Metromare, 18 milioni per 5 "stazioni" da Torre Faro a Tremestieri: progetto pronto

Metromare, 18 milioni per 5 “stazioni” da Torre Faro a Tremestieri: progetto pronto

Giuseppe Fontana

Metromare, 18 milioni per 5 “stazioni” da Torre Faro a Tremestieri: progetto pronto

mercoledì 24 Gennaio 2024 - 13:00

Mondello: "Finalmente ne parliamo in maniera concreta". Il progettista: "Le strutture non altereranno correnti e costa". E in futuro possibili collegamenti con Reggio e Villa

MESSINA – La particolare conformazione di Messina, con chilometri di costa da nord a sud, può essere sfruttata per risolvere l’atavico problema di traffico che opprime la città stessa? Questa è l’idea alla base del progetto della metropolitana del mare, o metromare, di cui si parla da anni (anzi, decenni) e per la quale è stato concluso nelle scorse settimane il progetto di fattibilità economico-finanziaria appaltato alla Dinamica srl nella seconda metà del 2022.

Mondello: “Il progetto è valida alternativa alle strade principali”

A parlarne è stata la sesta commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Busà. A presentare l’iniziativa è stato il vicesindaco Salvatore Mondello: “La metropolitana del mare, o la metromare, nasce in coda al Pums. In quella fase di finanziamento dell’attività di pianificazione, il ministero ci ha riconosciuto un plus da utilizzare per un progetto su modalità alternative di trasporto. Ci è stata data anche una linea di indirizzo, perché le modalità alternative non sono tante. Sin da subito con il dipartimento abbiamo fatto un ragionamento per selezionare i professionisti, che sono felice siano messinesi. Il percorso è stato oggetto di partecipazione, con tre forum e riunioni varie con gli ordini professionali, associazioni e stakeholder vari. E se n’è parlato anche nel tavolo tecnico per la continuità del trasporto sul mare. Questo progetto può essere una valida alternativa alle direttrici principali della città. Anche alla luce dei dati sul traffico, che ci vedono quinti e non più terzi, quindi vanno analizzati in maniera positiva perché parliamo di un leggero miglioramento e ci stiamo muovendo per alleggerirlo ulteriormente”.

Metromare

Poi l’ingegnere Bertino, che guida il dipartimento: “Questo progetto è stato finanziato nel 2020. Nel 2022 abbiamo aggiudicato la gara e sono contento che a vincere sia stata la Dinamica, azienda di Messina. Abbiamo fatto le verifiche e il contratto è stato firmato a settembre, partendo poi a ottobre. Abbiamo completato un anno di progettazione e di confronti con gli ordini professionali per poter redigere il progetto di fattibilità tecnico-economica”.

Ferlazzo spiega il progetto

E infatti a spiegarlo è stato l’ingegnere Davide Ferlazzo, in rappresentanza della società Dinamica srl, di fatto progettista: “La metromare vuole essere un sistema di trasporto alternativo a quello su strada. Messina abbraccia circa 30 km di costa da nord a sud e il progetto vuole sfruttare il mare come elemento di continuità. Visto lo sviluppo della città potrebbe diventare una risorse aggiuntiva a tutto ciò che il territorio oggi offre. Crediamo molto in questo progetto, il percorso è stato lungo e articolato. Alla fine siamo arrivati a un’idea progettuale, ma essendo di fattibilità tecnico-economica siamo in una fase embrionale. La pianificazione nasce dal Pums che già nelle sue ipotesi prevedeva il trasporto su acqua. Ci siamo concentrati sulla città”.

Stazioni e costi

“Il progetto – ha proseguito – prevedeva 8 stazioni, poi ridotte a 5: Torre Faro, Fiumara Guardia, il molo Rizzo, Santa Cecilia e Tremestieri. Nulla vieta che un domani le stazioni possano essere implementate. Dal punto di vista tecnico, sin dalla presentazione della gara, abbiamo immaginato strutture trasparenti, su pali, multiforme, per non imporre condizioni fisiche permanenti che possano condizionare il flusso del mare e modificare correnti, facendo da schermo. Il progetto è ambizioso e bisognerà renderlo appetibile, anche alla cittadinanza, dal punto di vista della fruibilità”. E i costi?” Abbiamo stimato circa 18 milioni di euro. I costi di gestione stimati sono di circa 960mila euro, i guadagni presunti intorno al milione”.

Nel rispondere poi alle domande dei consiglieri, Ferlazzo ha spiegato: “Nelle previsioni di Pums la metropolitana del mare nasce come servizio alternativo per la città senza trascurare collegamenti con Reggio e Villa. Ma il nostro progetto riguarda attualmente solo la città. Per quanto riguarda i mezzi, abbiamo immaginato qualcosa di simile agli aliscafi con capienza media di 200 posti a sedere. Sulle condizioni meteo ovviamente non sta a noi capire cosa si farà, contro madre natura non possiamo fare programmi. Le stazioni? Gazzi, ad esempio, era un luogo preso in considerazioni ma abbiamo capito che le condizioni attuali non lo permetterebbero. Ma essendo un progetto di fattibilità nulla vieta che più avanti venga inserita come ulteriore stazione, così come altre”.

Mondello: “Oggi ne parliamo in maniera concreta”

Mondello ha poi concluso: “Oggi abbiamo tramutato le discussioni di decenni in un progetto, per parlarne in maniera concreta”. Senza contare il possibile sfogo turistico, sottolineato a più riprese durante la commissione, con la possibilità per croceristi e turisti di muoversi in maniera veloce sul mare, osservando Messina da una nuova prospettiva.

10 commenti

  1. E’ possibile conoscere gli elaborati progettuali?

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  2. non conosciamo gli elaborati progettuali ma speriamo che i pontili per l’attracco della “Metromare” siano equamente riparati dai venti predominanti che persistono nello stretto di Messina quindi quelli del secondo e terzo quadrante!
    le barriere di protezione che verranno installate dal fondo fino ad una determinata altezza fuori dal mare daranno impedimento allo spostamento subacqueo dell’arenile e darà luogo al disastro che stiamo vedendo, ahimè inermi, con il porto di Tremestieri, in cui, la spiaggia da santa margherita a contesse sta piano piano scomparendo…..spero che abbiano preventivato questo imprevisto.

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  3. Sarà un flop, soldi buttati

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  4. Poveri noi

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  5. E’ un vecchio progetto del 1990 riesumato, una metromare che avrebbe dovuto collegare anche Villa s.Giovanni e Reggio C., comunque lo vedo utile per i collegamenti estivi con Torre Faro anche nella sventurata ipotesi della costruzione del Ponte poichè i collegamenti con il centro città diverranno problematici; però per come il progetto viene descritto nell’articolo presenta molte lacune, ipotizzare un approdo in corrispondenza di via s. Cecilia che senso ha poichè il mezzo partirebbe dal molo Rizzo e dopo la lunga fase di uscita dal porto a velocità ridotta dopo pochi metri sarebbe di nuovo fermo in s.Cecilia; ha senso solo un approdo a Gazzi vista la vicinanza delle strutture ospedaliere, una zona a notevole densità abitativa e poi non scordiamoci che il funesto progetto del Ponte prevede la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Messina proprio a Gazzi e quindi d’obbligo un collegamento; mi fa strano che il Comune di Messina informato dei fatti non sollevi obiezioni al progetto che non prevede il collegamento con la futura stazione ferroviaria. E’ una grave lacuna progettuale, evidentemente la comunicazione tra i vari settori del Comune non funziona. Inoltre, altra lacuna, non parliamo di “Aliscafi” che per la brevità del tratto non farebbero in tempo neanche ad alzarsi. E poi caliamo un pietoso velo sui costi, come si fa a dire di guadagni pari ad un milione, quando ci vogliono minimo 2 mezzi per fare il servizio, significa non meno di 2/3 equipaggi di almeno 5 persone ad equipaggio, i costi di gestione dei mezzi saranno alti, i costi di ammortamento dei mezzi e quant’altro ancora con un biglietto per il passeggero che magari non supererà i 2 euro, pura fantasia, i costi saranno totalmente a carico della collettività e saranno notevoli.

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  6. In arrivo un altro casotto x le giocate a carte dei vecchietti. Già il primo a torre faro che doveva fungere da biglietteria x un precedente progetto l hanno buttato giù. Questo avrà più fortuna?

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  7. Strettamente necessario 24 Gennaio 2024 20:52

    Al progettista deve essere sfuggito che nella zona Nord l’area con maggiore densità di traffico è Papardo in cui è presente l’università, l’ospedale e varie attività commerciali . Quotidianamente migliaia di persone si spostano da e verso il centro. Molto più sensata era la proposta iniziale dell’approdo alla foce del torrente Papardo. Anche alla luce del nuovo parcheggio d’interscambio realizzato sul viale D’Alcontres. Non si comprende la scelta dell’approdo nella terra di nessuno all’inizio di via Circuito di Torre Faro.

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  8. Cuncetta Bella Quasetta(“Stonchiti” pi patti di lu me’ casati. 25 Gennaio 2024 02:57

    Invece di fare cavolate perché il comune non ripristina prima di tutto le strade che sono piene di buche così grandi che ci si cade dentro con tutta la macchina?
    Il mio suggerimento è togliere quel tram che non serve a niente, ripristinare tutte le corsie di marcia in ambo i sensi e fare la metropolitana sotterranea o sopraelevata. Buonanotte!

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  9. dopo il PONTE ora la Metropolitana del Mare, a quannu u tram sospeso…e u sceccu chi vola ?????? ma siamo seri ……..sempre W BUDDACILANDIA ahahahahahahahahah

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  10. Ma allungare la tangenziale no?

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