"Vivere, non sopravvivere". Anche i ragazzi degli istituti di istruzione superiore si mobilitano
MESSINA – È notizia di queste ore che anche gli studenti degli istituti di istruzione superiore di Messina abbiano scelto di mobilitarsi per manifestare contro le gravi condizioni di carovita che stanno colpendo sempre di più le famiglie italiane. Un collettivo che riunisce quasi tutti gli istituti della città al grido di “Vivere, non sopravvivere”, che manifesterà domani, martedì 3 novembre, da Piazza Antonello a Piazza Unione Europea a partire dalle 9.30 del mattino.
La forte ondata di proteste che ha imperversato in tutta Europa e nel nostro paese non ha colto Messina impreparata: l’iniziativa viene da un gruppo autonomo di studenti, riunitosi in modo del tutto spontaneo, alla luce dell’attuale situazione socio-economica. Lontani da sigle partitiche, i ragazzi scendono in piazza per esprimere il proprio dissenso non solo in merito al carovita – come successo in tutta la penisola nelle ultime settimane – ma anche ai tagli alla scuola, varati nell’ultima finanziaria, a favore invece del finanziamento al riarmo e l’industria bellica. Sono contestate – si legge sul post con il quale i promotori hanno diffuso la notizia della mobilitazione – anche il definanziamento al welfare e le politiche sociali che stanno progressivamente ampliando il divario nord-sud, nonché quello tra i ceti.
La crisi del diritto allo studio e i dati della Cgil
Si lamenta, inoltre, la crisi del diritto allo studio e le condizioni di alcuni degli istituti di provenienza dei ragazzi. Infatti, come emerso dal dossier Cgil pubblicato nell’ultima settimana, soltanto un edificio scolastico su 5 presenta certificato di agibilità, mentre è fisicamente accessibile solamente il 35%, rispetto al 40 nazionale. Numeri che destano forti preoccupazioni e che -sostengono gli studenti- richiedono azione immediata, ma che finora hanno portato a risposte astratte e a poche azioni concrete.
Il corteo di domani sarà un’ulteriore occasione di parlare e cercare soluzioni a dei problemi che sempre di più attanagliano una generazione sul cui futuro incombono nuvole plumbee che non lasciano ben sperare.
Pasquale Mollo

