Messina. Inclusione e politiche dell'infanzia, Clelia Marano: "Negli ultimi 10 anni un disastro"

Messina. Inclusione e politiche dell’infanzia, Clelia Marano: “Negli ultimi 10 anni un disastro”

Redazione

Messina. Inclusione e politiche dell’infanzia, Clelia Marano: “Negli ultimi 10 anni un disastro”

martedì 24 Maggio 2022 - 11:23

L’assessora designata all’Inclusione e all’Infanzia da Gino Sturniolo, candidato con “Messina In Comune”, fa un punto sulle politiche per i minori: «Consegnano una città disastrata sotto questo punto di vista. E nessuno sembra volere accettare che la responsabilità politica ricada su tutti quelli che sono passati da Palazzo Zanca in questi ultimi dieci anni»

«In questi giorni stiamo assistendo a tantissime proposte da parte dei candidati a queste amministrative. Da Basile a De Domenico, sembra che tutti si siano risvegliati sulle politiche per i minori. Dal potenziamento dei servizi sino alla destinazione di aree giochi per bambini, propongono la riqualificazione degli spazi verdi della città. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: perché non ci hanno pensato prima? Gli schieramenti tradizionali sono quelli che hanno avuto, chi più e chi meno, l’opportunità di governare questa città. E mentre in campagna elettorale gli interessi verso le politiche sui minori si riaccendono, gli amministratori ci consegnano una città disastrata sotto questo punto di vista. E nessuno sembra volere accettare che la responsabilità politica ricada su tutti quelli che sono passati da Palazzo Zanca in questi ultimi dieci anni». Così, in una nota, interviene Clelia Marano, assessore designata all’Inclusione e all’Infanzia da Gino Sturniolo, candidato a sindaco con la lista “Messina In Comune”.

Aree giochi

«Aree giochi? Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dalla chiusura dei pochi spazi verdi adibiti allo svago per i più piccoli. Uno su tutti quello della Villa Mazzini: da ottobre quest’area è chiusa al pubblico per lavori di riqualificazione e non esiste un’alternativa – chiosa Clelia Marano – È bastata la chiusura della villa per mandare in panico le famiglie messinesi con figli a seguito. Gli altri pochi spazi previsti per l’area centro-nord della città, invece, sono lasciati all’incuria e all’abbandono. Giochi divelti, situazioni pericolanti, sporcizia e contesti poco gradevoli sono la non alternativa per i più piccoli di questa città. La verità è che lo stato delle villette e delle aree verdi sono lo specchio della reale attenzione istituzionale che chi si è seduto fra le poltrone di Palazzo Zanca ha avuto per le famiglie e i minori di Messina».

Servizi prima infanzia

«A Messina sono circa 102 gli utenti che usufruiscono dei servizi comunali socio-educativi per la prima infanzia (resoconto dell’amministrazione 2020-2021), contro gli 895 della provincia (dati Istat 2019). Di questi la quasi totalità dei servizi riguarda i nidi e le sezioni primavera. L’offerta siciliana relativa agli stessi servizi gestita dai comuni o da terzi per conto dei comuni è di 6.226 utenti soddisfatti. Il comune di Messina per tanto soddisfa solo l’1,65% di questi utenti – fa notare l’assessore designato – È evidente che c’è un problema. Questo dato denota quanto questa tipologia di servizi, che dovrebbe contribuire a conciliare meglio i tempi di lavoro per le famiglie messinesi, sia lasciata sostanzialmente in mano ai privati. Tutto questo ovviamente aumenta drasticamente il divario di opportunità tra le famiglie messinesi». 

Messina Social City

«La Messina Social City gestisce i servizi essenziali che ogni ente locale deve garantire, tra i quali l’assistenza domiciliare per anziani e disabili, il trasporto, lo scuolabus, le case di riposo per anziani, gli asili nido, ecc. Prima della Messina Social City, ad esempio, il servizio per l’assistenza domiciliare era tarato per servire un’utenza di 1.000 anziani più 185 disabili. Oggi, l’utenza alla quale la Messina Social City si rivolge è costituita da 669 persone tra anziani e disabili – sottoline – Alla luce di tutto questo possiamo constatare che i servizi sociali sono insufficienti sia in termini di personale che in termini di erogazione di servizi, a fronte di un sempre maggiore fabbisogno da parte delle famiglie».

Servizi pre e post scolastici

«Per fare un esempio, mancano servizi pre scolastici e post scolastici, che dovrebbero essere erogati dall’ente locale e che consentirebbero alle famiglie una maggiore conciliazione dei tempi lavoro-famiglia. Basterebbe utilizzare del personale adeguatamente formato che accoglie i bambini prima dell’orario di entrata. Sarebbe un grande passo avanti nel sostegno alle famiglie, in particolare alle mamme e a quei nuclei mono genitoriali – sostiene – Ma rimarrebbe comunque il punto nodale, ovvero la mancanza di personale: è superfluo dire che la qualità dei servizi deve essere accompagnata dalla quantità di operatori adeguatamente formati. Al di là dei fondi regionali, europei o statali, diventa fondamentale reperire risorse proprie. Tutto questo non può prescindere dalla questione del piano di riequilibrio finanziario del Comune. Ed è qui che assume ancora più forza la proposta di “Messina In Comune” e del nostro candidato sindaco Gino Sturniolo, il progetto prevede di condurre una vertenzialità per uscire dai canoni attualmente previsti per il riequilibrio finanziario». 

“In conclusione, Messina necessita disperatamente di servizi sociali in grado di rispondere ai bisogni di questi tempi, alle nuove manifestazioni del disagio giovanile e alla povertà di questa città. Servizi che siano multiprofessionali, pubblici ed efficienti», conclude l’assessore designata Clelia Marano.

2 commenti

  1. cittadino messinese 24 Maggio 2022 18:57

    brava hai elencato i problemi……le soluzioni dove sono…….

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  2. Molte delle cose dette da Clelia Marano, persona capace ed onesta le condivido in toto. Mi permetto di proporre una soluzione all’ultimo problema elencato dall’assessore designato da Gino Sturniolo, ossia quello di personale formato in grado di accogliere i bambini soprattutto quelli che frequentano l’infanzia nelle ore precedenti all’inizio dell’orario scolatico ed in quelle successive. Non si potrebbe formare una parte dei percettori del reddito di cittadinanza, ovviamente coloro che hanno le caratteristiche per farlo, ad accogliere i bambini in quelle ore? Questa come le altre sollevate dalla Marano è un’esigenza che assilla molte famiglie soprattutto chi ha orari di lavoro non conciliabili con l’orario scolastico.

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