di mutare da un momento all’altro. Così da una parte il capogruppo Bruno Cilento rimprovera al sindaco Buzzanca la sostituzione in giunta dell’assessore Pippo Rao con Roberto Sparso, sottolineando che «è stata sprecata un’occasione per ridurre il numero 0dei componenti, come prevede la nuova riforma in materia». Dall’altra il duo Matteo Francilia – Saro Sidoti (capigruppo delle due aree D’Alia-Naro) affonda senza mezzi termini nei confronti di Ricevuto, non gradendo l’apertura ad un posto in giunta al PiD (Popolari Italia Domani), facente riferimento all’ex segretario regionale Saverio Romano. «Non commetta l’errore di prendere decisioni poco avvedute e di testa propria, come fa spesso anche su altre questioni, e si confronti con la maggioranza che ha permesso la sua elezione», hanno scritto i due in un documento .
Proprio alla Provincia la situazione sembra essere più critica. I due posti lasciati vacanti dall’Mpa dopo la rottura con il PdL, sono ormai da mesi ambiti da più parti, anche da aree interne allo stesso Popolo della Libertà. Ma è l’ultimo intervento da Roma (con il sottosegretario Rocco Crimi in prima linea) ad avere generato la reazione dei centristi: la richiesta a Ricevuto di far entrare nell’esecutivo provinciale proprio un rappresentante del PiD, ma anche uno dei Responsabili (Mrn) che fanno riferimento all’ex Italia dei Valori, Domenico Scilipoti. Ciò in nome di un proiezione di quanto avviene a livello nazionale. La reazione dell’Udc, come detto, è stata immediata, soprattutto nei confronti del Pid, con il quale si ritiene essere “geneticamente incompatibile”. Ma anche il Movimento di Responsabilità Nazionale non sarebbe gradito nella squadra di governo, per una ragione di “credibilità politica”, viste le modalità di creazione del movimento stesso, sia per l’assenza in consiglio di esponenti di tale area (discorso analogo per il PiD, che al Comune invece conta su Tanino Caliò).
Il clima è dunque teso. Il senatore Giampiero D’Alia ha convocato i suoi per lunedì mattina a Messina, per un incontro durante il quale si farà probabilmente il punto sugli scenari attuali e su quelli che potrebbero seguire. Ricevuto prova a mediare ma la situazione appare complessa per gli “esami” che attendono l’Amministrazione (in primis i bilanci da approvare) e per la molteplicità degli interessi in ballo, che proprio il presidente potrebbe subire sulle proprie spalle. Una soluzione, come abbiamo già anticipato in altre circostanze, potrebbe essere rappresentata dalla vice presidenza, alla quale l’Udc ambisce dall’inizio del mandato senza farne mistero. Ma non è detto che possa bastare.
Eventuali terremoti, ovviamente, non risparmierebbero il Comune, dove le scosse si espanderebbero in maniera quasi naturale. Sullo sfondo c’è il Partito Democratico, che con i rappresentanti locali ma anche con il deputato nazionale Francantonio Genovese lancia segnali chiari all’Udc: «Non c’è omogeneità nelle loro posizioni». Messaggi condivisi da altri componenti del Terzo Polo, come l’Api, che invocano una presa di posizione che faccia vacillare le maggioranze e aprendo definitivamente a nuove strade.
Quanto accaduto in occasione delle ultime elezioni induce tutti i soggetti coinvolti a riflettere. Un ulteriore prova può essere rappresentata dalle Amministrative che riguarderanno i comuni della Provincia di Messina e più un generale della Regione nel prossimo weekend. Dopo la tornata e i ballottaggi nel resto del Paese il quadro sarà probabilmente più chiaro e agevole per prendere decisioni. Anche inattese. (In basso altri articoli sull’argomento)
Emanuele Rigano
