La prima azienda posiziona le biciclette in città ma era tra le escluse
Biciclette in condivisione posizionate in diversi punti della città, da piazza Duomo alla stazione, fino al Ringo, al museo e al capolinea nord del tram. Il bike sharing era atteso in città ma l’avvio del servizio non era stato comunicato. E infatti il servizio… non è iniziato.
Anzi il Comune di Messina ha diffidato Ridemovi a rimuovere le biciclette entro 48 ore. L’operatore rientrava tra i primi nove selezionati ma, dopo il controllo dei requisiti, sono rimasti solo in quattro. A questo punto il servizio potrebbe partire in città a settembre. La società esclusa ha presentato ricorso.
Nei programmi, l’installazione del cordolo per delimitare la pista ciclabile del centro città, che sarà ampliata.

Ma è possibile che nella nostra città ogni qualvolta qualcuno venga escluso da un appalto si arrivi sempre ai ricorsi e quindi con l’interruzione del servizio?
Ridicoli come sempre
Ma in effetti, ma chi sono questi che pur essendo esclusi dall’appalto investono sulle bici e il loro posizionamento e sperare che nessuno se ne accorga? Come quando mia moglie vinse il concorso in ospedale e la seconda esclusa si presentò all’ufficio del personale comunicando che ella avrebbe potuto iniziare a lavorare già dalla settimana successiva, contro ogni logica. Ma la cosa che mi ha fatto strano è che proprio il responsabile del personale chiamò mia moglie per comunicare di sbrigarsi a decidere pur essendoci una tempistica già concordata . Certo che continua ad essere una città strana. Un suggerimento che do a tutti: mandate i vostri figli a studiare e a lavorare fuori ma poi dopo 10 anni di nord devo tornare a contribuire a modificare la mentalitá di chi resta , altrimenti non cambierà nulla. E non è pensabile che ci sia cateno deluca in ogni comune e quartiere. Ognuno deve chiedere giustizia e rispetto delle regole , a costo di litigare ogni santo giorno come capita a me dopo 23 anni di Como.