Le abitazioni all'interno di un residence sono state invase dall'acqua. La denuncia del consigliere Giovanni Donato, che chiede interventi immediati
MESSINA – Sono circa 60 i nuclei familiari del complesso abitativo “Residence Parco a mare”, a Casabianca, che stanno vivendo da ieri pomeriggio una situazione difficile e pericolosa. A denunciarlo è stato il vicepresidente della sesta municipalità Giovanni Donato, che ha chiesto un intervento di messa in sicurezza urgente del tratto costiero agli assessori Minutoli e Caminiti.
Il maltempo delle ultime ore, infatti, ha messo in ginocchio tutta la costa tirrenica. Per il consigliere “gli eventi meteomarini degli ultimi mesi hanno determinato un sensibile arretramento della linea di costa, con conseguente rischio per le abitazioni, le infrastrutture e l’incolumità dei residenti, che vivono ormai con il mare a ridosso delle proprie case”.
Donato, che ha ribadito come non esistano “cittadini di serie A e di serie B”, ha ricordato che “è in programma un progetto strutturale di difesa costiera e mitigazione del rischio idrogeologico”. Ma ha ribadito che servono “interventi immediati” per “ridurre il pericolo nell’attesa dell’opera definitiva”.
Donato chiede interventi per Casabianca
Tra gli interventi il consigliere ha chiesto “il ripristino e il rinforzo dei frangiflutti esistenti, interventi provvisori di protezione della costa e ogni altra misura emergenziale idonea a contenere l’azione erosiva del mare”. La finalità è duplice: “Garantire un primo livello di sicurezza per le abitazioni e le infrastrutture esposte” e “rasserenare la popolazione residente, fortemente preoccupata per l’attuale
situazione di vulnerabilità del territorio”.
Donato ha comunque ringraziato Minutoli e Caminiti per l’immediato del pomeriggio del 17 febbraio, con squadre di protezione civile già sul posto per aiutare la popolazione. Non un attacco all’amministrazione, quello del consigliere, ma una richiesta di aiuto per i cittadini.

Purtroppo non è solo Casabianca che soffre l’erosione della costa, ma gran parte del litorale tirrenico. Gli interventi a protezione della costa sono stati fatti in modo saltuario e a macchia di leopardo, non tenendo conto che per certe fasce costiere passano le tubazioni degli scarichi fognari che vanno al depuratore. Tutti aspettiamo ormai da anni gli interventi a protezione dei litorali dove le case sono state costruite quando c’erano oltre 200 metri. di spiaggia e con tutte le autorizzazioni. Paghiamo IMU e Tari e Irpef.
Perché non si interviene mai in tempo? se ci sono le risorse.queste andrebbero utilizzate e divise su tutta la fascia tirrenica. Se aggiusti una sola frazione crei danni alle altre.l’intervento deve essere totale e risolutivo.