Messina nella visione di Basile tra "Smart City, risparmio energetico e buon governo"

Messina nella visione di Basile tra “Smart City, risparmio energetico e buon governo”

Redazione

Messina nella visione di Basile tra “Smart City, risparmio energetico e buon governo”

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lunedì 11 Maggio 2026 - 08:00

Innovazione digitale, giovani, welfare e ambiente: ecco cosa promette "Sud chiama Nord" per i prossimi cinque anni

MESSINA — Sedici “pilastri”, centinaia di proposte, un orizzonte temporale preciso: il 2031. Federico Basile si ripresenta davanti agli elettori messinesi con un programma elettorale denso e articolato, distribuito in schede di sintesi che spaziano dalla tecnologia alla cultura, dalla mobilità sostenibile al welfare, fino all’ambizioso progetto di un’Area Integrata dello Stretto che unisca Messina e Reggio Calabria in un unico bacino da un milione di abitanti.

Il documento si apre con i numeri della legislatura uscente: oltre 500 milioni di euro investiti nella transizione ecologica, la raccolta differenziata salita dal 10% al 61,57% (sesta in Italia, prima nel Sud), 184 nuovi autobus di cui 115 elettrici, 53 posizioni guadagnate nell’indice EY Smart City. Dati che Basile usa come trampolino per lanciare una visione ancora più ambiziosa del futuro della città.

Una città iperconnessa, con il suo gemello digitale

Al cuore del programma c’è la trasformazione di Messina in una vera smart city europea. Entro il 2031, il 100% dei servizi comunali dovrà essere accessibile da smartphone, h24, sette giorni su sette. La piattaforma Open Data renderà pubblici bilanci, appalti, dati ambientali e flussi di mobilità. Ma il progetto più visionario è il digital twin: un modello tridimensionale della città che replica l’intero ambiente urbano e consente di simulare — prima di realizzarli — gli effetti di interventi urbanistici, infrastrutturali e ambientali. Quanto traffico genererà un nuovo parcheggio? Come cambierà la qualità dell’aria piantando alberi in una certa zona? Il gemello digitale, già finanziato tramite il programma PN Metro+, punta a rispondere a queste domande trasformando la pianificazione urbana da intuizione a processo basato su evidenze.

Sul fronte idrico, l’obiettivo è la transizione all’erogazione continua h24 entro il 2028, con nuove captazioni e migliorando l’efficienza con sensori IoT e algoritmi di intelligenza artificiale per monitorare la rete in tempo reale e azzerare gli sprechi.

Innovazione: idrogeno, robotica e spin-off universitari

La sezione sull’innovazione è forse la più ambiziosa dell’intero programma. Tre grandi progetti strutturano la visione:

L’I-Hub, incubatore certificato MiMIT, sarà una fabbrica di spin-off universitari: laboratori di prototipazione rapida, coworking, supporto legale per brevetti, mentoring imprenditoriale. L’obiettivo dichiarato è trasformare le tesi di laurea e i progetti di ricerca di UniMe in imprese con un mercato reale, puntando a 50+ spin-off entro il 2031 e oltre 500 nuovi posti di lavoro qualificati.

La Hydrogen Valley immagina Messina come distretto sperimentale per l’intera filiera dell’idrogeno verde: dalla produzione allo stoccaggio, fino all’uso finale in industria, trasporti e riscaldamento. La domanda interna sarebbe alimentata anche dalle scelte pubbliche, come i bus a idrogeno nel trasporto urbano.

La Cittadella della Tecnologia per la Salute, in collaborazione con l’IRCCS Neurolesi e l’Università, punta a fare di Messina un polo mondiale per le tecnologie biomediche: protesi robotiche, interfacce cervello-computer, riabilitazione ad alta tecnologia. L’idea è semplice: le grandi aziende mondiali che producono arti artificiali vengono a Messina perché qui trovano pazienti, medici e dati per testare le loro invenzioni. “Se il sapere diventa un brevetto o un’azienda, diventa lavoro, dignità e ricchezza per tutto il territorio”, si legge nel documento.

Messina Energia Comune (MEC)

Le linee strategiche del programma evidenziano un aspetto importante: “L’energia è un bene comune. In un’epoca di rincari e crisi climatica, Messina deve sfruttare le sue risorse naturali (sole e vento) e le sue superfici pubbliche per produrre ricchezza da redistribuire sul territorio.” L’obiettivo, in sostanza, è tendere, quanto più possibile, all’autonomia energetica. Per questo Federico Basile pensa alla costituzione di un’agenzia energetica comunale chiamata Messina Energia Comune (M.E.C.). Questa nuova realtà sarà lo strumento operativo per la transizione ecologica della città. La società avrà il compito di censire, progettare e gestire impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili su tutti i beni di proprietà comunale. La M.E.C. promuoverà l’istituzione di una Comunità Energetica in grado di distribuire energia pulita agli utenti messinesi. che potranno beneficiare di una forte risparmio sui costi energetici.

Ambiente: -40% di CO₂ e la TARI sotto i 280 euro

Sul fronte ambientale, il programma promette di portare la raccolta differenziata al 70% entro il 2031, grazie anche all’impianto per il trattamento della frazione organica a Mili Marina (33,5 milioni di euro di investimento, 50.000 tonnellate annue di capacità). La TARI dovrà scendere sotto i 280 euro grazie all’introduzione della tariffa puntuale, che farà pagare ogni cittadino in proporzione ai rifiuti effettivamente prodotti.

La rete ciclabile passerà dagli attuali 7 km a 30 km. La flotta dei bus elettrici crescerà del 50%. Sarà costituita una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), con i tetti delle scuole e dei centri sociali messi a disposizione per la produzione di energia condivisa con famiglie e piccole imprese dei 48 villaggi. L’obiettivo finale è diventare l’unica città metropolitana certificata EMAS del Sud Italia, aprendo così l’accesso ai fondi europei del ciclo 2028-2035.

Mobilità integrata: il bus a chiamata per i villaggi collinari

Uno dei nodi più concreti del programma riguarda la mobilità. Messina è una città “lunga e stretta”, con 48 villaggi collinari e 50 km di costa: il trasporto pubblico tradizionale, con linee fisse e orari rigidi, spesso fallisce. La risposta è il modello DRT (Demand Responsive Transport): bus a chiamata prenotabili tramite app o telefono, con percorsi ottimizzati in tempo reale che raccolgono gli utenti dei villaggi e li portano ai nodi di interscambio sulla costa.

Parallelamente, si punta sull’intermodalità: un’unica app, un unico abbonamento per tram, bici elettrica, monopattino e taxi. Una Zona a Traffico Limitato nel centro commerciale sarà servita da micro-navette elettriche a guida assistita, eliminando il traffico in cerca di parcheggio. Il Piano Strategico Urbano Metropolitano dello Stretto (PSUM), già approvato dal Consiglio, ridisegna la mobilità dell’intera area.

Giovani: il Fondo “Futuro Messina” da 5 milioni

Il tasso NEET (giovani che non studiano e non lavorano) a Messina è al 28,1%. L’obiettivo è portarlo al 15% entro il 2031. Per farlo, il programma prevede l’istituzione del Fondo “Futuro Messina”, 5 milioni di euro alimentati da fondi strutturali UE e partenariati bancari, focalizzato sulla rigenerazione dei villaggi e il recupero del patrimonio immobiliare dismesso con l’obiettivo di invertire il processo di desertificazione commerciale dei villaggi messinesi e delle aree degradate del centro.

Le risorse saranno destinate agli under 40 che vogliono trasformare magazzini, vecchie botteghe e locali abbandonati in laboratori artigiani, startup e spazi commerciali.

Le Officine della Creatività all’ex Fiera diventeranno un hub di arte, musica, cinema e produzioni digitali. La Green Jobs Academy formerà i giovani nelle professioni della transizione ecologica: fotovoltaico, gestione rifiuti, agricoltura urbana. Le scuole resteranno aperte il pomeriggio come laboratori, spazi sportivi, presidi culturali — e ogni polo scolastico avrà un presidio psicologico.

Famiglie

L’Amministrazione si impegna a promuovere un potenziamento strutturale dei servizi per l’infanzia, prevedendo l’estensione della capacità ricettiva degli asili nido pubblici dagli attuali 400 a 1000 posti disponibili. I Buoni Sport garantiranno l’accesso gratuito alle attività sportive alle famiglie con ISEE basso.

Messina città universitaria

Per contribuire a consolidare e sviluppare la configurazione di Messina come città universitaria nel programma del sindaco Basile è prevista la creazione di un Welcome Office Internazionale, gestito in collaborazione tra Comune e Ateneo, che servirà ad accogliere studenti stranieri e ricercatori, facilitando le pratiche burocratiche, l’accesso agli alloggi e l’integrazione nella vita cittadina.

Viene anche proposto un programma di Social Housing per studenti: alloggi a canone calmierato ricavati dalla riqualificazione di immobili comunali inutilizzati e da accordi con proprietari privati. Parallelamente, il piano Trasporto Giovani No-Stop prevede il potenziamento delle corse serali e notturne nei fine settimana, e navette dedicate per collegare i poli universitari alle zone residenziali e alla stazione centrale.

Aiuti al Commercio

Basile si impegna a potenziare il programma di accompagnamento alla digitalizzazione per i commercianti messinesi, che prevede la formazione gratuita sull’uso dei social media e delle piattaforme di vendita online, contributi per la realizzazione di siti web e sistemi di e-commerce, e la creazione di una piattaforma digitale unica del commercio messinese, una sorta di marketplace cittadino dove il consumatore possa trovare i prodotti dei negozi locali con la stessa facilità con cui naviga su un grande portale.

Il buon governo: decentramento, Ufficio Europa e semplificazione

Sul fronte istituzionale, il programma promette di trasformare le Circoscrizioni da “enti senza portafoglio” in vero braccio operativo del Comune, assegnando loro una quota fissa del bilancio per i servizi di prossimità. Saranno istituiti i Comitati di Partecipazione Civica (CPC), assemblee aperte con potere di proposta e funzione di “sentinelle della legalità” sulle ditte appaltatrici. Ogni proposta dei CPC dovrà ricevere risposta motivata entro 60 giorni.

Un Ufficio Europa interno al Comune si occuperà di intercettare i fondi comunitari e costruire partenariati con altri enti locali del Mediterraneo. La semplificazione amministrativa passerà per l’estensione del silenzio-assenso e la completa digitalizzazione delle pratiche.

L’Area Integrata dello Stretto: un milione di abitanti, una sola strategia

Il progetto più visionario del programma è probabilmente l’Area Integrata dello Stretto: unire Messina e Reggio Calabria in un bacino di circa un milione di abitanti per competere nell’arena della globalizzazione. Il metodo dichiarato è “funzionalista”, come quello che guidò la nascita dell’Unione Europea: non un’integrazione calata dall’alto, ma “solidarietà di fatto” basate su interessi concreti.

Cinque azioni concrete: il Politecnico dello Stretto (coordinamento UniMe-Università Mediterranea, 5.000 posti letto, quattro filiere formative); la Metropolitana del Mare H24 con aliscafi sincronizzati sui voli del Tito Minniti e un City Terminal al porto; il progetto SISMOS per trasformare la vulnerabilità sismica in competenza scientifica esportabile; lo Stretto Circolare, piattaforma logistica condivisa per i rifiuti; il Festival della Cultura Mediterranea e un biglietto unico per i musei delle due sponde — i Bronzi di Riace a Reggio, il Caravaggio e l’Antonello da Messina al MuMe.

Cultura e identità: il Museo della Città e i documenti in Spagna

Sul piano culturale, Basile propone la realizzazione di un Museo della Città — intitolato a Franz Riccobono — che racconti le tante Messine storiche con restituzioni 3D. Il Parco delle Fortezze Umbertine includerà orti urbani e un Museo del Mare nella Real Cittadella della zona Falcata. Una passerella aerea collegherà la Dogana alla Real Cittadella attraverso la stazione marittima.

Tra le proposte più originali c’è un’operazione di diplomazia culturale per ottenere almeno la digitalizzazione delle 1.426 pergamene dei Privilegi della città (dal 1037 al 1632) conservate nell’Archivio Medinaceli in Spagna, e per il rientro dell’Archivio di Stato.

Basile si impegna, inoltre, a creare un Festival annuale delle culture del Mediterraneo di Grecia, Balcani, Medio Oriente, Turchia, paesi rivieraschi dell’Africa settentrionale, attraverso musica, letteratura, cucina e artigianato.

Infrastrutture: il Porto di Tremestieri e la nuova stazione

Indipendentemente dall’esito del Ponte sullo Stretto, il programma punta su infrastrutture concrete: il completamento del Porto di Tremestieri libererà la Stazione Marittima e la Rada San Francesco per diporto e crocierismo; la nuova stazione ferroviaria a Gazzi restituirà l’affaccio a mare fino all’attuale Stazione Marittima; il tracciato intubato da Gazzi a Mili Marina creerà un nuovo waterfront per la mobilità dolce. Un protocollo d’intesa con RFI firmato nel gennaio 2025 ha già garantito il recupero di 55.000 mq di aree ferroviarie dismesse dei 430.000 mq del parco ferroviario in disuso (tra la Stazione Marittima e Gazzi) che torneranno alla Città recuperando il fronte mare.

Il programma completo è disponibile sul sito di Federico Basile.

Il comitato tecnico scientifico che ha contribuito alla preparazione del programma:
professori Michele Limosani e Maurizio Ballistreri, architetta Mirella Vinci, professore Stello Vadalà, architetto Alessandro Tinaglia e l’ex segretario generale della Cisl Sicilia Maurizio Bernava.

Articolo scritto con il contributo dell’Intelligenza Artificiale verificato dalla redazione.

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