Messina e il fronte mare: la barriera ferroviaria e l’ipotesi intubamento

Messina e il fronte mare: la barriera ferroviaria e l’ipotesi intubamento

Marco Ipsale

Messina e il fronte mare: la barriera ferroviaria e l’ipotesi intubamento

giovedì 23 Aprile 2026 - 07:30

Dal modello Reggio Calabria alla sfida di Messina Sud: come abbattere il "muro" di ferro per riconquistare lo Stretto

MESSINA – Il futuro urbanistico di Messina è legato al recupero del suo affaccio a mare. Al centro del dibattito politico e infrastrutturale emerge la necessità di eliminare la barriera fisica rappresentata dai binari, un’eredità storica che separa i cittadini dal litorale, in particolare nel tratto compreso tra la Stazione Centrale e Mili Marina. Più a sud, invece, la linea ferrata si allontana leggermente dalla costa, consentendo più facilmente la fruizione del mare.

La visione del Comune e il nodo del Ponte

E’ stato l’ex sindaco e ora candidato Federico Basile a focalizzare la questione sulla possibile trasformazione radicale dei 430.000 metri quadri del parco ferroviario da dismettere tra la Stazione Centrale e Gazzi in caso di realizzazione del progetto del Ponte sullo Stretto, che prevede una variante ferroviaria a monte.

In questo scenario, la storica Stazione Centrale potrebbe essere ridimensionata per servire solo collegamenti locali, lasciando alla nuova stazione Messina Europa il ruolo di centro principale per l’alta velocità. La liberazione di queste aree, i cui costi di bonifica e smantellamento sono stimati tra i 10 e i 15 milioni di euro (inseriti nel pacchetto delle opere connesse al Ponte), permetterebbe la nascita di un lungomare continuo nel cuore della città.

Interramento o Intubamento: la scelta tecnica

Mentre per il tratto centrale la rimozione dei binari sarebbe legata allo spostamento del tracciato, per la zona tra Gazzi e Mili (sono 4 km e 670 metri) la sfida è diversa, poiché la linea verso Catania deve restare attiva.

Qui entrano in gioco due opzioni. La prima è l’interramento profondo, cioè lo scavo di una galleria sotto il livello del suolo. La soluzione estetica ideale che però presenta criticità estreme. Scavare a ridosso del mare comporterebbe costi altissimi (nell’ordine di mezzo miliardo di euro per meno di 5 km) e rischi ingegneristici legati alla falda acquifera salata e allo spostamento dei sottoservizi fognari. La seconda è l’intubamento parziale, la soluzione proposta da Basile. Consiste nel chiudere i binari in una galleria artificiale (scatolare) di cemento armato. In alcuni tratti si potrebbe abbassare leggermente la quota dei binari (trincea) per poi coprirli con una soletta calpestabile, evitando così che il “tubo” diventi un muro troppo alto davanti alla città.

Il confronto con Reggio Calabria: un modello possibile?

L’esempio citato spesso è il Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, riqualificato nei primi anni 2000. Ma esistono differenze morfologiche fondamentali: a Reggio Calabria la ferrovia correva già in una “trincea” naturale più bassa rispetto alla città. L’intervento è consistito nel mettere un “coperchio” (soletta) a questa trincea, allineandolo al livello della strada. Questo ha creato un piano unico tra la Via Marina e il nuovo marciapiede panoramico; a Messina Sud, la strada corre allo stesso livello dei binari e, almeno in alcuni punti, la vicinanza estrema all’acqua esporrebbe la struttura alla riflessione delle onde, con il rischio che le mareggiate scalzino le fondamenta del tunnel. In questi casi si potrebbe ricorrere alla “Terrazza a sbalzo”, una piattaforma pedonale che sporge sopra la scogliera esistente, ancorata direttamente alla struttura del “tubo” ferroviario, una sorta di ponte sospeso sul mare con affaccio panoramico.

Verso una nuova mobilità integrata

L’obiettivo finale può essere la creazione di una nuova viabilità che includa la Via del Mare, un progetto da sempre rimasto solo su carta. Si tratterebbe di un “lungomare rialzato” che, pur non eliminando fisicamente l’infrastruttura, ne nasconderebbe l’impatto acustico e visivo, trasformando i binari nella base di una grande terrazza panoramica sullo Stretto.

Ps: l’immagine di copertina è stata realizzata con l’intelligenza artificiale e non rappresenta l’eventuale risultato reale, semmai l’opera dovesse realizzarsi.

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