Messina. Droga a Villaggio Aldisio, 3 condanne

Messina. Droga a Villaggio Aldisio, 3 condanne

Alessandra Serio

Messina. Droga a Villaggio Aldisio, 3 condanne

giovedì 18 Giugno 2026 - 18:03

Il blitz dei Carabinieri ad agosto 2023. La sentenza e tutti i nomi

Sono tre condanne quelle decise dal dalla Giudice per l’udienza preliminare Marialuisa Gullino alla fine del processo di primo grado sul giro di droga a Villaggio Aldisio sgominato dai Carabinieri a fine agosto 2025. Tre gli arresti effettuati 10 mesi fa, per i principali organizzatori del giro, mentre dietro, secondo gli investigatori, c’era una fitta rete di complici, denunciati a piede libero.

Spaccio a Villaggio Aldisio, nomi e condanne

E’ proprio per i tre organizzatori che ora si è chiuso il processo in abbreviato. Eccola decisione della Giudice: 13 anni e 4 mesi per Antonino Allia, 15 anni per Alessandro Dell’Acqua e 4 anni e mezzo per Maria Calarco, difesi dagli avvocati Pietro Venuti, Salvatore Silvestro e Tino Celi. L’Accusa, rappresentata dal pubblico ministero Roberto Conte, aveva sollecitato condanne lievemente più severe.

Gli arresti dei carabinieri

Il blitz risale allo scorso anno ma il giro di droga scoperto era sotto la lente dei militari dal 2023 quando gli investigatori scoprirono che intorno ad alcune casette di Villaggio Aldisio si muoveva uno smercio di droga continuo, attivo h 24, diventando punto di riferimento per assuntori provenienti da tutta la città di Messina e provincia. Porte blindate e sistemi di videosorveglianza proteggevano le case dove era custodita la droga, in gran parte costituita dal pericoloso crack, una sostanza altamente pericolosa per la salute, poiché in grado di indurre elevata dipendenza e rapida assuefazione psicologica.

Giro da 100 ml euro al giorno

Insieme alle contestazioni ai pusher, i carabinieri hanno denunciato all’autorità giudiziaria, come assuntori di droga, 91 persone. Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati crack e marijuana in diversi controlli, quasi 100 nel periodo degli accertamenti. La stima è che i tre erano in grado di tenere in piedi un business che fruttava loro anche 100 mila euro al mese, considerando che, in alcune giornate, sono state
documentate fino a 100 cessioni di droga. Il giro d’affari era così fruttuoso che gli spacciatori potevano permettersi gli “sconti” di Natale.

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