Schiaffi, pugni, capelli tirati, poi buttata a terra. La "trappola" messa in atto da due ragazze e un ragazzo
MESSINA – Ha avuto la “colpa” di sentirsi con un ragazzo senza dirlo. Così una coetanea è riuscita ingannevolmente a incontrarla in una strada del centro città e l’ha aggredita con schiaffi e pugni, tirandole i capelli e buttandola a terra, procurandole diverse lesioni.
La denuncia
L’indagine della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Messina, coordinata dalla Procura del Tribunale dei Minori, è partita dalla denuncia dei genitori della ragazza aggredita e ha portato all’identificazione di tre minorenni, due ragazze e un ragazzo, ritenuti responsabili in concorso di lesioni personali, minacce e diffamazione aggravate.
Il video
All’aggressione, infatti, avrebbero partecipato in tre, uno dei quali ha ripreso tutto con un telefono e il video è stato diffuso su Whatsapp, con tanto di didascalie che riportavano commenti denigratori e diffamatori.
Dopo aver verificato la presenza in rete del video, la Polizia Postale ha chiesto alla Procura dei Minori un decreto di perquisizione e sequestro dei dispositivi elettronici della prima indagata identificata. Da qui l’identificazione degli altri due, che avrebbero concorso materialmente e moralmente dei reati.
L’episodio risale ad alcuni mesi fa. Ora la Procura per i minorenni ha concluso le indagini e ha dato avviso ai tre indagati.

zallette all’attacco……ma alle famiglie qualche punizione andrebbe data anche o no?
Che schifo…ma vogliamo fare più controlli in città con polizia, carabinieri su strada…poveri ragazzi, mi piange il cuore
Ma cosa c’entrano i controlli di Polizia e Carabinieri? Chi fa questi discorsi qualunquisti mi dà l’idea che viva sulla luna! Questi bulletti spesso e volentieri vengono da contesti e famiglie disagiate quindi è lì che si dovrebbe intervenire, l’educazione ai ragazzi la danno i genitori, no le forze di polizia, non credo che i suoi genitori per educarla chiamavano la pattuglia dei carabinieri! Non facciamo come lo stolto che invece di guardare la luna, guardava il dito che la indicava.
Benissimo,adesso 1 anno fuori da casa in un centro di recupero a fare lavori socialmente utili in fattorie o allevamenti di bestiame,dalle 6 di mattina fino alle 5 e senza l’utilizzo di social network….Vediamo se poi rifaranno queste zallate
Tutto questo è inaccettabile, non oso pensare cosa ha dovuto sopportare questa povera ragazza in tutti questi mesi… Posso solo dire che questi ragazzi hanno avuto un comportamento a dir poco “disumano” e deplorevole. Un particolare ringraziamento va fatto alla Polizia Postale per aver saputo svolgere il proprio lavoro, in modo eccellente e professionale.