Il consigliere Russo sollecita chiarimenti sulla gestione interna e sui ritardi del servizio
Azienda Trasporti Messina S.p.A. ha riavviato le procedure di gara per l’affidamento del servizio di refezione scolastica relativo all’anno scolastico 2026-2027. La ripartenza arriva con oltre un mese di slittamento rispetto alla tabella di marcia iniziale ed è la seconda procedura avviata per la copertura del servizio, dopo che la precedente era stata revocata il mese scorso. Il servizio al momento prosegue attraverso una proroga al gestore precedente, situazione che sta registrando diverse lamentele da parte delle famiglie e degli studenti.
La gestione interna sotto la lente
Sulla vicenda è intervenuto nuovamente il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale, Alessandro Russo, sollecitando risposte precise da parte dell’Amministrazione comunale.
«Messina Social City, per contratto di servizio in proroga da oltre un anno, deve assicurare il servizio di mensa scolastica ma, nonostante tale previsione sia quindi contemplata da almeno quattro anni, l’azienda non riesce ad assicurare con forze proprie l’espletamento del servizio e della gara, tanto è che deve annualmente affidare ad altre stazioni appaltanti lo svolgimento della gara», spiega il consigliere comunale. «Lo scorso anno da Messina Servizi Bene Comune, quest’anno, per due volte, all’Atm».
«Se stanno così le cose», prosegue il capogruppo PD, «è lecito chiedersi intanto se questo servizio possa più essere affidato “in house” all’azienda speciale – visto che una delle principali motivazioni dell’affidamento diretto è proprio la capacità aziendale di far fronte con mezzi propri all’esecuzione del servizio, circostanza che, come è evidente, non si verifica -. In secondo luogo, l’Amministrazione dovrebbe chiarire perché a distanza di ben quattro anni almeno dall’affidamento del servizio di mensa scolastica l’Azienda speciale, che muove un bilancio annuale di decine di milioni di euro, non abbia attivato le procedure di qualificazione Anac per poter affidare gare e servizi in proprio, senza dover ricorrere ad altri soggetti».
Controlli, ritardi e strutture mai realizzate
Inoltre, Russo solleva perplessità sulla catena di controllo e sulle infrastrutture promesse ma mai realizzate per la preparazione dei pasti.
«Estendere a dismisura la filiera di controllo sull’esecuzione del contratto potrebbe creare difficoltà gestionali, tra soggetto che è formalmente titolare del servizio, soggetto che è il responsabile della gara e, per le famiglie coinvolte nelle scuole, soggetto che deve sorvegliare sulla corretta esecuzione del servizio di mensa», avverte il consigliere. «Se il servizio viene appaltato in esterna, come ormai accade da anni e se Messina Social City, come pure previsto da anni, non si è ancora dotata di strutture-cucina con le quali avrebbe dovuto assicurare stabilmente il servizio “in house”, perché deve essere affidato all’azienda speciale e non torna alla diretta competenza del dipartimento comunale competente, come è sempre stato negli anni passati, assicurando in tal modo una filiera di “esecuzione e controllo” molto più chiara, corta e accessibile da parte dei genitori coinvolti nel servizio? E ancora: se, appunto, la Messina Social City sostiene da anni ormai che dovrebbe realizzare dei locali destinati alle cucine, perché a oggi non è stato avviato ancora nulla?».
«Tutti interrogativi, uniti a quello che pure era stato sollevato e che chiedeva di poter avere informazioni sulle ragioni per cui la prima gara era stata revocata, che a oggi continuano a essere laconicamente senza risposta da parte dell’Amministrazione e dell’Azienda speciale ma che meriterebbero risposte chiare e ragionate poiché sia la Giunta che le società partecipate e le aziende speciali maneggiano denaro pubblico e la loro rendicontabilità è un prerequisito essenziale», conclude Alessandro Russo.

