Messina, capitale del design - Tempostretto

Messina, capitale del design

Giusy Pitrone

Messina, capitale del design

mercoledì 10 Aprile 2019 - 07:51
Messina, capitale del design

Sarà perché siamo un naturale luogo di passaggio di viaggiatori, sarà perché siamo popolo di abili navigatori (in rete), Messina è diventata una città all’avanguardia, soprattutto nel campo del design. Pare persino che siano stati mandati degli emissari del governo olandese, per carpire il segreto del nostro estro, della nostra creatività in materia di arredo urbano. Proprio in questo siamo imbattibili, ma non grazie a preparatissimi geni dell’architettura – al contrario, non ne abbiamo affatto bisogno – perché siamo noi stessi cittadini gli artefici delle nostre opere d’arte, degne dell’esposizione al MoMA. Il nostro è un progetto rivoluzionario che fa gola a molti, ma – siamo spiacenti – traiamo ispirazione dalla nostra terra natia ed è solo ad essa che ci dedichiamo.

Dove trovate una città in cui, durante un’estenuante giornata a correre da un lato all’altro, magari sui tacchi, con la borsa, l’agenda, l’ombrello chenonsisamai, vi imbattete improvvisamente in un comodissimo divano collocato su un marciapiede del centro? Ecco che da questa banalissima idea di ristoro, siamo riusciti a creare delle piccole oasi dislocate sul territorio, a cui tutti contribuiamo, con estrema umiltà, con quello che possiamo.

Ragionate in prospettiva, l’estate è alle porte, il parcheggio non si trova mai vicino al posto di lavoro e voi dovete scarpinare verso l’auto sotto il sole che vi brucia le membra; di fronte a voi, proprio sul marciapiede, un frigorifero… vuoi vedere che dentro c’è pure una bella bottiglia di gazzosa che ti rianima? Tranquilli che stiamo studiando il modo di far arrivare la corrente elettrica, allacciandoci abusivamente all’appartamento di qualche anziana signora che, anche dovesse accorgersene, figuriamoci se nega la possibilità di una bibita fresca a un concittadino. Allo stesso modo prenderanno vita tutte le lavatrici che altri Messinesi hanno scrupolosamente collocato in strada, disponibili all’uso di chiunque ne necessiti.

Pensiamo ai genitori di bambini piccoli, che sono a spasso con gli adorati pargoli ai quali scappa in maniera impellente un bisogno fisiologico. Sono costretti a cercare un bar e ad ordinare il ventottesimo caffè di cui non hanno assolutamente voglia, ma sappiamo bene che entrare in un bar solo per usare il bagno è più disdicevole che andare per svuotarne l’incasso con un taglierino in mano. Ebbene, queste difficoltà sono finite, perché cammina cammina trovi un wc in strada, che le creature innocenti possono tranquillamente usare. Sulla funzionalità potremmo disquisire per ore. Basti pensare alle calde nottate estive in cui la casa diventa un forno e dal balcone scorgi proprio all’angolo sotto casa un comodo e invitante materasso. È lì proprio per uso e consumo della cittadinanza, puoi serenamente passare la notte al chiarore delle stelle in uno scenario romantico e magari a tuo marito gli si risveglia pure la passione.

Badate bene, non è necessario privarsi di chissà cosa per partecipare all’abbellimento della città, basta un piccolo oggetto, un pensiero. Il mio è un invito: orsù, guardatevi attorno, avete davvero bisogno di quel portariviste in ferro battuto? Il settimino antico, ricordo della vostra compianta suocera, non è ora che venga sostituito da una bella cassettiera Ikea? Le sedie della cucina, sono davvero indispensabili? Anche il quadro dipinto dal nonno nella sua fase dadaista, ci tenete davvero? Prendete quello che non serve più e invece di appesantire i processi di riciclo e di smaltimento, donateli alle strade di questa città. Anche i commercianti, da sempre particolarmente sensibili all’immagine della nostra Messina, spesso si privano degli scatoloni in cui ricevono la merce, ponendoli in bella vista sui marciapiedi. Ma chi ha dovuto affrontare almeno un trasloco nella sua vita, sa quanto preziosi siano e quanto sia difficile reperirli. Copertoni, vaschette di plastica, secchi di metallo diventano dei simpatici complementi di arredo, se opportunamente lasciate per mesi di modo che l’erba spontanea le ricopra. Le bomboniere improponibili delle comunioni dei figli dei vicini, sarebbero carine messe su quelle cassette della frutta, tavolini improvvisati in queste oasi di convivialità cittadine. Attenzione, non vi costa nessuna fatica, nessun viaggio all’isola ecologica di sabato mattina che uno vorrebbe pure dormire quella mezz’ora in più… Buttate tutto serenamente dal balcone. Quando si dice a kilometro zero. Del resto, cosa volete abbellire se non la vostra strada, l’anticamera della vostra zona di confort. Magari basta avere l’accortezza di affacciarsi prima, giusto per evitare che qualcuno passi sotto in quel momento, che in questa città siamo un po’ permalosetti. Magari se abitate in appartamenti al quarto e quinto piano, abbiate la bontà di portare i vostri contributi giù dalle scale o con l’ascensore. C’è sempre un amico/cugino/cognato disponibile ai lavori di fatica, con il pantalone a vita bassissima, la maglia ristretta dai lavaggi e un cacciavite nella tasca posteriore.

Suvvia, quanta roba inutile salta fuori durante il cambio di stagione! Perché conservare dei vecchi abiti taglia 42 quando ormai siamo assestati su una 46 abbondante? A metterli negli appositi cassoni per l’abbigliamento rischi, bene che vada, che il sacchetto si blocchi a metà, né dentro né fuori, o peggio, di amputarti l’avambraccio. E allora via, dalla finestra direttamente, che magari di lì a 5 minuti passa qualcuno che regalerà una seconda possibilità ai nostri jeans delle superiori. Anche questa è comunità. Insomma, vivete qualcosa di catartico, vi sentirete più leggeri e soddisfatti per aver partecipato a rendere Messina una città d’arte, in cui l’arte è dove non ti aspetti.

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