Messina, le possibili dimissioni del sindaco Basile al centro della scena politica

Messina, le possibili dimissioni del sindaco Basile al centro della scena politica

Marco Olivieri

Messina, le possibili dimissioni del sindaco Basile al centro della scena politica

lunedì 26 Gennaio 2026 - 08:00

Salvo sorprese, il primo cittadino dovrebbe lasciare la guida del Comune per assecondare la strategia politica di De Luca. Dopo il commissario le elezioni

di Marco Olivieri

MESSINA – Nei vari schieramenti, si è quasi del tutto convinti. “Al 90% si voterà nel 2026”, ci viene detto. Salvo sorprese, la decisione sembrerebbe presa. Il sindaco di Messina, Federico Basile, si dimetterà in anticipo? Superati venti giorni dopo la presentazione al Consiglio, in cui potrà ancora ripensarci, il processo sarà irreversibile. E al Comune di Messina arriverà un commissario straordinario per 90 giorni. Così anche alla Città metropolitana. Un film già visto con le dimissioni di Cateno De Luca e l’arrivo di Leonardo Santoro. Tra fine maggio e giugno 2026 si dovrebbe votare e si ripartirà. Ma la data dipende dal decreto di indizione delle elezioni da parte della Regione siciliana. Quello in cui si deciderà pure quando si vota a Barcellona, Milazzo e Giardini Naxos.

Giunta Basile per Natale 2025

Ma non è una scelta facile, quella di Basile, nel seguire le strategie del suo leader politico. Ma perché De Luca insisterebbe per andare a elezioni anticipate, senza che si vada alla scadenza del mandato nel giugno 2026? Il capo politico, impegnato in un nuovo progetto regionale, vuole “blindare” Messina, la sua roccaforte. E pensa che sia più facile sconfiggere gli avversari, a partire dal centrodestra, giocando sul fattore tempo.

In più, nel 2027, si voterà pure per le politiche e regionali. E lì si giocano due partite delicate per il fondatore di “Ti Amo Sicilia” e Sud chiama Nord. Ne va della sopravvivenza del movimento. O, meglio, entrano in campo le ambizioni del leader, che vuole mantenere a livello siciliano un ruolo di rilievo. E che alle scorse elezioni nazionali ha visto vincere nei collegi messinesi Gallo e Musolino di ScN.

Giunta Basile e presidenti partecipate

Sganciare le elezioni amministrative, con Basile ricandidato a sindaco, dalle “partite” elettorali in Italia e in Sicilia rappresenterebbe un elemento di vantaggio secondo il disegno deluchiano. Rivincere in maniera netta nella città dello Stretto è il primo tassello di una nuova strategia, tra “governo di Liberazione” e “messaggi” a centrodestra e centrosinistra. E con l’eventuale opportunità di avere una maggioranza anche nella Città metropolitana dopo la recente scottatura. Ovvero la bocciatura della delibera sull’istituzione dell’Azienda speciale Servizi Sociali Peloritani, sul modello Messina Social City.

Le continue adesioni al progetto di De Luca e Basile, da destra a sinistra, in questo periodo, hanno come obiettivo proprio quello di consolidare il successo a livello comunale e metropolitano. Ma le urne sono sempre un’incognita, anche se alcune dinamiche si possono prevedere.

“La decisione di cosa fare o non fare appartiene a Cateno De Luca e Federico Basile”

Di recente, il capo politico ha dichiarato durante una delle tante conferenze stampa settimanali: “La decisione di cosa fare o non fare appartiene a Cateno De Luca e Federico Basile. Non appartiene a nessun altro. Quando sarà stabilito, lo spiegheremo alla città con le motivazioni. Le decisioni che abbiamo preso finora, e lo dimostrano i fatti, sono state prese nell’interesse di Messina. Lo dice la storia. Quando è andato via Cateno De Luca, non è stata abbandonata la città al proprio destino. Lo dicono anche i miei avversari a Palermo che ho portato centinaia di migliaia di euro alla città di Messina. Ognuno faccia il suo mestiere”.

L’auspicio di una conclusione naturale del percorso amministrativo si scontra con la realtà

L’auspicio è che si voti alla fine del percorso amministrativo della Giunta Basile. L’uso delle dimissioni è comunque una forzatura, fatta eccezione per determinati casi. Qui non si registra né una crisi politica, né una mozione di sfiducia in Consiglio. Tuttavia, all’interno del mondo di Palazzo Zanca, e tra partiti e movimenti, non si hanno molti dubbi: la firma di Basile, con le dimissioni, è vicina.

Insomma, la musica è finita, gli amici se ne vanno… Ma con l’intenzione di tornare presto. Uno spazio per il ripensamento, da parte di De Luca e Basile, però, ancora esiste.

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14 commenti

  1. Si sono favorevole se si dimette e vada a casa e non si candidi più.

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  2. Sì sono favorevole se si dimette e vada a casa e non si candidi più.

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  3. Annunziata Cucinotta 26 Gennaio 2026 08:55

    Che vergogna!

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  4. Può una città essere ostaggio di un prepotente e piccolo politico come De Luca?

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  5. Ma questi con tutti problemi che ci sono giocano al toto elezioni, che si dimettano e vanno a fare qualche mestiere se ne sono capaci.

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  6. I caramellare in azione!

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  7. Proprio con l’emergenza post ciclone Harry, le dimissioni sarebbero l’ennesima vergogna, facendo prevalere gli interessi di parte a quelli di Messina e provincia. Spero che, nel caso, gli elettori se lo ricordino.

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  8. Vedremo quanti elettori messinesi saranno favorevoli a simili giochetti.

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  9. Se un sindaco pensa aver lavorato bene, perché deve dimettersi ?
    Secondo me ha solo da perdere dimettendosi…

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  10. È un tranello per l’Ologramma. Una volta dimessosi la candidata sarà un’altra.

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  11. Il semplice fatto che si discuta di dimissione misura la vergogna di un Sindaco che si faccia comandare non da un partito ma da un singolo, dimostra la misura del garbo verso i messinesi, la provincia messinese, cioè quella che resta, perche la jonica è tutta catanese, da sant’agata militello in poi è tutta palermitana, della considerazione che questa associazione politica considera la collettività.

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  12. In politica è divenuta moda seguire modelli per così dire inconsueti.
    Non è più richiesta una visione propria né una coerenza di qual di voglia tipo.
    Si fa finta di condividere idee, che guarda caso corrispondono sempre a quelle del più forte e ci si trasforma in magma.
    Ci si modella e ci si adegua a tutte le posizioni possibili, anche quando palesemente contraddittorie.
    Così dai nostri consiglieri comunali sono al presidente del consiglio.
    Oggi ad esempio Musumeci dichiara che non vi saranno problemi di fondi per la ricostruzione.
    Sono fuori discussione.
    Semmai ha dichiarato il ministro, potrebbero esserci problemi di progettualità.
    Un altro che dopo avere perso la totalità dei finanziamenti europei si rimodella su posizioni diverse.
    Da “imputato” a “giudice”.

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  13. E dei costi per le elezioni anticipate ne vogliamo parlare????….

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  14. Ancora una volta le Istituzioni vengono piegate ai voleri di un singolo, voglio vedere con quale faccia , dopo le dimissioni, il sindaco basile si ricandiderà, spero che i miei, purtroppo, buddacissimi concittadini, si rendano conto che ancora una volta la loro volontà espressa attraverso il voto è stata calpestata e che se lo ricordino quando torneranno alle urne non votando gli attori di questo teatrino ignobile!

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