Interrogazione a Mancuso sull'adesione all'Ati idrico e il ruolo dell'ingegner Contiguglia
“Il consiglio è stato del tutto scavalcato e prevaricato dal sindaco che non ha portato la proposta al consiglio comunale, ai consiglieri tutti è stato negato un diritto del consiglio comunale che aveva competenza a discutere e determinarsi, sulla privatizzazione dell’acqua pubblica il consiglio comunale avrebbe potuto tutelare l’ente individuando profili di illegittimità ed inammissibilità che avrebbero potuto portare ad un ricorso al TAR per bloccare il carrozzone che si sta provando a mettere in piedi”.
Sono questi alcuni dei punti su cui batte il documento firmato dai consiglieri comunali Giuseppe Puleo, Paolo Starvaggi, Francesca Alascia e Lina Caruso, che interrogano il sindaco Bruno Mancuso sull’adesione del comune di Sant’Agata alla società privata che dovrebbe gestire il servizio idrico della provincia. La delibera di creazione della società è già stata impugnata al Tar da diversi primi cittadini.
Per quale motivo non è stato portata in Consiglio la delibera della privatizzazione dell’acqua? Chiedono i consiglieri, che incalzano sula mancata convocazione del consiglio comunale, sul mancato ricorso al Tar contro un progetto che, secondo il gruppo di opposizione “Metterà in ginocchio molte famiglie per il caro bolletta”. Infine, il passaggio più duro. I consiglieri chiedono: “Se in ordine a questa scelta del sindaco di fare squadra con l’Ati idrico non c’è il fatto che è stato individuato l’Ingegnere Contiguglia per dirigere l’Ati idrico ed i notori buoni rapporti con il funzionario che ha sempre sostenuto la sua azione politica. Sulla base di quali ragioni e presupposti e’ stato concesso il nulla osta all’ing. Contiguglia per andare all’Ati idrico, cosi sguarnendo l’ufficio tecnico del comune che risulta ben al di sotto della dotazione organica?”
