Messina, "da città di passaggio a destinazione": l'impatto di eventi, sport e concerti

Messina, “da città di passaggio a destinazione”: l’impatto di eventi, sport e concerti

Giuseppe Fontana

Messina, “da città di passaggio a destinazione”: l’impatto di eventi, sport e concerti

martedì 03 Marzo 2026 - 13:00

Basile, De Luca e Finocchiaro hanno ripercorso quanto fatto dal 2018: "Trovato un disastro, ma poi…"

MESSINA – Dai concerti ai grandi eventi come Masterchef o Calciomercato sky, passando per lo Street Food Fest e tutte le iniziative sportive viste in città negli ultimi anni, come il Beach Volley al Duomo o il calciobalilla. L’ormai ex giunta Basile ha presentato i risultati dell’assessorato guidato da Massimo Finocchiaro, con particolare attenzione al percorso dal 2018 in poi.

Basile: “Messina è diventata una destinazione”

A partire è stato, come ogni martedì, Federico Basile. Il candidato sindaco di Sud chiama Nord ha spiegato: “Messina è diventata destinazione e non città di passaggio. Non per un singolo evento ma per un sistema di eventi sportivi e musicali diventato un punto fermo. La città dal 2018 si è ritagliata uno spazio importante, ma come? Mettendo a norma nuove strutture. La città si è tenuta pronta. Nessuno ricorda più l’ex Sea Flight, un eco mostro che non c’è più. Oggi sono stati sistemati il PalaRescifina e lo stadio Franco Scoglio, quest’ultimo coi soldi dei concerti. A creare l’evento però non sono solo gli spazi ma l’intera macchina organizzativa e una città che si muove insieme. Il sindaco De Luca nel 2018 si è inventato Messina città della musica che è diventato un brand”.

Finocchiaro: “Nel 2018 De Luca ha trovato un disastro”

L’assessore Massimo Finocchiaro ha ripercorso la storia delle sue deleghe: “Nel 2018 la giunta De Luca ha trovato un disastro. Si è iniziato a lavorare. Poi è arrivato il Covid e anche durante la pandemia si è tentato di fare qualche evento. Da lì sono partite le discussioni con l’agenzia di coesione per far capire che Messina Città della Musica e degli Eventi avrebbe fatto bene alle imprese. Così è nato il programma della Pmi card a sistemo delle piccole e medie imprese”. Il racconto di Finocchiaro è stato lungo e ha toccato molti temi, a partire dalla programmazione avviata dall’ex assessore Gallo fino alle iniziative nate nel 2022. Tra queste l’evento di Masterchef che ha “fatto parlare di Messina e delle nostre eccellenze. Nello stesso periodo ci sono state le manifestazioni con Slow Food, ‘Mangia e cambia’, che continueranno con nuove specificità”.

E ancora lo Street Food Fest, “con diverse edizioni e circa 1.3 milioni di visualizzazioni social. C’è stato un forte impatto anche di presenze internazionali, come testimoniato dalla tracciabilità della spesa che ci ha detto Mastercard. Ricordiamoci poi che Messina è stata al Vinitaly con tre etichette doc, Faro, Mamertino e Malvasia. Altra intuizione? ‘Calciomercato Sky L’originale’, trasmissione in cui si è intuito che bisognava intercettare quel milione e mezzo di appassionati che per cinque giorni, con le dirette e fuori dalle dirette, hanno girato la città e presentato Messina. Una è stata al museo con alle spalle il Caravaggio, ci hanno fatto complimenti da ogni parte d’Italia. Li abbiamo portati anche sulle nostre spiagge ed è stato un successo”.

Jaan Roose, il Beach Volley e gli eventi sportivi

Finocchiaro ha poi parlato dei servizi garantiti a tutte queste organizzazioni. Tra quelle più complesse c’è stata l’organizzazione dell’evento RedBull di Jaan Roose, che ha provato a camminare su una fune sospesa sullo Stretto di Messina: “Un evento visto da 49 milioni di persone in tutto il mondo. Roose su quella fune ha reso Messina capitale mondiale di un evento stratosferico”. L’assessore ha citato diversi eventi sportivi, tra cui il mondiale di Tiro Al Volo specialità Elica a Castanea nel 2022, con i complimenti ad Antonio Passalacqua poi diventato campione del mondo nel 2025. Ma anche le manifestazioni paralimpiche di calcio balilla, i campionati italiani di tennistavolo, il rally del tirreno, il beach volley in Piazza Duomo, il 125esimo anniversario del Messina, le Frecce Tricolori. Tutti eventi che hanno portato Messina “a salire nelle classifiche del Sole 24 ore”, dal 75esimo al 70esimo nella classifica generale. L’assessore ha citato anche le graduatorie specifiche: nelle “strutture sportive” Messina è passata dal 94esimo posto del 2024 all’81esimo del 2025. Poi dal 66esimo al 60esimo in “Sport di squadra”, dal 74esimo al 72esimo in “Sport individuali” e dal 60esimo al 21esimo in “Sport paralimpico”.

Finocchiaro e i concerti

Poi i concerti. Finocchiaro ha affermato: “Di norma negli stadi si possono fare 2 concerti in 2 mesi. Noi nel 2022 ne abbiamo fatti 2 soltanto ma pian piano le produzioni hanno conosciuto Messina. Siamo riusciti a farli parlare tra loro convincendoli a montare un solo palco all’inizio della stagione così da favorire un risparmio alle produzioni stesse, che avrebbero dovuto portare solo le scenografie. Così oggi riusciamo a farne 6-7 l’anno. Sono circa 500 o 600mila euro per il Comune e per la città. In eventi di questo tipo, come ad esempio il concerto di Ultimo, la spesa aumenta del 14 o del 15% prima e dopo l’evento stesso. Abbiamo la tracciabilità dei biglietti e sappiamo quanta gente è arrivata in città da fuori. Per Mengoni abbiamo avuto 1.800 sardi, per fare un esempio, che almeno 3 giorni sono rimasti in città. Sono tutti spunti da cui vogliamo partire per migliorarci ancora”. E sulle attività produttive ha aggiunto che “abbiamo intuito che bisognava creare progettazioni in favore delle aziende. Penso allo sconto Tari per il triennio 2026-2028, o alla tassa di occupazione suolo abbattuta per il triennio stesso o ai parcheggi gratuito. Oltre ai 5 milioni per le imprese esistenti e per le nuove startup. Abbiamo altro 20 milioni con tre progetti. Sono tutte attività importanti per la città”.

De Luca: “Mi sono commosso, ci siamo presi gli sputi”

Cateno De Luca si è commosso “rivedendo le immagini perché in quella prima fase con Scattareggia e Gallo, allora assessori e vanno ricordati, vivevamo un sentimento come quello del genitore che sotto le feste, a Natale in particolare, vedeva i figli esprimere desideri ma non poteva permettersi di realizzarli. I bambini sono bambini, come glielo spieghi? Noi abbiamo vissuto questo sentimento del non poterci permettere certe cose. Le strutture c’erano ma erano in condizioni da ‘non città’. Tutto ciò che stiamo mostrando è la pietra miliare di una ‘non città’ che diventa ‘città’. Io ho deciso da sempre di poter essere ricordato come un modesto statista di territorio, di periferia. E tutto questo dimostra cosa significa la programmazione”.

“Perché quando abbiamo programmato i fondi successivi che sarebbero stati gestiti da altri – ha proseguito -, mentre noi eravamo in una condizione di deserto e con tanti che ridevano del progetto Città della Musica, sapevamo che Messina sarebbe diventato un baricentro nazionale degli eventi. Ci si è presi gli sputi in quel momento ma consapevoli di ciò che ci sarebbe stato in futuro. La grande scommessa della classe dirigente è poi prendere il testimone e tradurre quei programmi in azione. Come il genitore che fa sacrifici perché spera che il foglio traduca questo sacrifici in azione, no? Messina è stata fortunata perché dal 2018 ha avuto persone per bene che si sono prese gli sputi e poi la fortuna di tradurre tutto in azioni dal 2022. Mi sono commosso per questo”.

De Luca: “Messina da ‘non città’ ad avere un brand suo”

Il leader di ScN è poi tornato al 2018, quando Messina “era una ‘non città’. Chi l’ha generata questa condizione? La città è stata fermata, ma da chi? Chi sono i soggetti? Noi ci prendiamo la responsabilità dei nostri errori ma anche gli altri devono farlo senza paura di essere giudicati. Oggi c’è Messina che ha un suo brand, una sua identità, in cinque anni siamo passati a questo partendo dalla fama per le baracche, la munnizza e i conti non in ordine. A una parte della città fa comodo dimenticare, ma noi non vogliamo dimenticare perché è da disonesti. Questa è la città che mi è stata consegnata e noi invece la stiamo portando avanti con una persona onesta e laboriosa. La sua missione è Messina”.

Infine un passaggio su turismo e crocierismo: “C’è poi un altro aspetto che discuteremo con l’assessore Caruso: Messina deve smetterla di mandarci i croceristi a Taormina. Non perché noi a Taormina non li vogliamo, ma perché con il nostro ragionamento va diversificata la scelta turistica. Messina deve diventare la città dell’accoglienza croceristica, per questo dobbiamo completare questo percorso di riqualificazione urbana. Deve diventare così attrattiva da far dire a chi si fa i conti sui croceristi che non conviene più portare lì queste persone bruciando almeno due ore. Quando Messina ci riuscirà, vuol dire che avrà vinto la scommessa. Grazie per questo lavoro. Ricordiamoci dell’ex Sea Flight, di zone lasciate lì a testimonianza del fallimento delle politiche regionali. Noi ci siamo scontrati e riusciti a buttare giù quella vergogna che a momenti diventava archeologia industriale. Lì ora c’è la spiaggia più bella d’Italia e prima c’era il riconco delle siringhe. Questa è visione strategica. Ecco Messina come cambia e come continuerà a cambiare”.

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