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Il vertice raccontato dai sindacati: due campane opposte e in contrasto

Francesca Stornante

Il vertice raccontato dai sindacati: due campane opposte e in contrasto

mercoledì 28 Febbraio 2018 - 07:03
Il vertice raccontato dai sindacati: due campane opposte e in contrasto

Continua e anzi si fa ancora più incandescente la guerra tra i sindacati sul passaggio dei lavoratori. Cgil, da un lato, Cisl, Uil e Fiadel, dall'altro, raccontano il vertice su MessinaServizi e se le posizioni restano legittimamente diverse, appaiono contraddittori gli esiti descritti rispettivamente. Parola anche all'assessore Ialacqua

Il vertice in Prefettura ha messo dei punti fermi sull’operazione MessinaServizi. Il nuovo Prefetto Maria Carmela Librizzi ha affrontato per la prima volta la questione rifiuti con un vertice che segna una linea ben precisa tra quella che ormai è un’era che si sta chiudendo e una che si prepara ad iniziare. Al tavolo ovviamente i sindacati, protagonisti in questi mesi di una querelle che ha reso incandescente il clima. A tenere ancora banco la questione del passaggio dei lavoratori e la soluzione temporanea del distacco di tutti i lavoratori di Messinambiente per far partire MessinaServizi. Soluzione che ha scatenato l’ira della Cgil e che invece è stata accolta positivamente da Cisl, Uil e Fiadel. Posizioni contrapposte che si sono tradotte nelle rispettive note con cui i sindacati hanno espresso i loro commenti sull’esito del vertice. Note che sembrano raccontare due riunioni diverse. Note che fanno emergere quanto sull’operazione sia davvero esplosa una bagarre sindacale che tira in ballo i lavoratori mentre ci si fa la guerra sui tavoli istituzionali. Per capire questa diversità di vedute basta leggere testualmente i due comunicati stampa.

Prima però ecco come l’assessore Daniele Ialacqua ha riassunto in poche e chiare parole quanto è accaduto In Prefettura: «Il Prefetto ha spiegato che questa è la sua prima vertenza a Messina, ma si è trovata di fronte ad un quadro in cui non ci sono posti a rischio né stipendi non pagati e non capiva come il distacco potesse danneggiare i lavoratori. Dopo avere sentito le ragioni della Cgil e degli altri sindacati, il Prefetto ha condiviso la scelta dell'amministrazione comunale di prendere tempo utilizzando il distacco senza discriminare nessun lavoratore. Si è impegnata a convocare anche la Regione per capire come intende rispondere al quesito posto dal Comune di Messina per il tramite della Srr sull’ipotesi di un passaggio alternativo a quello previsto dalla Legge 9 ed ha proposto di ridurre il distacco ad un mese per trovare prima la soluzione al passaggio. Il Comune ha condiviso la proposta del Prefetto, così come hanno fatto il dirigente dell’Ispettorato del Lavoro Gaetano Sciacca, Cisl, Uil, Fiadel, Messinambiente, MessinaServizi. La Cgil ha detto che deve sentire i lavoratori».

Questo dunque il breve riassunto dell’assessore. Ma vediamo come hanno letto l’incontro i sindacati.

“Esprimono piena soddisfazione i segretari provinciali di Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel. Sulle procedure di transito del personale di Messinambiente è apparsa chiara e intransigente la posizione della Prefettura sul rispetto della normativa vigente. Totalmente condiviso con la Prefettura, inoltre, l'obiettivo di evitare ogni tipo di discriminazione tra i lavoratori ed è in questa direzione che occorre adesso proseguire.

Non possiamo che ringraziare il prefetto Maria Carmela Librizzi per l’attenzione dimostrata verso la vicenda – spiegano i segretari – e anche in questa sede abbiamo ribadito la nostra ferma contrarietà ad ogni soluzione che non si rifaccia alla legge regionale 9 del 2010, che impone il passaggio dei lavoratori alla Srr con la cessione del contratto alla società che gestisce il servizio, così come è stato fatto nel mese di ottobre per gli ex dipendenti Ato3. Siamo per la legalità, sempre e comunque – dicono D’Amico, Fotia e Barresi – e non accetteremo soluzioni che non siano in linea con i dettami di legge”.

La riunione, durata tre ore, è terminata con l'impegno, da parte del Prefetto, di un altro incontro, ad un mese da oggi, affinché con il sussidio del Dipartimento regionale si ponga fine a ogni interpretazione della normativa sulle modalità di passaggio. “Dispiace che anche stavolta non si sia potuta trovare un’unità di intenti tra le sigle sindacali – hanno affermato i segretari di Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel – ma la nostra posizione è sempre stata ben chiara e coerente a tutela dei lavoratori. In tal senso, fondamentale e di assoluta garanzia la presenza al tavolo del Direttore dell'Ispettorato del Lavoro Gaetano Sciacca che deve tornare a svolgere il ruolo di garante nel rispetto delle normative come avvenuto in tutte le altre realtà già transitate tramite Srr. Siamo soddisfatti che il Prefetto abbia condiviso la necessità di procedere al temporaneo distacco di tutti i lavoratori che queste organizzazioni sindacali avevano accettato come atto di buonsenso. Ma che non sia un alibi e soprattutto che serva a trovare una soluzione e non per prendere altro tempo. Di tempo ne è trascorso fin troppo".

Diametralmente opposta la posizione della Cgil.

«Cgil, Fp Cgil e le Rsu hanno rappresentato al Prefetto di avere ricevuto mandato dai lavoratori di Messinambiente di non accettare ulteriori proroghe in merito all’immediato trasferimento dei lavoratori che hanno sottoscritto gli atti di conciliazione propedeutici al transito diretto dei lavoratori dalla MessinAmbiente alla Messina Servizi Bene Comune. Nel rispetto delle procedure di concertazione con le organizzazioni sindacali, e fermo restando la garanzia dei livelli occupazioni per tutti i 480 lavoratori, il trasferimento dei lavoratori non può avvenire con la stesse modalità e tempistica – hanno affermato con forza Clara Crocè, Segretario Confederale, e Francesco Fucile Segretario Generale della Fp Cgil. I 388 lavoratori che, responsabilmente, hanno sottoscritto le conciliazioni, hanno garantito che il sistema dei rifiuti in città rimanesse in mano pubblica e che non si verificasse una emergenza rifiuti. Non possiamo fare a meno di evidenziare che le suddette firme dei 388 hanno rappresentato la base fondamentale affinché il Comune potesse formulare la richiesta di autorizzazione da inoltrare al Tribunale di Messina ufficio Fallimentare. Senza la firma dei 388 lavoratori oggi non avremmo la MessinaServizi Bene Comune”.

I sindacalisti ricordano che i presupposti necessari per scongiurare il fallimento del ciclo dei rifiuti sono stati i seguenti: la stipula tra il concedente e i dipendenti di un accordo sindacale ai sensi del 47 comma 4 bis let. B e let. B bis della legge 428/1990; la sottoscrizione di uno specifico accordo transattivo con ogni lavoratore ai sensi e per gli effetti di cui all’art.410 e 411 c.p.c.

Dei 480 lavoratori in servizio presso la Messinambiente, soltanto 388 lavoratori hanno sottoscritto la transazione e hanno fatto sì che il Tribunale autorizzasse l’affitto/usufrutto – continuano i sindacalisti – Pertanto i lavoratori in questione non possono essere messi sullo stesso piano rispetto a chi non vuole cedere a nessun privilegio e si ripara dietro lo scudo che tutti devono passare alla Srr. Questa circostanza è stata chiarita anche dal liquidatore Calabrò il quale ha detto a chiare lettere che il percorso è stato delineato dal Giudice fallimentare con l’approvazione del concordato: i 388 lavoratori devono transitare direttamente. Mentre chi non ha sottoscritto la transazione non può transitare perché la MessinaServizi non può trascinarsi i debiti della Messinambiente, pertanto dovrà necessariamente transitare presso la Srr.

La Cgil ha evidenziato il pasticcio e il danno arrecato ai lavoratori e ai cittadini da parte di alcune sigle sindacali che alimentando il conflitto non hanno fatto altro che mettere in pericolo il sistema dei rifiuti e il destino degli stessi dipendenti. “E’ stato fatto credere ai lavoratori che erano disponibili 2 milioni di euro per indennizzare le ferie – sottolineano Crocé e Fucile – mentre è stato spiegato, ad ogni incontro sindacale, a chiare lettere dall’avvocato Parrinello che in un piano concordatario la cifra è indicata solo per motivi tecnici ma che la stessa non è disponibile e che i lavoratori devono usufruire della ferie per recupero psico-fisico. Hanno fatto credere ai lavoratori che non accettando alcuna conciliazione potevano pretendere delle somme arretrate per i contenziosi in corso e soprattutto hanno fatto credere ai lavoratori che passando alla Srr avrebbero mantenuto tutti i privilegi e poi transitare alla MessinaServizi. Adesso i giochini sono finiti e il passaggio di questi lavoratori (tra cui qualche dirigente Sindacale) senza sottoscrivere alcuna conciliazione, potrebbe apparire come un atto immorale nei confronti dei cittadini e degli altri lavoratori”.

Il Prefetto ha garantito che i lavoratori che hanno sottoscritto la conciliazione devono essere tutelati rispetto a chi ha deciso di fare altre scelte, fermo restando la tutela dei livelli occupazionali. La Cgil e la Fp Cgil hanno ribadito che il passaggio dei lavoratori dev’essere diretto e deve realizzarsi ai sensi dell’art, 2112 c.c. Considerato che la Legge 9 del 2010 e le procedure di cui all’art. 19 non possono trovare applicazione nel caso in specie.

Il Prefetto di Messina ascoltate le esigenze organizzative della Messinambiente, ormai in fase di chiusura, e della MessinaServizi che deve essere in grado di iniziare la nuova attività, respinge l’ipotesi di un distacco di 60 giorni dei lavoratori e ha chiesto all’Amministrazione di trovare una soluzione a stretto giro, possibilmente nel giro di una settimana, ed in ogni caso di non superare il periodo di 30 giorni. In questo periodo viene sospesa ogni forma di passaggio, per consentire l’avvio della nuova società e per consentire ai 98 lavoratori che non hanno sottoscritto le conciliazione di poter riflettere ancora. La Cgil e la Fp Cgil, nel ringraziare il Prefetto per l’opera di mediazione, hanno comunque rinviato qualsiasi decisione dopo aver ascoltato i lavoratori, i quali sono stufi dei continui rinvii e del non decisionismo da parte dell’Amministrazione e sperano davvero che siano gli ultimi 30 giorni di attesa”.

Questo è quanto resta dopo le tre ore di incontro in Prefettura. Non solo posizioni legittimamente diverse, visti i percorsi differenti portati avanti in questi mesi, ma diverse e contrapposte visioni di quanto accaduto.

Ciò che è certo però è che la MessinaServizi partirà intanto con tutti i dipendenti in distacco. Il mese concesso dal Prefetto servirà per trovare quella soluzione definitiva che possa mettere tutti d’accordo. Ma se ad oggi le premesse sono ancora queste è difficile ipotizzare una risoluzione celere.

Francesca Stornante

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