Basile: "Abbiamo salvato Messina, ora il salto di qualità" L'INTERVISTA

Basile: “Abbiamo salvato Messina, ora il salto di qualità” L’INTERVISTA

Marco Olivieri

Basile: “Abbiamo salvato Messina, ora il salto di qualità” L’INTERVISTA

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mercoledì 06 Maggio 2026 - 07:30

Elezioni 2026. L'ex sindaco e ora ricandidato insiste su area integrata e Metropoli dello Stretto, affaccio al mare e nuove visioni per il futuro

di Marco Olivieri

Federico Basile, ex sindaco di Messina e ora ricandidato per Sud chiama Nord. Un progetto a cui tiene particolarmente?

“Credo molto nelle potenzialità dell’area integrata dello Stretto. Al di là del tema ponte, lo Stretto rimane centrale per Messina. Con il lavoro amministrativo di questi otto anni, abbiamo posto le condizioni per poter passare a una seria programmazione. Oggi è il momento di avere una visione. Prima c’era la necessità di risanare i debiti e raggiungere la normalità”.

Questa visione come si concretizza?

“Nel giugno 2022 mi sono insediato e nel 2023 abbiamo avviato la strategia del Psum (Piano strategico urbano metropolitano e dell’area dello Stretto, ndr)”. E, nel luglio 2025, è arrivata la delibera di Giunta approvata in ottobre dal Consiglio comunale. La Regione dello Stretto è una necessità storica ed economica. I due territori vanno uniti. Questa visione di unione va portata avanti su diversi settori strategici per Messina e Reggio Calabria”.

Come immagina il futuro della Città metropolitana?

“Vogliamo che la Città metropolitana diventi una Metropoli dello Stretto. Oggi ci sono le condizioni per farlo. Il primo elemento su cui puntare è quello delle infrastrutture, ma bisogna anche parlare di mobilità. Le strade provinciali collegano tutti i 108 Comuni. Occorre continuare a lavorare per potenziare queste connessioni”.

Ma lei come sindaco si è sentito isolato politicamente in ambito nazionale, come è stato sostenuto dal candidato del centrodestra Scurria e dalla sottosegretaria Siracusano?

“Assolutamente no. Acquisita la normalità amministrativa, la città di Messina, a livello nazionale, ha dimostrato di di avere non solo ottime interlocuzioni ma soprattutto una presenza rilevante nei tavoli istituzionali che contano. E le posso garantire che la città di Messina, ogni anno, in occasione delle assemblee dei Comuni, è richiesta nei tavoli di confronto proprio per raccontare le buone pratiche. Non può passare il principio che si hanno interlocuzioni solo se si ha lo stesso colore politico. E, nei fatti, abbiamo dimostrato che l’isolamento politico non c’è mai stato”.

Può fare degli esempi?

“Penso ai protocolli per il piano nazionale casa e con Rfi per acquisire le aree dell’ex Dogana. Dopo un lungo confronto, abbiamo raggiunto importanti risultati nel 2025. Affaccio al mare, ex Dogana, terrazza panoramica, I-Hub e nuova viabilità in via Don Blasco sono alcuni dei grandi cambiamenti strategici che miglioreranno Messina. Un altro obiettivo è trasformare l’intero litorale in un volano di sviluppo turistico e residenziale, restituendo finalmente il mare ai cittadini. E il Pug, Piano urbanistico generale, sarà fondato sulla sostenibilità e la partecipazione, con fiscalità di vantaggio e collaborazione pubblico-privato”.

Sulla cura del territorio e la vigilanza sui lavori si può fare di più, riorganizzando la macchina comunale?

“La riorganizzazione della macchina comunale, grazie alle assunzioni, è in corso a Palazzo Zanca. Si tratta di una realtà in evoluzione. I miglioramenti ci sono stati e tutto può essere perfezionato. I rup, responsabili unici di progetti, nei nuovi lavori, sono tutti neo assunti, ad esempio. I cantieri inevitabilmente hanno comportato dei problemi per una città che sta vivendo una rivoluzione nella mobilità. I cantieri del Pnrr nelle scuole e quelli delle piste ciclabili si chiuderanno entro il 30 giugno. Tra innesti dei nuovi vigili e cantieri in fase di chiusura, il miglioramento nella mobilità ci sarà. Il tutto con l’obiettivo di avere meno auto in giro e un trasporto pubblico sempre più centrale a Messina”.

I suoi competitor Scurria e Russo parlano della necessità di una operazione verità sui conti del Comune. Che ne pensa?

“L’azione di risanamento compiuta negli ultimi otto anni è oggettiva. Così come il risultato del Piano di riequilibrio. Ci mancano gli ultimi 13 milioni per completare il lavoro. Dal momento dell’approvazione del Piano di riequilibrio, nell’agosto 2023, il monitoraggio semestrale è in capo al Collegio dei revisori dei conti. Abbiamo portato avanti un lavoro complesso e complicato, se pensiamo ai contenziosi con gli avvocati, ma che sta dando i suoi frutti. In questi anni abbiamo seminato, ponendo le basi per un progetto di governo 2026-31 davvero ambizioso. Ora ce lo possiamo permettere”.

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