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Maurolico occupato: gli studenti rispondono ai genitori

Francesca Cali

Maurolico occupato: gli studenti rispondono ai genitori

mercoledì 11 Dicembre 2019 - 11:02

Messina- Botta e risposta tra genitori e figli dopo l'occupazione del liceo

Di seguito la risposta degli studenti del liceo Maurolico (in occupazione da ieri) alla lettera dei genitori.

I genitori delusi

Vista la lettera scritta da alcuni genitori, a loro detta “delusi” dalla scelta dei ragazzi del Maurolico di occupare, in quanto, secondo loro, si tratta di una protesta volta solo a perdere giorni di scuola, anche perché “basata su motivazioni futili, sospette e poco convincenti”, noi studenti del Maurolico ci troviamo costretti a rispondere.

L’occupazione pre-natalizia

Oltre ad essere NOI delusi dal loro mancato appoggio, nella lettera vengono riportarti fatti che si discostano di gran lunga dalla realtà. Innanzitutto, quest’anno il consiglio d’istituto è stato eletto il 2 dicembre; da quel momento, ci si è immediatamente attivati per portare avanti la protesta, organizzando, per di più, un sit-in al municipio nel pomeriggio del 6 dicembre, durante il quale è avvenuto un confronto diretto con le istituzioni, facendo riemergere situazioni che sembravano ormai risolte.

Le problematiche

È necessario sottolineare che le problematiche trattate durante la protesta non “spariscono per incanto con l’arrivo del nuovo anno”, tanto è vero che l’anno scorso, giorno 3 gennaio, una rappresentanza di ragazzi si è impegnata, a proprie spese, per continuare la lotta intrapresa il mese precedente, ottenendo un incontro a Palermo con l’assessore regionale Lagalla.

Chi vuole può dissociarsi

Non pensiamo che lottare per i propri diritti significhi “danneggiarsi”. Crediamo che coloro che si sono fatti “promotori” della lettera in questione siano la dimostrazione pratica della disinformazione della maggior parte dei genitori, perché è stato sempre specificato che, qualora gli studenti volessero prendere le distanze dalla protesta, sarebbero liberi di svolgere regolarmente le lezioni.

L’occupazione non è una tradizione

Inoltre, consideriamo come offesa il fatto che la nostra protesta venga definita “tradizione”, in quanto sminuita e privata di ogni suo significato. Abbiamo più volte invitato i genitori per un confronto diretto e in tutta risposte si sono presenti soltanto in 3, dimostrazione del fatto che non sono nella posizione di poter affermare che gli studenti stiano “bighellonando per i corridoi dell’istituto”.

Confronto con i genitori

Pertanto, li esortiamo nuovamente a presentarsi presso il liceo classico maurolico mercoledì 11 dicembre dalle ore 18, affinché avvenga una volta per tutte un confronto diretto e non telematico, sperando di non dover continuare a combattere da soli l’ennesima battaglia a difesa dei nostri diritti.Che non venga detto che la dirigente abbia acconsentito a questa forma di protesta, perché è ovvio che sia contraria, piuttosto che, per quanto discutibile l’occupazione, cercherà sempre di non alzare inutili muri tra noi studenti e la dirigenza.

Per concludere, noi ragazzi abbiamo il coraggio di assumerci la responsabilità di ciò che diciamo, a differenza di alcuni genitori che si nascondo dietro l’anonimato.
-Figli e studenti delusi, nonché TUTTO IL MAUROLICO

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4 commenti

  1. Sinceramente, vi sospenderei a vita, con obbligo di frequenza. Ai nostri tempi avevamo problematiche vere, comprese le coperte in aula per mancanza di gasolio per il riscaldamento, e nessuno si sognava, anche quando avevamo problemi di disponibilità di aule, di occupare un Istituto… ai lavori forzati, altro che dichiarazioni e occupazioni…

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  2. Lasciategli perdere tutti i giorni di scuola che vogliono, non é mica obbligatorio andarci. Avranno tempo di pentirsi alle prime bocciature all’università

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  3. l’occupazione è il risultato della poco voglia di studiare e non c’è da meravigliarsi se poi i nostri “studenti” non capiscono nemmeno ciò che leggono. Perchè invece di occupare non andate a coltivare cetrioli e lasciate studiare a chi ne ha voglia

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  4. La mediocrità dei commenti sembra voler dimenticare i soffitti che cadono sulle teste degli alunni. Almeno questi, le teste, ce le hanno ancora!

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