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Messina, Gioveni: “Intitolare via o spazio pubblico a Norma Cossetto”

Simone Milioti

Messina, Gioveni: “Intitolare via o spazio pubblico a Norma Cossetto”

martedì 08 Giugno 2021 - 12:44

La mozione presentata in Consiglio Comunale da Gioveni riguarda la richiesta di intitolare una via o luogo pubblico alla memoria delle vittime delle foibe

MESSINA – L’ultima richiesta di Libero Gioveni, al Consiglio Comunale, è di intitolare una via o uno spazio pubblico alla memoria di Norma Cossetto, vittima delle foibe. Gioveni evidenzia, nella sua mozione, come la Repubblica Italiana riconosca nel 10 febbraio il “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria di tutte le vittime di foibe.

Prendendo atto che molti comuni italiani hanno proceduto ad intitolare vie o spazi pubblici a “Norma Cossetto” e a tutte le donne vittime della violenza titina e forte anche del supporto della sezione di Messina del Comitato “10 febbraio”, che ha accolto favorevolmente la presente proposta, il consigliere Gioveni ha avanzato la richiesta seguente al Sindaco di Messina Cateno De Luca.

La richiesta di Gioveni

“Proporre al Sig. Sindaco del Comune di Messina e all’Assessore comunale alla Toponomastica di avviare tutte le procedure amministrative per:

  • Intitolare una via, piazza, slargo, rotatoria o spazio pubblico alla memoria di “Norma Cossetto” vittima delle foibe.

Dare mandato, pertanto, all’Amministrazione e alla Commissione comunale per la Toponomastica di provvedere all’esecuzione di ogni adempimento consequenziale all’adozione del presente provvedimento”.

Chi era Norma Cossetto

Norma Cossetto (Visinada, 17 maggio 1920 – Antignana, 4 o 5 ottobre 1943) è stata una studentessa universitaria istriana, che al termine di indicibili umiliazioni e torture perpetrate da uomini appartenenti all’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo, venne violentata, uccisa e barbaramente gettata in una foiba.

Nel 2005, ha ricevuto la Medaglia d’oro al Merito civile con la seguente motivazione: «Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio».

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