Un viaggio nei laboratori di chimica con al centro un ricercatore messicano arrivato a Messina nel 2024
Seconda “puntata” della rubrica Mondi sullo Stretto.
Ci sono città che accolgono con discrezione e altre che ti travolgono con la forza della loro luce e delle loro contraddizioni. Messina, porta della Sicilia e crocevia millenario, ogni anno apre le sue aule e i suoi laboratori a studenti e ricercatori provenienti da ogni angolo del mondo. In questa rubrica vi raccontiamo i loro percorsi, le sfide affrontate all’arrivo e lo sguardo inedito di chi impara a chiamare “casa” le rive dello Stretto.
Il nostro viaggio comincia nei laboratori di chimica, dove tra provette, nanomateriali e formule incontriamo Mario Avila, ricercatore messicano arrivato a Messina a gennaio 2024.

Dietro il suo sorriso aperto e un italiano sempre più sicuro c’è un percorso accademico tutt’altro che lineare: partito con l’ingegneria in Messico, Mario ha presto capito che la sua vera vocazione era la curiosità pura della chimica. Dopo la triennale in patria è volato a Parigi per la magistrale e il dottorato tra le prestigiose università francesi (dalla Pierre e Marie Curie alla Sorbona), affrontando tour de force memorabili come tredici esami in soli quattro giorni e scoprendo l’atmosfera multiculturale della Cité Internationale Universitaire. Poi, dopo altre esperienze internazionali, la rotta della ricerca lo ha portato dritto in riva allo Stretto.
Il primo impatto: tra ostacoli burocratici, lavanderie a gettoni e autobus affollati
Arrivare in una nuova città da ricercatore straniero non è mai una passeggiata. I primi due mesi di Mario Avila a Messina sono stati all’insegna dell’adattamento: ospite presso la Casa dello Studente Ersu-Papardo, alloggiava in una stanza essenziale, senza cucina e senza lavatrice. Per fare il bucato era costretto a organizzarsi autonomamente, portando i vestiti in una lavanderia self-service nei pressi del polo universitario. A questo si sono aggiunte le difficoltà con la lingua, ma soprattutto le complicazioni nell’accesso alla mensa: disponendo unicamente di carte collegate a conti bancari esteri (messicani e americani), si è scontrato con un sistema di pagamento che non accettava quei circuiti, rendendogli quasi impossibile acquistare i pasti in autonomia. Una situazione resa ancora più amara dal costo del servizio, che Mario ha trovato piuttosto caro per la fascia dei ricercatori e studenti rispetto ad altre realtà universitarie europee in cui aveva vissuto.
Anche i trasporti hanno messo a dura prova la sua pazienza: «La mattina alle otto gli autobus sono puntualissimi, ma se piove o c’è traffico l’attesa può trasformarsi in un’odissea di due ore», racconta col sorriso, ricordando quando un amico è dovuto andare a “salvarlo” alla fermata per rientrare a casa.
La svolta: una birra artigianale e il calore della comunità
Le cose cambiano quando trovi la chiave giusta per entrare nel tessuto della città. Per Mario quella chiave è stata la convivialità: la scoperta di una birreria artigianale, dove ha trovato un ambiente accogliente con cui scambiare le prime chiacchiere e rompere il ghiaccio.
Proprio frequentando il locale ha allargato la sua cerchia, incontrando tra gli altri i ragazzi di Messinaintrek. Di loro, Mario parla con grande affetto, definendoli delle «anime belle» con cui si è subito trovato in sintonia: grazie a questo gruppo ha avuto la preziosa opportunità di esplorare paesaggi suggestivi del territorio messinese, fare comunità, ma soprattutto, sbloccarsi ed esercitarsi a parlare sempre meglio l’italiano.
I legami nati sono andati ben oltre le serate al bancone: gli amici del pub lo hanno accolto come uno di famiglia, invitandolo a condividere momenti tipici della tradizione locale, dalla Pasquetta al 25 aprile, per partecipare alla classica rustuta. Sul fronte gastronomico, infine, la conquista è stata totale: Mario ama profondamente i sapori messinesi, a cominciare dall’immancabile focaccia tradizionale e dalle iconiche braciole.
Lo sguardo del ricercatore: cosa migliorare a Messina
Da instancabile lavoratore — «mi piace entrare in laboratorio alle sette del mattino» —, Mario vive la città con affetto ma senza filtri, offrendo alcuni spunti per arricchire l’esperienza di chi viene da fuori:
- I collegamenti e la mobilità: Un potenziamento delle corse dei bus verso i poli universitari nelle fasce orarie di punta e nei fine settimana faciliterebbe gli spostamenti quotidiani di molti studenti. Allo stesso tempo, estendere i collegamenti serali lungo la litoranea renderebbe più semplice e agevole il rientro a casa per chi abita fuori dal centro.
- Potenziare l’informazione e la comunicazione bilingue: Le bellezze, i luoghi da visitare e le iniziative culturali a Messina sono davvero tante, ma spesso locandine, annunci e post social vengono diffusi esclusivamente in italiano. Per chi è arrivato da poco in città o in Italia, comprendere subito di cosa si tratta diventa difficile. Potenziare i canali ufficiali e prevedere una comunicazione anche in lingua inglese permetterebbe a tutta la comunità internazionale di vivere appieno la vita cittadina.
- Spazi e svago internazionale: Un’ulteriore opportunità di integrazione sarebbe l’organizzazione di eventi pensati anche in inglese e la programmazione regolare di film al cinema in lingua originale, oltre alla creazione di maggiori occasioni di ritrovo lungo la litoranea anche durante la stagione invernale.
«Una città che sta crescendo»
Nonostante il caldo intenso dell’estate siciliana — lui che in Messico è abituato al clima fresco di montagna —, il bilancio di Mario è pienamente positivo. Oggi è felice di stare qui: si trova davvero bene, ha stretto legami solidi e sinceri ed è entusiasta della vita che si è costruito in riva allo Stretto. Per questo non ha dubbi nel consigliare Messina a tutti gli studenti e ricercatori che desiderano fare un’esperienza formativa e di vita all’estero. Avendo conosciuto la città già anni fa durante un precedente soggiorno accademico, Mario ne riconosce chiaramente i passi in avanti: «È una bellissima opportunità, vedo che la città sta cambiando e crescendo ogni giorno».
Un messaggio chiaro e incoraggiante per chiunque stia valutando di partire: al di là delle piccole sfide iniziali di adattamento, Messina sa accogliere con il calore della sua gente, offrendo uno scenario unico e una comunità pronta a farti sentire a casa.

