Messina. Dehors da rimuovere a Piazza Cairoli: bar sanzionato con 5 giorni di chiusura

Messina. Dehors da rimuovere a Piazza Cairoli: bar sanzionato con 5 giorni di chiusura

Redazione

Messina. Dehors da rimuovere a Piazza Cairoli: bar sanzionato con 5 giorni di chiusura

martedì 24 Ottobre 2023 - 17:50

L'ordinanza sindacale 226 ha sanzionato un noto locale del centro città, che ora dovrà rimuovere la struttura e ripristinare "lo stato dei luoghi". Il titolare: "Farò ricorso"

MESSINA – Uno dei bar più famosi del centro città dovrà chiudere cinque giorni a causa del suo dehors, che ora dovrà sparire. Si tratta del Bar Santoro, sanzionato da un’ordinanza sindacale, la n. 226 del 24 ottobre 2023, con cui è stata disposta la chiusura, la rimozione della struttura e “il ripristino dello stato dei luoghi antistante l’esercizio a propria cura e spese”.

Raggiunto da Tempostretto, il titolare, Lino Santoro, conferma che presenterà ricorso. “Farò battaglia su questo provvedimento e non ho ricevuto alcuna notifica”, ci dice al telefono. Un provvedimento che segue al verbale di contestazione n. 1087649 del 3 settembre scorso, redatto dagli agenti della sezione commerciale del corpo di polizia municipale, proprio per la presenza del dehors, di 23,78 metri quadrati, in aggiunta a un’area di 35 mq già occupata sul suolo pubblico con tavoli, sedie e ombrelloni. E l’area interessata è proprio quella zona di Piazza Cairoli completata da poco con la nuova pavimentazione, la parte a monte.

Nell’ordinanza viene specificato che qualora i lavori per il ripristino dovessero essere completati prima della fine dei cinque giorni di chiusura, il bar non potrà comunque riaprire. Al contrario, se i lavori dovessero durare di più, il locale dovrà restare chiuso. Contro l’ordinanza potrà essere presentato ricorso al Tar Sicilia nel termine di 60 giorni dalla sua pubblicazione all’Albo Pretorio online, oppure, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana nel termine di 120 giorni.

La “battaglia” di Cicala

Appena un mese fa, il 25 settembre, è stato l’assessore Roberto Cicala a raccogliere l’allarme dei consiglieri comunali su marciapiedi e aree pedonali occupate più del dovuto. E lo stesso Cicala aveva promesso battaglia, sottolineando che “i commercianti devono rispettare le regole”. E ha spiegato: “Il suolo pubblico può essere utilizzato per il 50 per cento se vengono lasciati almeno 2 metri per l’utilizzo. Se un marciapiede è 3 metri possono autorizzare solo un metro. E inoltre si può concedere fino al 150 per cento della superficie totale del locale: se è di 10 metri quadrati, se ne possono concedere al massimo 15. Il fenomeno è aumentato notevolmente con la deroga del periodo Covid”.

“Come ci stiamo muovendo? – ha proseguito -. Daremo incarico alla Patrimonio Spa per farci dare dati sullo stato dell’arte, su tavolini, sedie, dehors, passi carrabili. E poi insieme alla polizia municipale bisognerà garantire il rispetto delle concessioni ricevute. Stiamo pensando a un sistema con piastrine colorate messe agli angoli, come fanno in altre città, per identificare il suolo dato in concessione. Dobbiamo garantire un maggior decoro e far lavorare i commercianti nel rispetto delle norme. Tengo a dire che il regolamento è corretto, è in uso in tutte le città metropolitane. Un maggiore controllo ci può aiutare a liberare i marciapiedi per restituirli alla cittadinanza”.

4 commenti

  1. Solito discorso, leggi non applicate, regolamenti comunali contraddittori, applicazioni operative discrezionali fanno sì che vari soggetti non seguano le regole che, in altre realtà cittadine, sono leggi di fatto. Poi qualcuno si impegna a farle rispettare e si grida allo scandalo e si fa ricorso (a cosa???). Scagli la prima pietra chi è esente da colpe…

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  2. Tutti bravi a sanzionare.
    Ma pare che ci sia un accanimento col commercio.
    Già soffre tra covid, guerra, aumento costi.
    Ma perché fare chiudere, bastava chiedere la rimozione di quanto non autorizzato.
    Sembra quasi provino gusto, quasi a fare una gogna pubblica per imporre l’autorità.
    Basterebbe chiedere rispetto delle regole ma senza eccessiva forza o accanimento.
    Comunque, con ‘sti dehors, prima o poi chiederanno il pagamento, non saranno sempre gratis.

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  3. facciamo invece pagare il dovuto ,,,,e chiedere abbellimenti ……mi domando gli altri del circondario sono in regola…….?????????? e poi lo squallore in quel posto sono le bande dei disturbatori o di chi getta i rifiuti fra le piante …….più controlli a tappeto sarebbe altra cosa buona e giusta ,,,,,,no i Dehors

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  4. Nulla in eccepire alle ordinanze emesse per migliorare la viabilità pedonale, ma per Via Lepanto il Comune non ha detto nulla, ma lì è tutto lecito?
    Da piccole “superfetazioni” dopo la pandemia sono diventati veri e propri locali all’esterno occupando quasi il 70% della piazza antistante il monumento di Don Giovanni d’Austria. Via Castellammare invece è diventato un vero e proprio locale notturno, con vista sulla Chiesa dei Catalani. Piazza Duomo accanto la fontana d’Orione tavolini sulla zona pedonale ad angolo che ne aumenta de 200% lo spazio del locale che possiede tre livelli. Via Primo Settembre angolo Strada San Giacomo invece prende l’intero angolo con una superficie ben superiore a quella del locale, come anche sulla stessa Via Primo Settembre.
    Secondo me i conti non quadrano. Dunque è anche lecito utilizzare il suolo pubblico per il ricovero dei cassonetti h24 dei locali come quelli sulla Via Vittorio Emanuele e Via Garibaldi?
    Per quelli non si paga l’ulteriore tassa di occupazione suolo?
    Mentre le strutture fisse utilizzate dai bar e ristoranti che già possiedono un’ampia metratura interna, che occupano per intere le piazze ed i parcheggi sulla strada?
    Giustamente ci si accanisce col Bar Santoro già ampiamente condizionato dalla concorrenza e dalla esigua clientela a favore delle baby gang che popolano il prefabbricato con i distributori automatici (minorenni che fumano e litigano rissosamente) a pochi metri, la scarsa illuminazione.
    Invece quelli poco più indietro, sulla Via XXVII luglio incrocio Piazza Cairoli, appropriandosi dell’intera strada sono pure leciti?
    Quelli che occupano le piazze della memoria, della cultura ecc… nella Palazzata Samonà, che si ricorda essere stati progettati e vinti tramite concorso d’idee, realizzate con finanziamenti pubblici e completamente occultate da “superfetazioni” devastanti, non sono sanzionabili no?
    Intanto per cinque giorni Santoro chiude a favore dei grandi big in “regola”.

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