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Messina, mafia a Provinciale: abbreviato a dicembre per 29, processo per i Summa

Alessandra Serio

Messina, mafia a Provinciale: abbreviato a dicembre per 29, processo per i Summa

giovedì 25 Novembre 2021 - 07:30

Saranno processati i due esponenti politici accusati di aver chiesto i voti del boss di Fondo Pugliatti a Messina, tutti i dettagli del processo Provinciale su mafia ed estorsioni

Si divide in tre tronconi il procedimento nato dall’operazione Provinciale, l’inchiesta sui tre gruppi mafiosi e le persone collegate che gestivano la più importante zona dell’area centro sud di Messina. Ieri mattina si è aperto davanti al giudice per l’udienza preliminare Valeria Curatola l’udienza preliminare per tutti e 34 gli indagati, e 29 di loro hanno scelto di chiudere la partita in questa fase, optando per il processo in abbreviato.

Salvatore Sparacio
Salvatore Sparacio

Torneranno davanti al GUP quindi il prossimo 15 dicembre quando il giudice ascolterà l’Accusa, i difensori, poi emetterà per tutti la sentenza “allo stato degli atti”, saltando cioè il vaglio delle prove attraverso il dibattimento. Tra loro ci sono i personaggi principali delle vicende ricostruite dalla Guardia di Finanza, da Polizia e Carabinieri con l’inchiesta culminata nel blitz dello scorso 9 aprile. Saranno giudicati quindi Giovanni Lo Duca, riferimento storico del rione di Provinciale, Salvatore Sparacio che secondo gli inquirenti ha l’ultima parola a Fondo Pugliatti e Giovanni De Luca, il boss di Maregrosso.

Hanno invece optato per affrontare il dibattimento e difendersi dalle accuse Antonino e Natalino Summa, padre e figlio hanno scelto il rito ordinario. Sono accusati di aver chiesto sostegno elettorale a Salvatore Sparacio alle scorse amministrative, quando il figlio Natalino era candidato e il padre ex consigliere provinciale lo accompagnò dal boss.

Gabriella De Luca e Serena Ieni hanno invece optato per il patteggiamento, concordando la pena con i PM Liliana Todaro e Vito Di Giorgio, che hanno rappresentato l’Accusa ieri in aula. L’inchiesta ha confermato che a Messina vige ancora la pax mafiosa tra i clan, come ha spiegato il giorno del blitz il procuratore capo di Messina Maurizio De Lucia.

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