Santi, medici e taumaturghi in Sicilia: dal 21 ottobre testimonianze d’arte e devozione al Monte di Pietà - Tempostretto

Santi, medici e taumaturghi in Sicilia: dal 21 ottobre testimonianze d’arte e devozione al Monte di Pietà

Santi, medici e taumaturghi in Sicilia: dal 21 ottobre testimonianze d’arte e devozione al Monte di Pietà

martedì 18 Ottobre 2011 - 14:01

La famiglia Barresi, per la ricorrenza dei 50 anni della casa di cura" Villa Salus", ha organizzato una mostra d'arte moderna

Questa mattina nel Salone degli Specchi della Provincia regionale di Messina è stata presentata la mostra “Santi, medici e taumaturghi – testimonianze d’arte e di devozione in Sicilia “, organizzata, in occasione dei 50 anni della “Villa Salus” , dalla famiglia Barresi in collaborazione con la Provincia regionale. Hanno presenziato all’incontro il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, Antonio Barresi, direttore responsabile della Casa di cura “Villa Salus”, il Sovrintendente ai Beni Culturali, Salvatore Scuto e l’ideatore e organizzatore dell’evento, Saverio Pugliatti.
Un evento da condividere con la città. E’ stata questa la molla che ha spinto la famiglia Barresi ad organizzare, per la ricorrenza dei 50 anni della casa di cura” Villa Salus”, una mostra d’arte moderna dal titolo “Santi, medici e taumaturghi – testimonianze d’arte e di devozione in Sicilia”. E sarà un avvenimento da ricordare perchè per la prima volta sono stati raccolti dipinti, sculture, ex voto e materiali d’arte popolare, provenienti prevalentemente da Chiese, Monasteri e Musei di tutta la Sicilia, che rivelano l’intenso rapporto che nel tempo ha saldato l’aspetto religioso a quello terapeutico. L’eccezionale raccolta, ideata da Saverio Pugliatti e riconducibile alla attività della casa di cura della famiglia Barresi, permette di constatare come la devozione nei confronti dei Santi guaritori abbia attraversato secoli che vanno dal Cinquecento all’Ottocento. La rassegna, che verrà inaugurata dal Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, sarà ospitata dal 21 ottobre al 15 gennaio 2012 nelle sale del Monte di Pietà, messo a disposizione dal presidente Nanni Ricevuto, a riprova che poi non è cosi difficile la sinergia pubblico – privato.
Il tema della mostra ha, come si diceva, il precipuo valore di mostrare un aspetto inedito del passato, ed e stata l’occasione per gli esperti di studiare sculture ed opere d’arte fino ad oggi relegate alla semplice funzione di intermediari religiosi ai quali riservare solo culto e preghiera. L’organizzazione dell’evento si e avvalsa di un comitato scientifico composto da Giampaolo Chillè, Stefania Lanuzza, Grazia Musolino, Teresa Pugliatti, Salvatore Scuto e Sergio Todesco, che ha messo in evidenza come quelle opere siano testimonianze preziose che possono essere elevate al rango di patrimonio artistico. Molto interessanti le opere selezionate dai curatori Chillè, Lanuzza e Musolino. Tra le sculture presenti una particolare citazione meritano quelle che raffiguranoSan Luca, San Vito e i Santi Cosma e Damiano, in quanto rare testimonianze di statue lignee del `500. I dipinti in mostra oltre al pregio artistico che le connota, raccontano anche spezzoni di storia. Come il quadro di San Diego D’Alcalà, venerato soprattutto in Spagna e nel sud America, il cui culto in Sicilia fu “imposto dai dominatori Spagnoli”. O la tela di Giovan Battista Quagliata già preziosa da un punto di vista artistico in quanto raffigura, con una iconografia poco diffusa, i due Santi Cosma e Damiano, mentre esercitano la loro professione, la cui lettura diventa particolarmente avvincente perche riproduce, come in una istantanea, la strumentazione medica allora in uso, alcuni vasi da farmacia, libri, carte e una pipa con cannello di vetro che nel corso del XVII sec. fu spesso utilizzata per far inalare, o fumare, miscele di erbe con effetto narcotico ed anestetico.
Tra le testimonianze delle arti decorative, degni di nota appaiono due paliotti in seta ricamata in oro, un pannello in maiolica del XVIII sec., un bicchiere d’avorio del XVI sec. e una pinza d’argento utilizzata per dare la comunione a quanti venivano colpiti dalla peste. Particolare cura e stata posta sicuramente all’allestimento, impostato sul principio che le opere risultino valorizzate per le loro caratteristiche estetiche e contemporaneamente non vengano private della funzione che fin qui hanno ricoperto. Per non disperdere il prezioso lavoro degli studiosi l’esposizione e stata corredata da un volume d’arte le cui immagini risultano arricchite da accurate schede compilate da noti studiosi. La prefazione, redatta da Don Giovanni Russo, ripercorre storicamente e teologicamente il rapporto da medicina e guarigione.

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