Vara 2026, tra un mese il Centenario: le richieste del Gruppo storico tra fondi e sicurezza

Vara 2026, tra un mese il Centenario: le richieste del Gruppo storico tra fondi e sicurezza

Giuseppe Fontana

Vara 2026, tra un mese il Centenario: le richieste del Gruppo storico tra fondi e sicurezza

mercoledì 15 Luglio 2026 - 16:16

Si chiedono controlli, spazi e garanzie, tra cui il divieto di smartphone per i tiratori. Ma si accusa anche chi taglia le corde con la Machina votiva in movimento.

MESSINA – Il tradizionale appuntamento con la Vara avrà quest’anno una doppia valenza. L’evento religioso, cuore della tradizione cittadina, vivrà il suo Centenario dalla “Rinascita”, cioè da quella prima edizione del 1926, post terremoto. Un appuntamento importante al quale Messina non vuole arrivare impreparata. Anche per questo il Gruppo storico della Vara e dei Giganti ha diffuso un comunicato con richieste specifiche all’amministrazione e alle autorità, soprattutto sul tema della sicurezza.

Nella nota i membri del gruppo spiegano di non volersi assumere “alcuna responsabilità organizzativa, civile o penale per lo svolgimento della manifestazione”, sottolineando “l’oggettiva impossibilità di operare in assenza di risposte concrete e tutele scritte”.

La protesta del Gruppo storico

Ma cosa contestano? Il Gruppo storico spiega: “La protesta poggia su un dato tecnico oggettivo che troppo spesso viene ignorato. La Vara è un carro pesante diverse tonnellate, privo di ruote, sterzo e freni, che scivola su pattini d’acciaio ed è trainato da una forza d’inerzia devastante generata da oltre 2.000 persone alle gomene. In questo scenario, l’unico controllo d’emergenza è affidato ai tre segnalatori e ai coordinatori”.

Chiesto un protocollo: i punti centrali

Da qui la richiesta all’amministrazione di mettere “nero su bianco un protocollo” con all’interno diversi punti. In primis il “divieto assoluto di smartphone per chi è impegnato attivamente nel traino”. Questo perché “nel 2025 la caduta di un telefono ha causato un pericolosissimo fermo d’emergenza”. Poi, per garantire una maggior sicurezza, il “divieto di stazionamento sulle stanghe e ai lati della Vara”. E ancora una “distanza minima di 10 metri dal cippo e divieto assoluto di presenza di bambini piccoli tra le gomene”, per tutelare i minori. Inoltre il Gruppo storico chiede più libertà di manovra e la garanzia di “spazio sgombero attorno ai Capi Corda e ai segnalatori”. E infine la “reintroduzione dell’Albo dei Tiratori con esonero di responsabilità per gli addetti ed esclusione dei ‘finti tiratori’ o figuranti che intralciano le corde per scattare foto”.

Dagli “incoscienti” ai fondi

Il gruppo, inoltre, è andato all’attacco di “alcuni incoscienti” che “si spingono a tagliare le gomene con lame e taglierini con la Vara in movimento mentre la stessa si accinge alla fermata in Piazza Duomo. Questa pratica scellerata rischia di far spezzare di colpo la corda, con un devastante ‘effetto frusta’”. E infine: “In vista di un evento di portata storica qual è l’edizione del Centenario 2026, gli addetti sollevano un gravoso problema” economico. E cioè: “La Processione della Vara è un evento monumentale che coinvolge l’intera città e attira un flusso enorme di turisti, è inaccettabile e paradossale che per gestire e mettere in sicurezza un evento di tale portata, che muove una massa oceanica di persone, l’amministrazione comunale continui a stanziare cifre ridicole ed esigue”.

La replica del Comune

Contattato telefonicamente da Tempostretto, l’assessore alla Cultura Enzo Caruso ha ribadito la massima disponibilità dell’amministrazione all’ascolto e al dialogo, vista anche la delicatezza del tema e l’importanza della Vara stessa per la città di Messina. Ha anche spiegato che il Gruppo storico era stato invitato ma “non ha partecipato al primo tavolo tecnico” che si è tenuto lo scorso giovedì 9 luglio a Palazzo Weigert, sede del suo assessorato. E a proposito di organizzazione e sicurezza, domani, giovedì 16 luglio, si terrà a Palazzo Zanca un incontro formale con tutte le associazioni impegnate nello svolgimento dell’evento, organizzato dall’assessorato alla Manutenzione di beni e Servizi guidato da Massimo Finocchiaro e dallo stesso assessorato alla Cultura. Nei prossimi giorni previsti anche i “soliti” tavoli tecnici in Prefettura, per garantire che la manifestazione si svolga in piena sicurezza.

Gli smartphone e il taglio delle corde

La questione resta chiara e riguarda la sicurezza di tutti, dai tiratori ai timonieri, passando per le migliaia di persone che ogni anno affollano via Garibaldi e via I Settembre per accompagnare la Vara fino in piazza Duomo. E le domande tra le righe del Gruppo storico, oggi gruppo spontaneo e da qualche settimana non più ufficialmente associazione, non riguardano soltanto la giunta, ma tutti i tiratori: ha senso “tirare” la Vara e contemporaneamente estrarre uno smartphone per un selfie? Il rischio è di intralciarne il percorso, di scivolare e causare incidenti che potrebbero coinvolgere centinaia di persone. E lo stesso vale per il taglio delle gomene, un altro momento diventato una tradizione ma che bisognerebbe vivere con maggiore (ed estrema) cautela. Soprattutto senza rischiare un “effetto frusta” con la Machina ancora in movimento.

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