Dubbi della magistratura sulla sorveglianza del 30enne ricoverato a Saponara per disturbi psichiatrici
Messina – Ci sono due indagati per il suicidio del 30enne ospite di una comunità terapeutica a Saponara. In attesa di chiarire cosa è accaduto esattamente e se la tragedia poteva essere evitata, la Procura ha spiccato due avvisi di garanzia: indagati per omicidio colposo sono il rappresentante legale e la direttrice sanitaria della Cta Kennedy di Saponara.
Suicidio in comunità, cos’è accaduto
I due sono assistiti dagli avvocati Nino Favazzo ed Alberto Gullino ed ora attendono i risultati ufficiali dell’autopsia sul corpo del 30enne, già effettuata dalla dottoressa Daniela Sapienza. Il dossier del medico legale sarà sul tavolo della Pm Alice Parialò, titolare del caso, tra qualche settimana. Intanto sono stati acquisiti gli incartamenti che descrivono l’iter giudiziario e sanitario del caso.
Inchiesta sul caso, tutti i dubbi sulla sorveglianza
Il ragazzo, in attesa di processo per stalking, era comparso davanti al giudice lo scorso 6 maggio e, dopo il rinvio a giudizio, il giudice per le indagini preliminari ne aveva disposto il ricovero nella struttura terapeutica per essere curato dai disturbi psicologici. Tre giorni dopo è stato trovato senza vita. Ora, anche a garanzia degli indagati, bisognerà far luce su eventuali omissioni nella sorveglianza dell’ospite della Cta. L’indagine era stata avviata contro ignoti ma l’avvocato Bonaventura Candido che assiste i familiari del giovane ha fatto notare che il procedimento non poteva essere iscritto contro ignoti e l’istanza ha portato all’iscrizione della responsabilità sanitaria della struttura.
