Dopo le polemiche e le richieste dei giorni scorsi, il gruppo spontaneo di segnalatori e addetti alle manovre chiede al Comune "impegni concreti e tutele scritte"
MESSINA – “Impegni concreti e tutele scritte”. È questo quanto chiesto all’amministrazione comunale dal Gruppo storico spontaneo dei Segnalatori e degli Addetti alle Manovre della Vara di Messina, in vista del consueto appuntamento del 15 agosto. Sarà, tra l’altro, un evento doppiamente significativo. Questo perché si tratta del Centenario della Rinascita, dal 1926 a oggi. Il gruppo nei giorni scorsi aveva presentato le sue richieste al Comune, aprendo un fronte dialettico che si spera di chiudere al più presto. A patto che venga garantita la sicurezza massima a chi “tira”, come ogni anno, la Vara.
Il Gruppo storico Vara: “Preoccupazioni non sono novità”
Nel nuovo comunicato, il Gruppo storico ha fatto chiarezza sottolineando come “le nostre preoccupazioni non sono una novità dell’ultimo minuto e sono ben note a tutti. Abbiamo chiesto un incontro ufficiale a inizio anno e siamo stati convocati dagli assessori al ramo nel febbraio 2026. L’oggetto della discussione sono state proprio le criticità riscontrate durante l’edizione del 2025. In quell’occasione, l’amministrazione è venuta a conoscenza della delicatezza della situazione attuale”. Tra queste, il caso degli smartphone in mano a molti tiratori per scattare selfie con la Vara in movimento e quello del taglio delle corde all’arrivo (con ancora la Machina non perfettamente ferma in Piazza Duomo).
“Aperti al dialogo”
“Noi siamo prontissimi a dialogare, ricordando sempre che i punti da noi esposti e che sono ben noti a tutti, sono e rimarranno imprescindibili – ha proseguito il Gruppo storico -. Sentiamo il bisogno di lanciare un appello accorato alle istituzioni: noi da soli non possiamo farcela. L’incolumità dei partecipanti dipende direttamente dalle indicazioni dei tre segnalatori e dall’attenzione di tutti i coordinatori impegnati sulle manovre della Vara: uno davanti ai capi corda, uno al centro delle gomene e uno sul Ceppo. Se succede qualcosa, siamo noi in prima persona a dover rispondere penalmente e civilmente della sicurezza di ogni movimento, capite bene che non è una questione di burocrazia, ma di tutela nei confronti di tutti”.
Dai tavoli tecnici al confronto costante
E ancora: “Per programmare tutto nei minimi dettagli, non si può pensare di ridursi all’ultimo mese o agli ultimi dieci giorni. Un evento di questa portata va programmato seriamente durante tutto l’anno. Sarebbe stato fondamentale, ad esempio, istituire dei tavoli tecnici e delle riunioni periodiche fisse a partire dal 15 dicembre, incontrandosi poi ogni 15 del mese. Un confronto costante di questo tipo non servirebbe solo a monitorare lo stato dei lavori, la sicurezza e la burocrazia, ma diventerebbe una preziosa occasione per arricchire costantemente la festa con nuove idee e accorgimenti, garantendo alle istituzioni e agli organizzatori di avere sempre tutto sotto totale controllo”.
Le condizioni della Vara
Poi un passaggio sulle condizioni della Vara stessa: “Invece ci troviamo a ridosso dell’evento con un profondo dispiacere nel vedere lo stato attuale del sacro carro proprio nell’anno del Centenario della rinascita. I capelli della Madonna hanno subito qualche graffio molto evidente. Ma l’aspetto più critico riguarda la parte superiore: il supporto che parte dal Cristo e sorregge la Madonnina è logoro e non è stato sostituito come da noi richiesto nel tempo, il che purtroppo farà inclinare la Madonnina con la faccia vistosamente all’ingiù, facendola curvare verso sinistra. Oltre a questo specifico problema estetico e strutturale, è necessaria una verifica seria e generale di tutta la situazione della Vara, con un piano concreto di ripristino, pulizia profonda e pitturazione complessiva”.
Il Gruppo storico ha poi concluso: “Tuttavia, facciamo notare che ormai è decisamente tardi per intervenire sul simulacro: il Cristo e la Madonnina sono già esposti alla venerazione nella Cripta del Duomo, dove rimarranno fino al 10 agosto. Di conseguenza, effettuare questi lavori strutturali ora non sarà affatto facile e, per ragioni logistiche, risulterà ormai quasi impossibile. Questo dimostra, purtroppo, una grave mancanza di tempismo e programmazione per questo appuntamento così importante per Messina. Noi amiamo la Vara e vogliamo che il Centenario sia un momento indimenticabile. Ma per farlo partire, abbiamo bisogno che l’amministrazione comunale ci tenda la mano con impegni concreti e tutele scritte per noi addetti alle manovre. Senza queste garanzie di sicurezza, con grande dispiacere, non saremo nelle condizioni di guidare il carro”.
Il grazie finale del Gruppo storico
Il grazie finale: “Lavoriamo insieme per un Centenario bello, sereno e sicuro per tutta Messina. Vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare sua Eccellenza il Prefetto e il Questore per il grande lavoro che hanno sempre svolto a tutela di noi tutti, possano far sentire la propria presenza sul campo ancora con più forza in questo momento delicato. Grazie infine, alle centinaia di persone che in questi giorni stanno inviando attestati di stima, e che sono dalla nostra parte per il bene del rito secolare”.

